domenica 23 Giugno 2024

Block Notes
B

spot_img
spot_img

DI ROCCO SABATELLA
Quando, al minuto nove del recupero, il direttore di gara Lovison ha emesso il triplice fischio finale che ha sancito la salvezza del Potenza e la retrocessione in serie D del Monterosi, un boato fortissimo, che ha avuto il sapore di liberazione da un fardello di grande pesantezza, si è levato da tutto lo stadio Viviani che non ha avuto freni a gioire per lo scampato pericolo. Come ha fatto, giustamente, anche il gruppo dei calciatori. che, dopo un anno tribolato e avaro di soddisfazioni, nei playout il suo dovere lo ha fatto fino in fondo per riscattare parzialmente tante prestazioni molto deludenti in tutti i periodi del campionato e in particolare nelle ultime sei giornate in cui su 18 punti in palio ne sono arrivati solo tre che hanno certificato quello che nessuno si sarebbe immaginato potesse accadere: ossia finire nei play out.
LA TIFOSERIA L’epilogo del campionato ha fatto precipitare un intero popolo di tifosi nello sconforto più nero per il pericolo che si correva. Ma nel momento del bisogno tutta la città ha risposto presente, ha messo da parte le polemiche e si è stretta intorno al tecnico De Giorgio e alla squadra per sostenerla nelle due gare dei play out. Con l’invasione di mille supporters a Teramo e ieri sera riempendo come un uovo tutti i settori dello stadio Viviani completamente esaurito che hanno confermato il grande attaccamento della città sportiva alla loro squadra e hanno dimostrato come tutti i tifosi avessero compreso che il momento era molto delicato per cui era necessario ricompattarsi e dare il proprio contributo per conservare la categoria. Il Potenza sarà ai nastri di partenza della serie C per il settimo anno consecutivo. Un bel traguardo, non c’è che dire. Alla fine dei 180 minuti si è salvata la squadra che
il traguardo lo ha cercato e meritato di più. La rete dei laziali ha forse tolto qualche certezza a Sbraga e compagni anche se il Monterosi avrebbe dovuto segnare altri due gol per portare la sfida a suo vantaggio. Il pubblico ha capito la situazione e ha alzato ancora di più i decibel dell’incitamento. Gli ultimi 20 minuti sono stati di sofferenza più sugli spalti che in campo perché la squadra, tutto sommato, si stava difendendo con i denti dagli assalti che il Monterosi stava portando alla porta di Alastra che, ad eccezione di qualche uscita sui traversoni che i laziali hanno messo in area, non ha dovuto compiere interventi memorabili e decisivi. 
DE GIORGIO Il merito di questa salvezza va ascritto a Pietro De Giorgio che ha saputo toccare le corde giuste dei suoi giocatori dopo la partita con la Virtus Francavilla, C’era da recuperare mentalmente il gruppo. E il tecnico calabrese,portato a Potenza da Varrà la stagione scorsa, è riuscito a farsi seguire dai calciatori come non era riuscito agli altri tre allenatori passati per la panchina rossoblù il cui contributo alla crescita dei calciatori a loro disposizione è stato irrilevante e per di più anche deleterio per non avere saputo motivarli e metterli al meglio in campo. E si badi bene che stiamo parlando di un allenatore alle prime armi e senza esperienza a cui è stata affidata la squadra nel momento peggiore della stagione, ossia dopo la pesante sconfitta interna con il Foggia. E onestamente l’impresa che attendeva De Giorgio non era tra le più semplici ma si presentava molto complicata perché non si sapeva come avrebbero reagito i calciatori che erano stati incapaci di evitare che il Potenza finisse nei play out. I giocatori, a dire il vero, si sono rimboccati le maniche e hanno fatto bene la loro parte nelle due partite spareggio che ha portato il Potenza alla salvezza. Del pubblico abbiamo parlato già ampiamente e ha ragione De Giorgio quando ha detto, in conferenza post gara, che era un pubblico da play off piuttosto che da play out.
FUTURO Adesso che l’obiettivo è stato raggiunto, la curiosità dei tifosi sarà tanta e crescerà giorno per giorno per conoscere quali saranno i programmi della famiglia Macchia per la prossima stagione. Il presidente Donato Macchia ha confermato che a stretto giro di posta si presenterà in conferenza stampa per parlare del futuro del Potenza che, ovviamente, tutti si augurano sia decisamente migliore di quello che tanto ha fatto soffrire fino a ieri sera. Potrebbe essere l’occasione giusta anche per avere qualche anticipazione sulle vicende di natura tecnica inerenti il nuovo allenatore e il direttore sportivo che prenderà il posto di Natino Varrà, oltre che sulla possibilità che avvenga una riorganizzazione societaria che vada a coprire ruoli rimasti scoperti finora. Non ci resta che aspettare. Di sicuro sarà molto difficile, se non impossibile, fare peggio di questa stagione finita ieri sera nella prossima che sarà la terza della famiglia Macchia.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

