E’ da qualche settimana che predichiamo divertimento. E la partita di ieri a Campobasso ne è stato il paradigma. Che goduria, che divertimento. Che va oltre il nettissimo – e per certi versi inaspettato – 3-0 rifilato a un Campobasso che era comunque una squadra da temere, valida, di categoria. Va oltre perché tutto quanto prodotto dalla scatenata truppa di De Giorgio non è frutto del caso, dell’improvvisazione.
Le azioni che hanno portato ai gol sono state lungamente preparate nel corso della stagione. Movimenti con e senza palla che sono frutto di un lavoro intenso e lungo almeno due anni. A questo si aggiunge la condizione atletica e fisica che ha consentito alla truppa rossoblù letteralmente di volare sui molisani che, probabilmente, non si aspettavano di aver trovato dall’urna un’avversaria oggettivamente più forte di loro.
E’ assolutamente legittimo che a Campobasso si ambisca ad avere qualche speranza di qualificazione, ma il ‘primo tempo’ di questa doppia sfida ha scavato un abisso tra le due formazioni viste all’opera. Ho sentito dire da qualche collega che il risultato è stato il frutto di episodi che hanno girato a favore degli ospiti. Mi è sembrato ingeneroso per la qualità del calcio espresso dal Potenza non rendere il giusto merito alla partita perfetta. E, per quanto ci riguarda, se pure fosse così (e non lo è), vale per tutte le volte che la ruota della fortuna in questo campionato ha girato in senso opposto. Ma tant’è: il calcio ognuno lo vede a modo proprio. E noi possiamo godere per quanto visto al Molinari e proiettarci con rinnovato ottimismo verso il futuro.
Sarà comunque giusto tenere i piedi per terra, anche se oggettivamente è molto difficile, e pensare a superare il turno senza alcun rischio, per poi attendere con curiosità il prossimo avversario. Qualunque esso sia, da ieri sera, sono abbastanza certo che le quattro teste di serie preferiranno evitare gli scatenati ragazzi di De Giorgio.





