lunedì 15 Luglio 2024

“La Pillola” post Potenza🆚Cerignola

Di Alfonso Pecoraro

Non posso non iniziare dall’episodio che ha contraddistinto la giornata di sabato: il gruppo Macchia che sponsorizza una squadra di Matera. Non fa niente che si tratti di calcio femminile. Lo sport in genere, il calcio in particolare, ha alcune regole non scritte che devono essere rispettate. Regole che se non lo fossero tradiscono la fiducia dei tifosi, e che creano l’essenza stessa della competizione: il campanilismo, la rivalità (che si spera sempre sia sana) tra piazze. La logica del “volemose bene” non è di nessuna latitudine e se pure da qualche parte esista una “simpatia” (e questo non è il caso – leggete a conferma i commenti a questa singolare iniziativa arrivati dalla città dei Sassi) quando c’è un confronto si resta sempre sul piano dell’io contro te. Non del “noi” che abbiamo gli stessi interessi dei nostri avversari.

Non riesco a capire nessuna motivazione di carattere imprenditoriale, né tantomeno strategie politiche. Lasciamo nelle mani di coloro i quali detengono i bottoni del comando il tentativo (che quasi mai riesce) di far passare l’idea di una comunità lucana unita e indissolubile. Loro hanno comunque l’obbligo di provarci in ogni settore, ma non nello sport. E lasciamo soprattutto la libera possibilità di ciascun tifoso di tenere distinte città, paesi e regioni, soprattutto se tra queste è conclamata e riconosciuta la rivalità sportiva. E peggio mi sento se dovesse passare l’idea che chi è padrone del pallone deve tirare il calcio di rigore. Si vince di squadra, e ognuno deve vestire la maglia della sua, altrimenti che giochiamo a fare?

Capitolo, per il momento, chiuso: e pillola dedicata a un Potenza che ha reagito come un leone ferito. E questo non può essere sottaciuto, anche se dalle valutazioni globali che si fanno alla fine del 90’, quella prima ora di gioco non può essere di certo cancellata. C’è stata, è stata brutta, Asencio è rimasto in campo, Volpe è entrato dalla panchina, sono stati commessi due erroracci costati due gol a una squadra impaurita. Ma se da sotto le ruote di un tir che gli era passato addosso, il Potenza Calcio Official ha saputo tirar fuori un pareggio e ha sfiorato anche il 3-2, bisogna essere ottimisti. Peccato perchè ci poteva pure stare. Ed a pensare che dallo 0-2, e in un clima di contestazione, si potesse addirittura andare 3-2…., allora va bene pure così.

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Non riesco a capire nessuna motivazione di carattere imprenditoriale, né tantomeno strategie politiche. Lasciamo nelle mani di coloro i quali detengono i bottoni del comando il tentativo (che quasi mai riesce) di far passare l’idea di una comunità lucana unita e indissolubile. Loro hanno comunque l’obbligo di provarci in ogni settore, ma non nello sport. E lasciamo soprattutto la libera possibilità di ciascun tifoso di tenere distinte città, paesi e regioni, soprattutto se tra queste è conclamata e riconosciuta la rivalità sportiva. E peggio mi sento se dovesse passare l’idea che chi è padrone del pallone deve tirare il calcio di rigore. Si vince di squadra, e ognuno deve vestire la maglia della sua, altrimenti che giochiamo a fare?

Capitolo, per il momento, chiuso: e pillola dedicata a un Potenza che ha reagito come un leone ferito. E questo non può essere sottaciuto, anche se dalle valutazioni globali che si fanno alla fine del 90’, quella prima ora di gioco non può essere di certo cancellata. C’è stata, è stata brutta, Asencio è rimasto in campo, Volpe è entrato dalla panchina, sono stati commessi due erroracci costati due gol a una squadra impaurita. Ma se da sotto le ruote di un tir che gli era passato addosso, il Potenza Calcio Official ha saputo tirar fuori un pareggio e ha sfiorato anche il 3-2, bisogna essere ottimisti. Peccato perchè ci poteva pure stare. Ed a pensare che dallo 0-2, e in un clima di contestazione, si potesse addirittura andare 3-2…., allora va bene pure così.

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Non riesco a capire nessuna motivazione di carattere imprenditoriale, né tantomeno strategie politiche. Lasciamo nelle mani di coloro i quali detengono i bottoni del comando il tentativo (che quasi mai riesce) di far passare l’idea di una comunità lucana unita e indissolubile. Loro hanno comunque l’obbligo di provarci in ogni settore, ma non nello sport. E lasciamo soprattutto la libera possibilità di ciascun tifoso di tenere distinte città, paesi e regioni, soprattutto se tra queste è conclamata e riconosciuta la rivalità sportiva. E peggio mi sento se dovesse passare l’idea che chi è padrone del pallone deve tirare il calcio di rigore. Si vince di squadra, e ognuno deve vestire la maglia della sua, altrimenti che giochiamo a fare?

Capitolo, per il momento, chiuso: e pillola dedicata a un Potenza che ha reagito come un leone ferito. E questo non può essere sottaciuto, anche se dalle valutazioni globali che si fanno alla fine del 90’, quella prima ora di gioco non può essere di certo cancellata. C’è stata, è stata brutta, Asencio è rimasto in campo, Volpe è entrato dalla panchina, sono stati commessi due erroracci costati due gol a una squadra impaurita. Ma se da sotto le ruote di un tir che gli era passato addosso, il Potenza Calcio Official ha saputo tirar fuori un pareggio e ha sfiorato anche il 3-2, bisogna essere ottimisti. Peccato perchè ci poteva pure stare. Ed a pensare che dallo 0-2, e in un clima di contestazione, si potesse addirittura andare 3-2…., allora va bene pure così.

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