- Advertisement -spot_img

ULTIMI ARTICOLI

Block Notes
B

DI ROCCO SABATELLA
Quando, al minuto nove del recupero, il direttore di gara Lovison ha emesso il triplice fischio finale che ha sancito la salvezza del Potenza e la retrocessione in serie D del Monterosi, un boato fortissimo, che ha avuto il sapore di liberazione da un fardello di grande pesantezza, si è levato da tutto lo stadio Viviani che non ha avuto freni a gioire per lo scampato pericolo. Come ha fatto, giustamente, anche il gruppo dei calciatori. che, dopo un anno tribolato e avaro di soddisfazioni, nei playout il suo dovere lo ha fatto fino in fondo per riscattare parzialmente tante prestazioni molto deludenti in tutti i periodi del campionato e in particolare nelle ultime sei giornate in cui su 18 punti in palio ne sono arrivati solo tre che hanno certificato quello che nessuno si sarebbe immaginato potesse accadere: ossia finire nei play out.
LA TIFOSERIA L’epilogo del campionato ha fatto precipitare un intero popolo di tifosi nello sconforto più nero per il pericolo che si correva. Ma nel momento del bisogno tutta la città ha risposto presente, ha messo da parte le polemiche e si è stretta intorno al tecnico De Giorgio e alla squadra per sostenerla nelle due gare dei play out. Con l’invasione di mille supporters a Teramo e ieri sera riempendo come un uovo tutti i settori dello stadio Viviani completamente esaurito che hanno confermato il grande attaccamento della città sportiva alla loro squadra e hanno dimostrato come tutti i tifosi avessero compreso che il momento era molto delicato per cui era necessario ricompattarsi e dare il proprio contributo per conservare la categoria. Il Potenza sarà ai nastri di partenza della serie C per il settimo anno consecutivo. Un bel traguardo, non c’è che dire. Alla fine dei 180 minuti si è salvata la squadra che
il traguardo lo ha cercato e meritato di più. La rete dei laziali ha forse tolto qualche certezza a Sbraga e compagni anche se il Monterosi avrebbe dovuto segnare altri due gol per portare la sfida a suo vantaggio. Il pubblico ha capito la situazione e ha alzato ancora di più i decibel dell’incitamento. Gli ultimi 20 minuti sono stati di sofferenza più sugli spalti che in campo perché la squadra, tutto sommato, si stava difendendo con i denti dagli assalti che il Monterosi stava portando alla porta di Alastra che, ad eccezione di qualche uscita sui traversoni che i laziali hanno messo in area, non ha dovuto compiere interventi memorabili e decisivi. 
DE GIORGIO Il merito di questa salvezza va ascritto a Pietro De Giorgio che ha saputo toccare le corde giuste dei suoi giocatori dopo la partita con la Virtus Francavilla, C’era da recuperare mentalmente il gruppo. E il tecnico calabrese,portato a Potenza da Varrà la stagione scorsa, è riuscito a farsi seguire dai calciatori come non era riuscito agli altri tre allenatori passati per la panchina rossoblù il cui contributo alla crescita dei calciatori a loro disposizione è stato irrilevante e per di più anche deleterio per non avere saputo motivarli e metterli al meglio in campo. E si badi bene che stiamo parlando di un allenatore alle prime armi e senza esperienza a cui è stata affidata la squadra nel momento peggiore della stagione, ossia dopo la pesante sconfitta interna con il Foggia. E onestamente l’impresa che attendeva De Giorgio non era tra le più semplici ma si presentava molto complicata perché non si sapeva come avrebbero reagito i calciatori che erano stati incapaci di evitare che il Potenza finisse nei play out. I giocatori, a dire il vero, si sono rimboccati le maniche e hanno fatto bene la loro parte nelle due partite spareggio che ha portato il Potenza alla salvezza. Del pubblico abbiamo parlato già ampiamente e ha ragione De Giorgio quando ha detto, in conferenza post gara, che era un pubblico da play off piuttosto che da play out.
FUTURO Adesso che l’obiettivo è stato raggiunto, la curiosità dei tifosi sarà tanta e crescerà giorno per giorno per conoscere quali saranno i programmi della famiglia Macchia per la prossima stagione. Il presidente Donato Macchia ha confermato che a stretto giro di posta si presenterà in conferenza stampa per parlare del futuro del Potenza che, ovviamente, tutti si augurano sia decisamente migliore di quello che tanto ha fatto soffrire fino a ieri sera. Potrebbe essere l’occasione giusta anche per avere qualche anticipazione sulle vicende di natura tecnica inerenti il nuovo allenatore e il direttore sportivo che prenderà il posto di Natino Varrà, oltre che sulla possibilità che avvenga una riorganizzazione societaria che vada a coprire ruoli rimasti scoperti finora. Non ci resta che aspettare. Di sicuro sarà molto difficile, se non impossibile, fare peggio di questa stagione finita ieri sera nella prossima che sarà la terza della famiglia Macchia.

