domenica 23 Giugno 2024

“La Pillola” post Potenza🆚Monterosi

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DI ALFONSO PECORARO

In questo incubo ci avevano spinto e da questo incubo ci hanno cacciato fuori. Bisogna, comunque, dire grazie a chi è riuscito nell’impresa. Perché, per tutte le cose che sono successe in questa stagione, di impresa si tratta. Perché, sfido chiunque a dire di non aver pensato – dal 27 aprile in poi – al peggio. A cominciare dalla proprietà, passando per gli addetti ai lavori, finendo ai tifosi. Lo sconforto, la rabbia, la frustrazione, aveva preso tutti. Ed è iniziata lì la “ricostruzione” o, meglio, la “costruzione” di un punto di partenza. Che ha visto innanzitutto protagonista la piazza di Potenza, che si è messa in testa alla “rivoluzione”, ha guidato la squadra e gli ha trasmesso valori, attaccamento e fede che, alla fine, fanno la forza e hanno fatto la differenza.

E’ stata una doppia partita di sofferenza quella che ha rimesso il Potenza al centro delle attenzioni di una comunità. Cosa che non era mai accaduto nei due anni di gestione Macchia, in cui il nostro Potenza sembrava un corpo indistinto dalla nostra comunità. E sono sicuro che questa evoluzione delle cose farà certamente bene per scrivere un nuovo futuro.

Il dibattito finale è stato sulla opportunità o meno di festeggiare in maniera così roboante. Dico di sì. Dopo tutto, anche i calciatori sono uomini e come tali prigionieri delle loro emozioni. E’ vero che ci saremmo aspettati altro, è vero che gran parte dei calciatori ha fatto molto meno di quello che poteva. Ma la storia di questo campionato è stata questa ed ha posto il Potenza di fronte a uno spareggio, dall’esito incerto, a un risultato da raggiungere. E’ stato raggiunto e a mio avviso è giusto festeggiare. Addirittura sono stati esplosi i fuochi d’artificio dalla curva, da dove nessun messaggio di biasimo (tipo striscioni “via tutti”) è arrivato. Forse perché qualche risposta è arrivata dal campo, dove ci si è scatenati, ribadisco, giustamente.

Il tempo dei processi, delle analisi e delle valutazioni su cosa è stato fatto e cosa non si dovrà più ripetere arriverà. Il colpo subito, sono certo, che servirà a tutto l’ambiente, alla proprietà, ai tifosi e anche a coloro i quali hanno dato per buona qualsiasi cosa si facesse, creando una spaccatura all’interno della tifoseria. Quando si è fatta unione, il risultato si è raggiunto.

Infine, un bravo a De Giorgio, ragazzo per bene che diventerà un ottimo allenatore. Ero tra quelli che pensavo a dicembre che fosse giusto prendere un allenatore più esperto, non perché non credessi nelle sue capacità, ma perché temevo nella forza devastante di uno spogliatoio “ribelle”, diciamo così, che aveva già fatto vittime illustri come Colombo e Lerda. Invece la ricetta più giusta era proprio quella che aveva trovato lui, della comprensione, della umanità e della valorizzazione. Probabilmente, l’errore più grande della stagione è stato non tenerlo allora. E per fortuna, a questo punto lo possiamo dire, il presidente si oppose alla vendita di Caturano, che è rimasto. Di errori ne ha fatti anche lui. Ma 12 gol restano 12 gol e gli ultimi due hanno un peso d’oro.

PS- La pillola va a riposo. Certamente qualche “figlioccio” lo partorirà nel periodo estivo. E’ stata seguita anche con punte altissime e inaspettate di visualizzazioni, e di questo sono molto contento. E’ stata apprezzata, ma anche criticata, perché ho creato dibattito (una delle cose che mi interessa di più) e ho fatto miei tanti spunti (o appunti) che mi sono arrivati e che mi aiuteranno in futuro a crescere. Ho respinto e non accettato solo le offese. Al tirar delle somme posso pure essere un cattivo giornalista-tifoso, ma sono una persona educata che non ama chi non lo è con me. Ma va bene lo stesso al punto che ringrazio in primis chi mi critica (e mi migliora) e poi chi mi incoraggia a continuare a essere me stesso e a fare una delle cose che mi rende felice: scrivere con amore e passione del mio Potenza.

