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Viviani sì, Viviani no

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Si parla dello stadio Viviani, tanto, ma non da tanto tempo. Una struttura storica e, al contempo vetusta, sulla quale ora devono ricadere decisioni importanti. Nel frattempo, pare che il bando di gara per l’affidamento e la gestione dei servizi dello Stadio sia andato deserto, anche con una proroga di scadenza. Nessuna domanda presentata e, quindi, nessuna manifestazione di interesse. Sarebbe interessante capire le ragioni di questo pubblico e manifesto disinteresse. In ogni modo, credo personalmente che non sia a rischio lo svolgimento delle gare interne del prossimo campionato nazionale professionistico di Serie C, ma non si sono comunque programmati nel tempo quegli interventi strutturali di cui l’ex Campo Littorio di Viale Marconi aveva bisogno, oltre a quelli, necessari ed imprescindibili, richiesti per l’omologazione al nuovo campionato. Notizia di qualche giorno fa è l’importante protocollo di intesa fra Comune di Potenza ed ASI, riguardante l’area industriale della città, con il quale passa nelle mani dell’amministrazione comunale cittadina la potestà pianificatoria e gestionale dell’intera zona, comprensiva dell’area ex Cip Zoo, indicata come lo spazio migliore per la realizzazione di un nuovo stadio. Cosa accadrà ora? Quale la volontà dell’Amministrazione Comunale? Interrogativi che aspettano una decisione municipale chiara ed in tempi stretti in merito all’avvio delle procedure burocratiche ed amministrative per la costruzione di un nuovo stadio oppure alla definizione e completamento degli iter progettuali per la ristrutturazione completa del Viviani. Il calcio e la politica in questa città non sono mai stati così direttamente e reciprocamente dipendenti. I destini degli uni e degli altri indissolubilmente intrecciati. Ed in questo caso la partita più difficile se la gioca la politica, ed in zona Cesarini, in quei minuti di recupero finali nei quali puoi provare, con volontà e coraggio, a vincere o puoi subire, senza alcun appello, una cocente e sonora sconfitta.