Contro il Giugliano è stato fatto tutto quello che si poteva fare, con i calciatori che potevano giocare e anche con taluni che evidentemente non lo potevano fare. Per lo meno, il Potenza non ha perso, e si può andare avanti sapendo che si potrà solo migliorare una situazione spiacevole, se non addirittura paradossale. Pure ieri assenze pesantissime e condizioni fisiche approssimative in tutti coloro i quali in questi giorni, per i motivi che conosciamo, non hanno potuto allenarsi.
La riflessione da fare, quindi, è di diverso tenore. Perché è stato deciso di non intervenire immediatamente sul mercato, come hanno fatto le squadre che ritengono di averne bisogno? Tutti sanno benissimo che, al netto della disastrosa situazione complessiva, al Potenza servono almeno tre calciatori esperti, forti, per integrare una squadra discreta quando tutti stanno al massimo della condizione, per elevarne il valore e per potersi giocare l’appuntamento più importante della storia del club (la semifinale di Coppa) al meglio delle proprie possibilità.
Sarebbe stato opportuno intervenire immediatamente per iniziare già dal campionato (due partite: Giugliano e Cerignola) a integrare la rosa. Invece no. La prima occasione è andata persa e l’augurio è che almeno la seconda (a Cerignola venerdì) possa essere propizia per vedere qualche volto nuovo e per essere una prova prima di Terni.
Soprattutto questi giorni servirebbero per comprendere qualcosa di più. Innanzitutto sugli obiettivi del club. Stranamente, rispetto al passato, nomi di mercato attorno al Potenza non ne girano. O, almeno, girano quelli della prima ora Murano e Loiacono. Se sono effettivamente questi, perché non si è agito tempestivamente? E se non è stato possibile farlo, perché non si sono cambiati gli obiettivi? Se non girano nomi attorno a una società non per forza è brava la società a non farli girare, può anche essere che non ne girano perché non c’è granché da far girare.
Non voglio crederlo, ma un po’ tutti ieri allo stadio mi hanno chiesto: ma che vogliono fare? Che ambizioni ha la proprietà? Ma si crede o no alla possibilità che fornisce la Coppa? C’è davvero l’intenzione di puntare in alto o già basta quello che si è fatto finora? Francamente non ho saputo rispondere, ma mi sono ricordato che quella di oggi è una situazione già vista l’anno scorso, quando tutti ci eravamo illusi di poter essere in grado di giocarci il campionato con le grandi.
Ricorderete che a fine dicembre il patron Macchia dichiarò ‘Caturano non si tocca’ per respingere gli assalti delle big al centravanti, fece due successive conferenze stampa, una per il rinnovo del suo contratto e una per annunciare una campagna acquisti importante per scalare la classifica. Si aspettava come manna dal cielo Petrungaro, che arrivò solo più tardi. A Torre del Greco, nella prima giornata del nuovo anno, si fece un misero 0-0. E dopo aver battuto Benevento e Sorrento, si continuò ad operare sul mercato in maniera ‘normale’ prendendo solo Siatounis al posto di Firenze. Il salto di qualità non si compì. Anzi, con un girone di ritorno sottotono da quella sognata vetta alla viglia di Potenza-Cerignola, si chiuse con un settimo posto finale.
Oggi, come allora, siamo di fronte a due possibilità: sognare la gloria o restare nell’anonimato. Perché non dimentichiamo che accanto alla Coppa c’è un campionato in cui nessuno ti aspetta, la posizione è peggiore dell’anno scorso (attualmente il Potenza è decimo) e i mesi di gennaio e febbraio saranno durissimi da affrontare se la squadra non dovesse essere migliorata per come hanno ormai capito tutti.