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“La Pillola” post Potenza🆚Monterosi

DI ALFONSO PECORARO

In questo incubo ci avevano spinto e da questo incubo ci hanno cacciato fuori. Bisogna, comunque, dire grazie a chi è riuscito nell’impresa. Perché, per tutte le cose che sono successe in questa stagione, di impresa si tratta. Perché, sfido chiunque a dire di non aver pensato – dal 27 aprile in poi – al peggio. A cominciare dalla proprietà, passando per gli addetti ai lavori, finendo ai tifosi. Lo sconforto, la rabbia, la frustrazione, aveva preso tutti. Ed è iniziata lì la “ricostruzione” o, meglio, la “costruzione” di un punto di partenza. Che ha visto innanzitutto protagonista la piazza di Potenza, che si è messa in testa alla “rivoluzione”, ha guidato la squadra e gli ha trasmesso valori, attaccamento e fede che, alla fine, fanno la forza e hanno fatto la differenza.

E’ stata una doppia partita di sofferenza quella che ha rimesso il Potenza al centro delle attenzioni di una comunità. Cosa che non era mai accaduto nei due anni di gestione Macchia, in cui il nostro Potenza sembrava un corpo indistinto dalla nostra comunità. E sono sicuro che questa evoluzione delle cose farà certamente bene per scrivere un nuovo futuro.

Il dibattito finale è stato sulla opportunità o meno di festeggiare in maniera così roboante. Dico di sì. Dopo tutto, anche i calciatori sono uomini e come tali prigionieri delle loro emozioni. E’ vero che ci saremmo aspettati altro, è vero che gran parte dei calciatori ha fatto molto meno di quello che poteva. Ma la storia di questo campionato è stata questa ed ha posto il Potenza di fronte a uno spareggio, dall’esito incerto, a un risultato da raggiungere. E’ stato raggiunto e a mio avviso è giusto festeggiare. Addirittura sono stati esplosi i fuochi d’artificio dalla curva, da dove nessun messaggio di biasimo (tipo striscioni “via tutti”) è arrivato. Forse perché qualche risposta è arrivata dal campo, dove ci si è scatenati, ribadisco, giustamente.

Il tempo dei processi, delle analisi e delle valutazioni su cosa è stato fatto e cosa non si dovrà più ripetere arriverà. Il colpo subito, sono certo, che servirà a tutto l’ambiente, alla proprietà, ai tifosi e anche a coloro i quali hanno dato per buona qualsiasi cosa si facesse, creando una spaccatura all’interno della tifoseria. Quando si è fatta unione, il risultato si è raggiunto.

Infine, un bravo a De Giorgio, ragazzo per bene che diventerà un ottimo allenatore. Ero tra quelli che pensavo a dicembre che fosse giusto prendere un allenatore più esperto, non perché non credessi nelle sue capacità, ma perché temevo nella forza devastante di uno spogliatoio “ribelle”, diciamo così, che aveva già fatto vittime illustri come Colombo e Lerda. Invece la ricetta più giusta era proprio quella che aveva trovato lui, della comprensione, della umanità e della valorizzazione. Probabilmente, l’errore più grande della stagione è stato non tenerlo allora. E per fortuna, a questo punto lo possiamo dire, il presidente si oppose alla vendita di Caturano, che è rimasto. Di errori ne ha fatti anche lui. Ma 12 gol restano 12 gol e gli ultimi due hanno un peso d’oro.

