La pillola del giorno dopo Potenza-Cavese di Alfonso Pecoraro
L

Se proprio dobbiamo dirla tutta non è stato un Potenza bellissimo, ma questa volta mi è piaciuto più di tante altre. Perché ha lottato, ha reagito, ha pareggiato due volte e ‘rischiato’ pure di vincere, ha giocato una partita di categoria contro un’avversaria di categoria che – se fosse stato un po’ di più – avrebbe potuto anche vincere in quel momento del primo tempo in cui il Potenza non era riuscito ancora a entrare in partita.

Soprattutto va considerato che è stato fondamentale non perdere, sarebbe stata la terza volta di fila e prima della Coppa Italia un altro ko avrebbe potuto minare tante certezze. Per questo accolgo di buon grado il 2-2, anche se il numero di punti raccolti fino ad oggi, francamente, non è ancora adeguato e bisognerà farne almeno altri 4-5 fino alla fine, lasciando da parte il discorso-Coppa. Missione alla portata, certo, ma meglio non lasciare nulla di intentato.

Rientriamo nella bolla: la Coppa che abbiamo cercato di considerare sempre come un qualcosa a parte. Il cammino del Potenza è stato notevole nella competizione. E mi lascio scivolare addosso tutto quello che dice chi pensa che la manifestazione sia presa sottogamba da tutti, perché non serve a niente. Mi basta entrare al primo turno dei playoff nazionali dove – sia pure senza farmi nessuna illusione sia chiaro – si diventa come le terze classificate per andarmi a vivere un’altra emozione. Sarà quel che sarà. E poi, oggettivamente, il Potenza ha eliminato Monopoli, Cerignola, Crotone e Ternana, tutte squadre posizionate in classifica molto meglio e, se non tutte, qualcuna pure con una rosa molto prestigiosa. Ha meritato di essere lì e ha tutto il sacrosanto diritto di giocarsela. Specie nella gara di andata, in casa, si giocherà una buona fetta del risultato complessivo, perché quanto accadrà orienterà certamente anche la sfida di ritorno.

E’ l’occasione giusta perché Potenza torni a essere una Potenza, come mai finora nell’era Macchia è riuscita a fare se non nello spareggio salvezza col Monterosi. Allora era in palio l’onore e fu fatto salvo. Adesso ci si gioca, per una volta tanto, la gloria e bisogna combattere tutti allo stesso modo, dentro e fuori, per andarsela a conquistare. Come on lions.

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Se proprio dobbiamo dirla tutta non è stato un Potenza bellissimo, ma questa volta mi è piaciuto più di tante altre. Perché ha lottato, ha reagito, ha pareggiato due volte e ‘rischiato’ pure di vincere, ha giocato una partita di categoria contro un’avversaria di categoria che – se fosse stato un po’ di più – avrebbe potuto anche vincere in quel momento del primo tempo in cui il Potenza non era riuscito ancora a entrare in partita.

Soprattutto va considerato che è stato fondamentale non perdere, sarebbe stata la terza volta di fila e prima della Coppa Italia un altro ko avrebbe potuto minare tante certezze. Per questo accolgo di buon grado il 2-2, anche se il numero di punti raccolti fino ad oggi, francamente, non è ancora adeguato e bisognerà farne almeno altri 4-5 fino alla fine, lasciando da parte il discorso-Coppa. Missione alla portata, certo, ma meglio non lasciare nulla di intentato.

Rientriamo nella bolla: la Coppa che abbiamo cercato di considerare sempre come un qualcosa a parte. Il cammino del Potenza è stato notevole nella competizione. E mi lascio scivolare addosso tutto quello che dice chi pensa che la manifestazione sia presa sottogamba da tutti, perché non serve a niente. Mi basta entrare al primo turno dei playoff nazionali dove – sia pure senza farmi nessuna illusione sia chiaro – si diventa come le terze classificate per andarmi a vivere un’altra emozione. Sarà quel che sarà. E poi, oggettivamente, il Potenza ha eliminato Monopoli, Cerignola, Crotone e Ternana, tutte squadre posizionate in classifica molto meglio e, se non tutte, qualcuna pure con una rosa molto prestigiosa. Ha meritato di essere lì e ha tutto il sacrosanto diritto di giocarsela. Specie nella gara di andata, in casa, si giocherà una buona fetta del risultato complessivo, perché quanto accadrà orienterà certamente anche la sfida di ritorno.

E’ l’occasione giusta perché Potenza torni a essere una Potenza, come mai finora nell’era Macchia è riuscita a fare se non nello spareggio salvezza col Monterosi. Allora era in palio l’onore e fu fatto salvo. Adesso ci si gioca, per una volta tanto, la gloria e bisogna combattere tutti allo stesso modo, dentro e fuori, per andarsela a conquistare. Come on lions.

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Soprattutto va considerato che è stato fondamentale non perdere, sarebbe stata la terza volta di fila e prima della Coppa Italia un altro ko avrebbe potuto minare tante certezze. Per questo accolgo di buon grado il 2-2, anche se il numero di punti raccolti fino ad oggi, francamente, non è ancora adeguato e bisognerà farne almeno altri 4-5 fino alla fine, lasciando da parte il discorso-Coppa. Missione alla portata, certo, ma meglio non lasciare nulla di intentato.

Rientriamo nella bolla: la Coppa che abbiamo cercato di considerare sempre come un qualcosa a parte. Il cammino del Potenza è stato notevole nella competizione. E mi lascio scivolare addosso tutto quello che dice chi pensa che la manifestazione sia presa sottogamba da tutti, perché non serve a niente. Mi basta entrare al primo turno dei playoff nazionali dove – sia pure senza farmi nessuna illusione sia chiaro – si diventa come le terze classificate per andarmi a vivere un’altra emozione. Sarà quel che sarà. E poi, oggettivamente, il Potenza ha eliminato Monopoli, Cerignola, Crotone e Ternana, tutte squadre posizionate in classifica molto meglio e, se non tutte, qualcuna pure con una rosa molto prestigiosa. Ha meritato di essere lì e ha tutto il sacrosanto diritto di giocarsela. Specie nella gara di andata, in casa, si giocherà una buona fetta del risultato complessivo, perché quanto accadrà orienterà certamente anche la sfida di ritorno.

E’ l’occasione giusta perché Potenza torni a essere una Potenza, come mai finora nell’era Macchia è riuscita a fare se non nello spareggio salvezza col Monterosi. Allora era in palio l’onore e fu fatto salvo. Adesso ci si gioca, per una volta tanto, la gloria e bisogna combattere tutti allo stesso modo, dentro e fuori, per andarsela a conquistare. Come on lions.

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