lunedì 20 Maggio 2024
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IL PEGGIOR POTENZA VISTO AL VIVIANI QUEST’ANNO

DI ROCCO SABATELLA

INCREDULITA’ Se qualcuno ci avesse detto che il Potenza avrebbe “toppato in maniera” clamorosa una partita decisiva per chiudere la pratica salvezza, non ci avremmo creduto. Perché pareva strano che la squadra rossoblù non avesse compreso quanto fosse fondamentale questa partita. E invece ci è toccato assistere ad uno spettacolo indecente da parte degli uomini di Marchionni mai apparsi in condizione di poter girare la gara a proprio favore. Non esageriamo per niente quando diciamo che contro il Foggia, il Potenza ha toccato il fondo per cui si può parlare di questa partita come la peggiore giocata al Viviani in questa stagione e che assomiglia a tante altre disputate in trasferta. In novantasette minuti di gioco nemmeno un tiro verso la porta del Foggia. Che è venuto a giocare al Viviani senza la bellezza di nove elementi, perlopiù titolari, tra squalifiche e infortuni. E’ stata letteralmente una disfatta più per i tanti demeriti dei lucani che per una prestazione super del Foggia. Che ha solo approfittato della confusione totale in cui si muoveva il Potenza e senza dannarsi troppo l’anima ha sfruttato i regali del Potenza non nuovo a queste gentili concessioni. Il vero guaio di questo largo ko è che la situazione di classifica si è fatta molto complicata perché se oggi Catania e Monopoli dovessero vincere i rispettivi incontri con Messina e Taranto, farebbero precipitare il Potenza, per la prima volta, nei play out al quintultimo posto della graduatoria. Per questo, visto che il Potenza non riesce con le sue gambe a tirarsi fuori dai guai, dobbiamo augurarci che dagli altri campi arrivino notizie confortanti. Ossia che non vincano Monopoli, Catania e Turris in modo che il discorso salvezza lo si possa risolvere a Messina e in casa con la Virtus Francavilla grazie al ritorno in panchina di De Giorgio dopo l’esonero di Marchionni e del direttore sportivo Varrà.

RESPONSABILITA’ DI MARCHIONNI Anche ieri Marchionni ci ha messo molto del suo con le scelte iniziali e con la convinzione che Schiattarella potesse essere l’elemento ideale capace di far girare al meglio il Potenza. Pia illusione perché le avvisaglie che sull’ex giocatore del Benevento non si dovesse fare affidamento, si erano avute già sabato scorso a Taranto dove il centrocampista napoletano era stato davvero impalpabile e capace di svolgere solo il compitino senza mai aver dato l’impressione di poter prendere per mano il Potenza e guidarlo verso il tentativo di ottenere un risultato positivo. Ieri ha superato se stesso perché, oltre a dire che il risultati non arrivavano perché l’ambiente intorno al Potenza era permeato di troppa negatività e pessimismo, ha pensato bene, dopo soli quattro minuti di ripresa, di cambiare sport e di diventare un protagonista del wrestling spingendo con violenza a terra un giocatore del Foggia sotto gli occhi del direttore di gara che non ha potuto fare altro che decretare l’espulsione diretta. E in pratica mettendo i suoi compagni, già sotto di una rete, nella condizione quasi impossibile di ribaltare la partita. Davvero una follia per un giocatore della sua esperienza giunto già alla terza espulsione in questa stagione per lui da dimenticare.

EQUIVOCO VOLPE Ma le perle di Marchionni non sono finite solo con l’ossessione di non poter rinunciare, come doveva essere, a Schiattarella. Ha sempre detto che per lui Volpe era un attaccante e con il Foggia lo ha schierato come quinto a sinistra. Per di più in una giornata in cui il napoletano non poteva essere al meglio perché reduce da qualche giorno di febbre. Il risultato è stato che all’inizio Volpe è stato molto intraprendente e ha sorpreso la difesa foggiana con un paio di accelerazioni. Ma dopo i difensori pugliesi hanno capito l’antifona e lo hanno sempre raddoppiato riducendolo all’impotenza. Si è fatto male Verrengia e invece di procedere con l’ingresso di un pari ruolo come Maddaloni o Hristov, Marchionni ha messo dentro Burgio che di ruolo fa l’esterno di centrocampo. Per alcuni minuti si è giocato ancora con la difesa a tre e poi l’allenatore ha ordinato di passare al 4/4/2 senza apprezzabili risultati. Poi stendiamo un velo pietoso su Asencio che anche ieri sera ha fatto flop. Confuso il tecnico ma squadra ancora di più e senza attributi per affrontare una gara cosi importante. Atteggiamento molto più grave considerato che con quattro mila tifosi a spingerti, i giocatori del Potenza avrebbero dovuto avere la meglio sugli avversari in ogni zona del campo. Cosi non è stato perché è stato il più che rimaneggiato Foggia a fare la gara ed avere buone occasioni.