PS- La pillola va a riposo. Certamente qualche “figlioccio” lo partorirà nel periodo estivo. E’ stata seguita anche con punte altissime e inaspettate di visualizzazioni, e di questo sono molto contento. E’ stata apprezzata, ma anche criticata, perché ho creato dibattito (una delle cose che mi interessa di più) e ho fatto miei tanti spunti (o appunti) che mi sono arrivati e che mi aiuteranno in futuro a crescere. Ho respinto e non accettato solo le offese. Al tirar delle somme posso pure essere un cattivo giornalista-tifoso, ma sono una persona educata che non ama chi non lo è con me. Ma va bene lo stesso al punto che ringrazio in primis chi mi critica (e mi migliora) e poi chi mi incoraggia a continuare a essere me stesso e a fare una delle cose che mi rende felice: scrivere con amore e passione del mio Potenza.

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E’ stata una doppia partita di sofferenza quella che ha rimesso il Potenza al centro delle attenzioni di una comunità. Cosa che non era mai accaduto nei due anni di gestione Macchia, in cui il nostro Potenza sembrava un corpo indistinto dalla nostra comunità. E sono sicuro che questa evoluzione delle cose farà certamente bene per scrivere un nuovo futuro.

Il dibattito finale è stato sulla opportunità o meno di festeggiare in maniera così roboante. Dico di sì. Dopo tutto, anche i calciatori sono uomini e come tali prigionieri delle loro emozioni. E’ vero che ci saremmo aspettati altro, è vero che gran parte dei calciatori ha fatto molto meno di quello che poteva. Ma la storia di questo campionato è stata questa ed ha posto il Potenza di fronte a uno spareggio, dall’esito incerto, a un risultato da raggiungere. E’ stato raggiunto e a mio avviso è giusto festeggiare. Addirittura sono stati esplosi i fuochi d’artificio dalla curva, da dove nessun messaggio di biasimo (tipo striscioni “via tutti”) è arrivato. Forse perché qualche risposta è arrivata dal campo, dove ci si è scatenati, ribadisco, giustamente.

Il tempo dei processi, delle analisi e delle valutazioni su cosa è stato fatto e cosa non si dovrà più ripetere arriverà. Il colpo subito, sono certo, che servirà a tutto l’ambiente, alla proprietà, ai tifosi e anche a coloro i quali hanno dato per buona qualsiasi cosa si facesse, creando una spaccatura all’interno della tifoseria. Quando si è fatta unione, il risultato si è raggiunto.

Infine, un bravo a De Giorgio, ragazzo per bene che diventerà un ottimo allenatore. Ero tra quelli che pensavo a dicembre che fosse giusto prendere un allenatore più esperto, non perché non credessi nelle sue capacità, ma perché temevo nella forza devastante di uno spogliatoio “ribelle”, diciamo così, che aveva già fatto vittime illustri come Colombo e Lerda. Invece la ricetta più giusta era proprio quella che aveva trovato lui, della comprensione, della umanità e della valorizzazione. Probabilmente, l’errore più grande della stagione è stato non tenerlo allora. E per fortuna, a questo punto lo possiamo dire, il presidente si oppose alla vendita di Caturano, che è rimasto. Di errori ne ha fatti anche lui. Ma 12 gol restano 12 gol e gli ultimi due hanno un peso d’oro.

PS- La pillola va a riposo. Certamente qualche “figlioccio” lo partorirà nel periodo estivo. E’ stata seguita anche con punte altissime e inaspettate di visualizzazioni, e di questo sono molto contento. E’ stata apprezzata, ma anche criticata, perché ho creato dibattito (una delle cose che mi interessa di più) e ho fatto miei tanti spunti (o appunti) che mi sono arrivati e che mi aiuteranno in futuro a crescere. Ho respinto e non accettato solo le offese. Al tirar delle somme posso pure essere un cattivo giornalista-tifoso, ma sono una persona educata che non ama chi non lo è con me. Ma va bene lo stesso al punto che ringrazio in primis chi mi critica (e mi migliora) e poi chi mi incoraggia a continuare a essere me stesso e a fare una delle cose che mi rende felice: scrivere con amore e passione del mio Potenza.

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