ARTICOLI CORRELATI

ULTIMI ARTICOLI

Block Notes
B

DI ROCCO SABATELLA
Quando, al minuto nove del recupero, il direttore di gara Lovison ha emesso il triplice fischio finale che ha sancito la salvezza del Potenza e la retrocessione in serie D del Monterosi, un boato fortissimo, che ha avuto il sapore di liberazione da un fardello di grande pesantezza, si è levato da tutto lo stadio Viviani che non ha avuto freni a gioire per lo scampato pericolo. Come ha fatto, giustamente, anche il gruppo dei calciatori. che, dopo un anno tribolato e avaro di soddisfazioni, nei playout il suo dovere lo ha fatto fino in fondo per riscattare parzialmente tante prestazioni molto deludenti in tutti i periodi del campionato e in particolare nelle ultime sei giornate in cui su 18 punti in palio ne sono arrivati solo tre che hanno certificato quello che nessuno si sarebbe immaginato potesse accadere: ossia finire nei play out.
LA TIFOSERIA L’epilogo del campionato ha fatto precipitare un intero popolo di tifosi nello sconforto più nero per il pericolo che si correva. Ma nel momento del bisogno tutta la città ha risposto presente, ha messo da parte le polemiche e si è stretta intorno al tecnico De Giorgio e alla squadra per sostenerla nelle due gare dei play out. Con l’invasione di mille supporters a Teramo e ieri sera riempendo come un uovo tutti i settori dello stadio Viviani completamente esaurito che hanno confermato il grande attaccamento della città sportiva alla loro squadra e hanno dimostrato come tutti i tifosi avessero compreso che il momento era molto delicato per cui era necessario ricompattarsi e dare il proprio contributo per conservare la categoria. Il Potenza sarà ai nastri di partenza della serie C per il settimo anno consecutivo. Un bel traguardo, non c’è che dire. Alla fine dei 180 minuti si è salvata la squadra che
il traguardo lo ha cercato e meritato di più. La rete dei laziali ha forse tolto qualche certezza a Sbraga e compagni anche se il Monterosi avrebbe dovuto segnare altri due gol per portare la sfida a suo vantaggio. Il pubblico ha capito la situazione e ha alzato ancora di più i decibel dell’incitamento. Gli ultimi 20 minuti sono stati di sofferenza più sugli spalti che in campo perché la squadra, tutto sommato, si stava difendendo con i denti dagli assalti che il Monterosi stava portando alla porta di Alastra che, ad eccezione di qualche uscita sui traversoni che i laziali hanno messo in area, non ha dovuto compiere interventi memorabili e decisivi. 
DE GIORGIO Il merito di questa salvezza va ascritto a Pietro De Giorgio che ha saputo toccare le corde giuste dei suoi giocatori dopo la partita con la Virtus Francavilla, C’era da recuperare mentalmente il gruppo. E il tecnico calabrese,portato a Potenza da Varrà la stagione scorsa, è riuscito a farsi seguire dai calciatori come non era riuscito agli altri tre allenatori passati per la panchina rossoblù il cui contributo alla crescita dei calciatori a loro disposizione è stato irrilevante e per di più anche deleterio per non avere saputo motivarli e metterli al meglio in campo. E si badi bene che stiamo parlando di un allenatore alle prime armi e senza esperienza a cui è stata affidata la squadra nel momento peggiore della stagione, ossia dopo la pesante sconfitta interna con il Foggia. E onestamente l’impresa che attendeva De Giorgio non era tra le più semplici ma si presentava molto complicata perché non si sapeva come avrebbero reagito i calciatori che erano stati incapaci di evitare che il Potenza finisse nei play out. I giocatori, a dire il vero, si sono rimboccati le maniche e hanno fatto bene la loro parte nelle due partite spareggio che ha portato il Potenza alla salvezza. Del pubblico abbiamo parlato già ampiamente e ha ragione De Giorgio quando ha detto, in conferenza post gara, che era un pubblico da play off piuttosto che da play out.
FUTURO Adesso che l’obiettivo è stato raggiunto, la curiosità dei tifosi sarà tanta e crescerà giorno per giorno per conoscere quali saranno i programmi della famiglia Macchia per la prossima stagione. Il presidente Donato Macchia ha confermato che a stretto giro di posta si presenterà in conferenza stampa per parlare del futuro del Potenza che, ovviamente, tutti si augurano sia decisamente migliore di quello che tanto ha fatto soffrire fino a ieri sera. Potrebbe essere l’occasione giusta anche per avere qualche anticipazione sulle vicende di natura tecnica inerenti il nuovo allenatore e il direttore sportivo che prenderà il posto di Natino Varrà, oltre che sulla possibilità che avvenga una riorganizzazione societaria che vada a coprire ruoli rimasti scoperti finora. Non ci resta che aspettare. Di sicuro sarà molto difficile, se non impossibile, fare peggio di questa stagione finita ieri sera nella prossima che sarà la terza della famiglia Macchia.

ARTICOLI CORRELATI

ULTIMI ARTICOLI