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DI ROCCO SABATELLA

INCREDULITA’ Se qualcuno ci avesse detto che il Potenza avrebbe “toppato in maniera” clamorosa una partita decisiva per chiudere la pratica salvezza, non ci avremmo creduto. Perché pareva strano che la squadra rossoblù non avesse compreso quanto fosse fondamentale questa partita. E invece ci è toccato assistere ad uno spettacolo indecente da parte degli uomini di Marchionni mai apparsi in condizione di poter girare la gara a proprio favore. Non esageriamo per niente quando diciamo che contro il Foggia, il Potenza ha toccato il fondo per cui si può parlare di questa partita come la peggiore giocata al Viviani in questa stagione e che assomiglia a tante altre disputate in trasferta. In novantasette minuti di gioco nemmeno un tiro verso la porta del Foggia. Che è venuto a giocare al Viviani senza la bellezza di nove elementi, perlopiù titolari, tra squalifiche e infortuni. E’ stata letteralmente una disfatta più per i tanti demeriti dei lucani che per una prestazione super del Foggia. Che ha solo approfittato della confusione totale in cui si muoveva il Potenza e senza dannarsi troppo l’anima ha sfruttato i regali del Potenza non nuovo a queste gentili concessioni. Il vero guaio di questo largo ko è che la situazione di classifica si è fatta molto complicata perché se oggi Catania e Monopoli dovessero vincere i rispettivi incontri con Messina e Taranto, farebbero precipitare il Potenza, per la prima volta, nei play out al quintultimo posto della graduatoria. Per questo, visto che il Potenza non riesce con le sue gambe a tirarsi fuori dai guai, dobbiamo augurarci che dagli altri campi arrivino notizie confortanti. Ossia che non vincano Monopoli, Catania e Turris in modo che il discorso salvezza lo si possa risolvere a Messina e in casa con la Virtus Francavilla grazie al ritorno in panchina di De Giorgio dopo l’esonero di Marchionni e del direttore sportivo Varrà.

RESPONSABILITA’ DI MARCHIONNI Anche ieri Marchionni ci ha messo molto del suo con le scelte iniziali e con la convinzione che Schiattarella potesse essere l’elemento ideale capace di far girare al meglio il Potenza. Pia illusione perché le avvisaglie che sull’ex giocatore del Benevento non si dovesse fare affidamento, si erano avute già sabato scorso a Taranto dove il centrocampista napoletano era stato davvero impalpabile e capace di svolgere solo il compitino senza mai aver dato l’impressione di poter prendere per mano il Potenza e guidarlo verso il tentativo di ottenere un risultato positivo. Ieri ha superato se stesso perché, oltre a dire che il risultati non arrivavano perché l’ambiente intorno al Potenza era permeato di troppa negatività e pessimismo, ha pensato bene, dopo soli quattro minuti di ripresa, di cambiare sport e di diventare un protagonista del wrestling spingendo con violenza a terra un giocatore del Foggia sotto gli occhi del direttore di gara che non ha potuto fare altro che decretare l’espulsione diretta. E in pratica mettendo i suoi compagni, già sotto di una rete, nella condizione quasi impossibile di ribaltare la partita. Davvero una follia per un giocatore della sua esperienza giunto già alla terza espulsione in questa stagione per lui da dimenticare.

