Spunti rossoblù di Fabio Ferrara
S

Ieri, 18 marzo, sono sceso a Potenza insieme agli amici Rocco ed Enzo per vivere dal vivo la prima finale di Coppa Italia: il Viviani ha tremato di emozione mentre il Potenza batteva il Latina 3-1. Tre gol che hanno acceso il cuore rosso‑blu, cori, abbracci e una felicità che solo chi ama questa maglia può capire.

Eppure, anche mentre cantiamo, resta la preoccupazione. Un 3-1 che dà fiducia ma che, per chi soffre come me, non cancella il timore: basta una disattenzione, un episodio sfortunato, e tutto può ribaltarsi. Il tifoso pensa sempre al peggio pur sperando nel meglio — ed è proprio questa alternanza di ansia e speranza che ci accompagna.

Adesso le giornate e le notti saranno tutte per il ritorno del 1° aprile a Latina. Noi Esiliati di Potenza — gruppo fondato da Rocco — ci prepareremo al “viaggio della speranza”: io, Rocco e altri amici tifosi partiremo con il cuore pieno di fiducia, ma anche con tante notti insonni a rimuginare sull’incontro. Andremo lì per spingere la squadra, per cantare più forte e per non lasciare nulla al caso.

Speriamo nel meglio. Con tutta l’anima. E speriamo che la settimana che culmina col ritorno e con la Pasqua alla fine diventi davvero la più bella Pasqua degli ultimi quarant’anni per la storia del Potenza e per tutti i suoi tifosi — anche per chi, come me, è lontano da casa.

Ora torniamo a Torino (o, forse, domani), ma il pensiero resta al Viviani e a quel 3-1: festeggiato, sì, ma vissuto con il cuore in gola. Forza Potenza, sempre.

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Ieri, 18 marzo, sono sceso a Potenza insieme agli amici Rocco ed Enzo per vivere dal vivo la prima finale di Coppa Italia: il Viviani ha tremato di emozione mentre il Potenza batteva il Latina 3-1. Tre gol che hanno acceso il cuore rosso‑blu, cori, abbracci e una felicità che solo chi ama questa maglia può capire.

Eppure, anche mentre cantiamo, resta la preoccupazione. Un 3-1 che dà fiducia ma che, per chi soffre come me, non cancella il timore: basta una disattenzione, un episodio sfortunato, e tutto può ribaltarsi. Il tifoso pensa sempre al peggio pur sperando nel meglio — ed è proprio questa alternanza di ansia e speranza che ci accompagna.

Adesso le giornate e le notti saranno tutte per il ritorno del 1° aprile a Latina. Noi Esiliati di Potenza — gruppo fondato da Rocco — ci prepareremo al “viaggio della speranza”: io, Rocco e altri amici tifosi partiremo con il cuore pieno di fiducia, ma anche con tante notti insonni a rimuginare sull’incontro. Andremo lì per spingere la squadra, per cantare più forte e per non lasciare nulla al caso.

Speriamo nel meglio. Con tutta l’anima. E speriamo che la settimana che culmina col ritorno e con la Pasqua alla fine diventi davvero la più bella Pasqua degli ultimi quarant’anni per la storia del Potenza e per tutti i suoi tifosi — anche per chi, come me, è lontano da casa.

Ora torniamo a Torino (o, forse, domani), ma il pensiero resta al Viviani e a quel 3-1: festeggiato, sì, ma vissuto con il cuore in gola. Forza Potenza, sempre.

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Eppure, anche mentre cantiamo, resta la preoccupazione. Un 3-1 che dà fiducia ma che, per chi soffre come me, non cancella il timore: basta una disattenzione, un episodio sfortunato, e tutto può ribaltarsi. Il tifoso pensa sempre al peggio pur sperando nel meglio — ed è proprio questa alternanza di ansia e speranza che ci accompagna.

Adesso le giornate e le notti saranno tutte per il ritorno del 1° aprile a Latina. Noi Esiliati di Potenza — gruppo fondato da Rocco — ci prepareremo al “viaggio della speranza”: io, Rocco e altri amici tifosi partiremo con il cuore pieno di fiducia, ma anche con tante notti insonni a rimuginare sull’incontro. Andremo lì per spingere la squadra, per cantare più forte e per non lasciare nulla al caso.

Speriamo nel meglio. Con tutta l’anima. E speriamo che la settimana che culmina col ritorno e con la Pasqua alla fine diventi davvero la più bella Pasqua degli ultimi quarant’anni per la storia del Potenza e per tutti i suoi tifosi — anche per chi, come me, è lontano da casa.

Ora torniamo a Torino (o, forse, domani), ma il pensiero resta al Viviani e a quel 3-1: festeggiato, sì, ma vissuto con il cuore in gola. Forza Potenza, sempre.

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