Home Editoriale IN SERIE C, una Squadra e la sua Città

IN SERIE C, una Squadra e la sua Città

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L’abbraccio forte, intenso ed indimenticabile di una intera città, raccolta nello stadio Viviani, ed una prova sportiva di indefinibile bellezza accompagnano una intera comunità fra i professionisti del calcio nazionale. Nove mesi di entusiasmo dilagante coronano una vittoria che emana profumo di calcio vero e di storia. Si, perché la storia conta, la storia di questo sport in questa città ha conosciuto pochi momenti di luce e questo è il più luminoso di tutti. Porta con sé numeri che la storia recente e passata l’hanno quasi totalmente riscritta. Sono tanti quelli da ricordare, ma alcuni si fa davvero fatica a non menzionarli: 32 delle 34 giornate di campionato in testa alla classifica; con una partita ancora da giocare, 80 gol realizzati e 27 subiti con una media inglese ‘paurosa’ che trova concorrenti in Italia solo nella Juventus e nel Napoli (che di partite ne giocano 38 e non 34), 17 dei suoi uomini in gol su una rosa annuale di 24/26 giocatori. In 100 anni di storia, questa è la seconda volta che si presenta, in solitaria, al vertice del campionato di categoria, e son dovuti passare 55 anni dalla precedente vittoria risalente alla stagione 1962/63 quando il Potenza salì in serie B vincendo il girone C dell’allora Serie C con 47 punti (la vittoria valeva due punti), sei punti in più del Trapani che arrivò secondo. Potenza ed il Potenza si sono presi per mano ed hanno camminato insieme per arrivare sul traguardo da vincitori indiscussi. Prima l’idea, poi il progetto, poi la scelta degli uomini con e senza scarpini, poi la sua fantastica realizzazione. Salvatore Caiata è stato portato in trionfo in tutto lo stadio, perché è uno noi, uno che ha avuto la capacità di far emozionare una città intera, la persona che ha unito mirabilmente le sue grandi capacità gestionali al suo innato spirito di appartenenza a questo territorio. La persona che ha spostato gli equilibri ‘sociali’, e non solo, di questa città. Non sembra vero ma è tutto vero, ora la realtà è molto più bella del sogno che era nel cassetto di ognuno di noi.