EQUIVOCO VOLPE Ma le perle di Marchionni non sono finite solo con l’ossessione di non poter rinunciare, come doveva essere, a Schiattarella. Ha sempre detto che per lui Volpe era un attaccante e con il Foggia lo ha schierato come quinto a sinistra. Per di più in una giornata in cui il napoletano non poteva essere al meglio perché reduce da qualche giorno di febbre. Il risultato è stato che all’inizio Volpe è stato molto intraprendente e ha sorpreso la difesa foggiana con un paio di accelerazioni. Ma dopo i difensori pugliesi hanno capito l’antifona e lo hanno sempre raddoppiato riducendolo all’impotenza. Si è fatto male Verrengia e invece di procedere con l’ingresso di un pari ruolo come Maddaloni o Hristov, Marchionni ha messo dentro Burgio che di ruolo fa l’esterno di centrocampo. Per alcuni minuti si è giocato ancora con la difesa a tre e poi l’allenatore ha ordinato di passare al 4/4/2 senza apprezzabili risultati. Poi stendiamo un velo pietoso su Asencio che anche ieri sera ha fatto flop. Confuso il tecnico ma squadra ancora di più e senza attributi per affrontare una gara cosi importante. Atteggiamento molto più grave considerato che con quattro mila tifosi a spingerti, i giocatori del Potenza avrebbero dovuto avere la meglio sugli avversari in ogni zona del campo. Cosi non è stato perché è stato il più che rimaneggiato Foggia a fare la gara ed avere buone occasioni.

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RESPONSABILITA’ DI MARCHIONNI Anche ieri Marchionni ci ha messo molto del suo con le scelte iniziali e con la convinzione che Schiattarella potesse essere l’elemento ideale capace di far girare al meglio il Potenza. Pia illusione perché le avvisaglie che sull’ex giocatore del Benevento non si dovesse fare affidamento, si erano avute già sabato scorso a Taranto dove il centrocampista napoletano era stato davvero impalpabile e capace di svolgere solo il compitino senza mai aver dato l’impressione di poter prendere per mano il Potenza e guidarlo verso il tentativo di ottenere un risultato positivo. Ieri ha superato se stesso perché, oltre a dire che il risultati non arrivavano perché l’ambiente intorno al Potenza era permeato di troppa negatività e pessimismo, ha pensato bene, dopo soli quattro minuti di ripresa, di cambiare sport e di diventare un protagonista del wrestling spingendo con violenza a terra un giocatore del Foggia sotto gli occhi del direttore di gara che non ha potuto fare altro che decretare l’espulsione diretta. E in pratica mettendo i suoi compagni, già sotto di una rete, nella condizione quasi impossibile di ribaltare la partita. Davvero una follia per un giocatore della sua esperienza giunto già alla terza espulsione in questa stagione per lui da dimenticare.

EQUIVOCO VOLPE Ma le perle di Marchionni non sono finite solo con l’ossessione di non poter rinunciare, come doveva essere, a Schiattarella. Ha sempre detto che per lui Volpe era un attaccante e con il Foggia lo ha schierato come quinto a sinistra. Per di più in una giornata in cui il napoletano non poteva essere al meglio perché reduce da qualche giorno di febbre. Il risultato è stato che all’inizio Volpe è stato molto intraprendente e ha sorpreso la difesa foggiana con un paio di accelerazioni. Ma dopo i difensori pugliesi hanno capito l’antifona e lo hanno sempre raddoppiato riducendolo all’impotenza. Si è fatto male Verrengia e invece di procedere con l’ingresso di un pari ruolo come Maddaloni o Hristov, Marchionni ha messo dentro Burgio che di ruolo fa l’esterno di centrocampo. Per alcuni minuti si è giocato ancora con la difesa a tre e poi l’allenatore ha ordinato di passare al 4/4/2 senza apprezzabili risultati. Poi stendiamo un velo pietoso su Asencio che anche ieri sera ha fatto flop. Confuso il tecnico ma squadra ancora di più e senza attributi per affrontare una gara cosi importante. Atteggiamento molto più grave considerato che con quattro mila tifosi a spingerti, i giocatori del Potenza avrebbero dovuto avere la meglio sugli avversari in ogni zona del campo. Cosi non è stato perché è stato il più che rimaneggiato Foggia a fare la gara ed avere buone occasioni.

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