Nicola Macchia si è dato una scadenza temporale: 48 ore. Martedì sarà questo il giorno in cui si potrebbe decidere il da farsi, perché il serrato (e duro a giudicare dalle urla e dai toni usati) confronto con Pietro De Giorgio e con la squadra ancora non ha portato a una decisione definitiva.
In pratica si torna indietro allo scorso 26 ottobre, dopo il 3-0 di Cosenza. Macchia jr., in quella occasione, pensò e ripensò a un azzeramento tecnico, di allenatore e direttore sportivo, poi insieme ad alcuni elementi della squadra, Alastra, D’Auria e Riggio in primis (quindi, non per decisione unanime del gruppo, ma con una sorta di concertazione concordata), si decise di temporeggiare a dopo la sfida col Foggia. Ed ancora si attese un test più probante, miseramente e maldestramente fallito. Si rischia, quindi, di rivivere altri giorni come quelli che sono trascorsi dal dopo-Cosenza al dopo-Foggia, con l’unica differenza che la proprietà attendeva risposte dai calciatori e quelle che sono arrivate dai 90’ di venerdì hanno spiazzato tutti.
Per il momento quindi, l’allenatore non si tocca, ma non è detto che appunto tra 48 ore non accada qualcosa. Magari qualche intervento sulla rosa dei calciatori, molti dei quali stanno performando in maniera negativa e inspiegabile. Ora però sarà stabilito chiaramente che se De Giorgio vorrà salvarsi anche dopo questa figuraccia dovrà operare scelte differenti da quelle assolutamente opinabili e sbagliate degli ultimi tempi, in termini tattici e di uomini.
Sostanzialmente, però, il disastro di Cava de’ Tirreni ha un ordine di priorità di responsabilità diverso dai precedenti: prima la squadra e poi il tecnico. Le papere (svariate) di Alastra, l’incapacità a difendersi (17 gol presi in trasferta, in ciascuna almeno due), la mollezza dei centrocampisti, la sterilità degli attaccanti rappresentano un segnale gravissimo e da non sottovalutare, perché con questi calciatori bisognerà andare avanti almeno per altre sei partite (e una, o due, gare di Coppa Italia).
Saranno in primis i giocatori a dover dare risposte chiare ed efficaci e con loro anche De Vito che dovrà cercare soluzioni adeguate, anche cercando di indirizzare il tecnico per venire fuori dalla evidente crisi del Potenza. Se saranno tutti d’accordo rispetto alle decisioni che Macchia prenderà si metterà un punto e si proverà a ripartire. Al contrario, da martedì, appunto, si cambia tutto.





