Era opinione generale che, dopo le nefandezze difensive della scorsa stagione, le operazioni in entrata fatte dal direttore sportivo De Vito nel mercato che si è concluso il primo settembre scorso, avessero risolto le problematiche inerenti il pacchetto arretrato. Con l’aggiunta che anche il tecnico De Giorgio, con i suoi collaboratori, avrebbe dovuto mettere qualche accorgimento in più nella disposizione tattica della squadra utile ad assicurare una maggiore solidità alla fase di non possesso. Era questo il problema più urgente da risolvere atteso che la fase offensiva era considerata anche per questa stagione il punto di forza della squadra. Invece la sconfitta contro la Casertana, che ha messo in campo un cinismo fuori dal comune in attacco, cinque occasioni create con tre reti fatte e altre due sventate da Alastra, ha fatto suonare il campanello di allarme e non solo per gli errori difensivi che hanno spianato la strada al successo dei campani ma anche per la poca concretezza degli attaccanti in zona gol. Infatti dei cinque gol segnati dal Potenza nelle prime tre giornate due sono opera di Erradi e Felippe, un altro è stato autogol e solo due portano la firma degli attaccanti: quello di D’Auria con la Casertana e l’altro a Giugliano di Caturano che valse i tre punti. Ricordando anche le tante clamorose occasioni sprecate dalle punte contro il Cerignola che hanno impedito la conquista dei tre punti.
LA PARTITA CON LA CASERTANA
Per la verità contro la Casertana la squadra di De Giorgio ha giocato una buona partita soprattutto sul piano della fase offensiva in cui è arrivata per ben 10 volte al tiro che rappresenta tanta roba per una partita esterna e ha avuto un possesso palla di oltre il cinquantadue per cento. Ma ancora una volta gli attaccanti utilizzati da De Giorgio non hanno inciso con la sola eccezione di D’Auria che è tornato al gol dopo il lungo infortunio dello scorso torneo. Mazzeo e Selleri non hanno dato il minimo contributo alla squadra nel tentativo di raddrizzare il risultato e sono stati evanescenti in zona gol. Ancora a secco Anatriello che per la terza partita consecutiva è rimasto all’asciutto e ha sprecato un paio di ottime opportunità. Mancavano ieri Petrungaro e Schimmenti che dovrebbero recuperare per la gara di venerdi prossimo contro il Crotone e che sono di un altro livello rispetto a Mazzeo e a Selleri. Ha esordito Bruschi che è apparso un po’ in ritardo di condizione ma ha buoni numeri tecnici.
DIFESA E CENTROCAMPO
Le note dolenti delle prime tre giornate di campionato attengono ovviamente al comportamento dei difensori e anche dei centrocampisti. Perché è scontato che quando si subiscono troppe reti la colpa non può ricadere solo ed esclusivamente sul pacchetto arretrato ma coinvolge il comportamento complessivo degli altri reparti nell’atteggiamento da tenere in campo. Gli errori individuali dei difensori sono stati evidenti al centro della difesa dove Bachini e Camigliano non sono stati impeccabili. Emblema della serata storta è stato aver consentito a Bentivegna, non proprio un gigante, di svettare in area e battere Alastra. Contraddittorio il comportamento di Novella e di Adjapong. Sono stati molto più incisivi nella fase di spinta ma poco attenti sugli avversari nella loro metà campo. Ma se di Novella sappiamo le sue incertezze nella fase difensiva e anche ieri a Caserta ne abbiamo avuto conferma in occasione del cross che ha consentito a Kallon di fare l’assist per la rete vittoria di Proia, ci ha meravigliato negativamente come un giocatore esperto come Adjapong si sia fatto saltare così facilmente da Kallon che ha poi propiziato con il suo tiro la prima rete della Casertana. Probabilmente è più a suo agio a destra proprio nella fase di contenimento degli avversari diretti. Capitolo centrocampo. Ho già avuto modo di esprimere a De Giorgio le mie perplessità sull’atteggiamento dei centrocampisti già dalla gara contro il Giugliano e le ripeto anche dopo la partita con la Casertana. In tutte e due le occasioni i centrocampisti rossoblù hanno svolto molto bene il loro compito nella fase di possesso palla e quindi nella costruzione del gioco offensivo come dimostrano i cinque gol segnati direttamente e fatti segnare, ma hanno assicurato poca protezione ai loro compagni della difesa soprattutto nel fermare in mezzo al campo i movimenti dei centrocampisti avversari. Infatti l’ex Prezioso e Peluso con D’Agostino nel Giugliano e Proia e Pezzella ieri sera hanno avuto troppa libertà sia nell’impostazione della manovra che nelle conclusioni. Evidenziando un problema di equilibrio della squadra di De Giorgio nel sapere tenere al meglio il campo nelle due fasi. Questo è un problema che deve risolvere De Giorgio con gli accorgimenti tattici che sono necessari e da mettere in pratica subito perché c’è ancora tempo per rimediare ai problemi che si sono ripresentati nell’inizio di questa campionato. Fin dalla stagione scorsa abbiamo sostenuto la necessità che il Potenza avrebbe dovuto avere un piano B nell’utilizzo dei moduli di gioco. Non deve esserci sempre e a prescindere il 4/3/3 in campo. Ci sono dei momenti in cui De Giorgio deve dimostrare umiltà e cambiare disposizione tattica che non significa abiurare le proprie idee ma attuare gli accorgimenti nell’interesse della squadra. E’ innegabile che l’impostazione di gioco che De Giorgio ha dato alla squadra sia prettamente offensiva e possa essere molto bella a vedersi, ma è notorio che i successi si ottengono soprattutto con l’ermeticità della fase difensiva. Il collega di Sky che faceva la telecronaca della partita di Caserta ha ripetuto fino alla noia come la partita tra Casertana e lucani fosse spettacolare e molto divertente. Per gli spettatori neutrali è sicuramente così. Ma la verità è un’altra: è stata divertente solamente per i padroni di casa che hanno portato a casa i tre punti. Il Potenza non si è divertito e nemmeno i tifosi presenti e quelli che la partita l’hanno vista in tv. A maggior ragione avendo constatato che il Potenza ha avuto il pallino del gioco tra i piedi e non l’ha saputo sfruttare per raggiungere i tre punti.





