Spunti rossoblù di Fabio Ferrara
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Finalmente. Domenica il Viviani ha parlato come deve parlare uno stadio del Potenza: sold-out. Non posti vuoti, non settori semipieni, ma uno stadio gremito, pulsante, vibrante di energia. La vittoria contro il Picerno (4-2) non ha riacceso gli animi: ha consolidato gli ardori dell’animo del tifoso del Potenza.

Questo è il segnale che aspettavamo. La piazza ha capito che è il momento, che questa squadra merita tutto il supporto possibile, che il Viviani deve diventare una fortezza inespugnabile. E così sia da qui alla fine del campionato: ogni partita in casa deve registrare il sold-out. Non è una richiesta, è un auspicio, è una necessità. Perché quando lo stadio è pieno, quando la gente crede, quando il calore del Viviani diventa aria irrespirabile per gli avversari, allora noi siamo veramente incontestabili.
Ma non è il momento di accontentarsi di una fiamma tremolante. È il momento di accendere definitivamente quel fuoco che deve ardere sempre e senza tregua da qui alla fine del campionato.

Questo è il momento della consacrazione, della svolta, del punto di non ritorno. Foggia rappresenta il crocevia: da qui in poi, niente più alti e bassi, niente più cali di tensione. Solo fuoco. Solo determinazione assoluta. Ogni partita deve essere una battaglia totale, ogni minuto una sfida alla nostra capacità di resistenza e sacrificio. Una sfida complicata, difficile, su un campo dove è facile perdersi. Ma è proprio qui, in queste prove cruciali, che si costruisce la mentalità di chi vuole vincere. Il Potenza deve andare a Foggia consapevole che da quella partita in poi, il fuoco non si spegnerà più.

Non è retorica: è consapevolezza. Ogni vittoria deve alimentare il prossimo assalto. Ogni pareggio deve trasformarsi in rabbia costruttiva. Ogni sconfitta, se arrivasse, non deve mai fermare la nostra marcia.
Cari tifosi del Potenza, noi siamo la benzina di questo fuoco. Domenica abbiamo riempito il Viviani e abbiamo sentito tutti la differenza. Ora l’impegno è di mantenerlo: ogni partita in casa deve essere affollata, ogni settore deve essere occupato, ogni voce deve echeggiare dentro gli spalti.

Da Potenza a Foggia porteremo il calore delle nostre voci, l’intensità dei nostri cuori, l’energia positiva di una piazza che ha scelto di credere fino in fondo. Ma al ritorno, quando torneremo al Viviani, aspettiamo di nuovo lo stesso sold-out, la stessa passione, la stessa determinazione. Non sarà una trasferta ordinaria. Sarà il momento in cui accenderemo la miccia definitiva. I nostri leoni devono sentire che dietro di loro non c’è solo supporto, ma una forza incandescente che li spinge oltre il limite. Pensiamo a loro con intensità. Gridiamo il loro nome con passione. Trasmettiamo loro questa determinazione che deve diventare la colonna vertebrale di questa seconda metà di campionato.

C’è però una verità che non possiamo ignorare: il fuoco senza controllo brucia anche noi stessi.
L’episodio di Demarco – l’espulsione contro il Picerno e la squalifica per tre turni – è un monito cruciale. Non si deve mai cadere nelle provocazioni degli avversari, perché ogni rosso è una fiamma che consuma il nostro calcio, non quello dell’avversario. La rabbia deve essere consapevole, la passione deve avere disciplina, l’intensità deve convivere con la lucidità tattica.
Demarco tornerà e sarà ancora importante per questa squadra. Ma tutti dobbiamo capire: il fuoco che vogliamo accendere è quello della lotta, della determinazione collettiva, non quello della sventatezza individuale. La vera forza nasce dalla consapevolezza, dal controllo, dalla capacità di canalizzare tutta l’energia verso un unico obiettivo. Da questa trasferta in poi, il Potenza deve diventare una forza della natura. Senza pause, senza ripensamenti, senza tornare indietro.
Foggia è il banco di prova. Se sappiamo accendere quel fuoco qui, sullo stadio di Zaccheria, se riusciamo a portare a casa un risultato positivo in una trasferta così complicata, allora avremo trovato la chiave. La consapevolezza che siamo forti, che siamo capaci, che possiamo stare dove vogliamo stare.

E quando torneremo a casa, che il Viviani ci aspetti ancora sold-out. Che diventi la nostra arma decisiva. Che noi e la squadra ci facciamo guerra insieme, in armonia totale, per raggiungere l’obiettivo. Guardare sempre e solo avanti. Con gli occhi infuocati. Con il cuore che batte all’unisono. Con la certezza che da qui alla fine, niente ci fermerà. Accendiamo il fuoco, Potenza. Deve ardere senza tregua. Fino alla fine. Il Viviani sold-out, sempre. Questo è il nostro potere. Forza Rossoblu. Noi vi portiamo nel fuoco fino a Foggia e oltre.

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Finalmente. Domenica il Viviani ha parlato come deve parlare uno stadio del Potenza: sold-out. Non posti vuoti, non settori semipieni, ma uno stadio gremito, pulsante, vibrante di energia. La vittoria contro il Picerno (4-2) non ha riacceso gli animi: ha consolidato gli ardori dell’animo del tifoso del Potenza.

Questo è il segnale che aspettavamo. La piazza ha capito che è il momento, che questa squadra merita tutto il supporto possibile, che il Viviani deve diventare una fortezza inespugnabile. E così sia da qui alla fine del campionato: ogni partita in casa deve registrare il sold-out. Non è una richiesta, è un auspicio, è una necessità. Perché quando lo stadio è pieno, quando la gente crede, quando il calore del Viviani diventa aria irrespirabile per gli avversari, allora noi siamo veramente incontestabili.
Ma non è il momento di accontentarsi di una fiamma tremolante. È il momento di accendere definitivamente quel fuoco che deve ardere sempre e senza tregua da qui alla fine del campionato.

Questo è il momento della consacrazione, della svolta, del punto di non ritorno. Foggia rappresenta il crocevia: da qui in poi, niente più alti e bassi, niente più cali di tensione. Solo fuoco. Solo determinazione assoluta. Ogni partita deve essere una battaglia totale, ogni minuto una sfida alla nostra capacità di resistenza e sacrificio. Una sfida complicata, difficile, su un campo dove è facile perdersi. Ma è proprio qui, in queste prove cruciali, che si costruisce la mentalità di chi vuole vincere. Il Potenza deve andare a Foggia consapevole che da quella partita in poi, il fuoco non si spegnerà più.

Non è retorica: è consapevolezza. Ogni vittoria deve alimentare il prossimo assalto. Ogni pareggio deve trasformarsi in rabbia costruttiva. Ogni sconfitta, se arrivasse, non deve mai fermare la nostra marcia.
Cari tifosi del Potenza, noi siamo la benzina di questo fuoco. Domenica abbiamo riempito il Viviani e abbiamo sentito tutti la differenza. Ora l’impegno è di mantenerlo: ogni partita in casa deve essere affollata, ogni settore deve essere occupato, ogni voce deve echeggiare dentro gli spalti.

Da Potenza a Foggia porteremo il calore delle nostre voci, l’intensità dei nostri cuori, l’energia positiva di una piazza che ha scelto di credere fino in fondo. Ma al ritorno, quando torneremo al Viviani, aspettiamo di nuovo lo stesso sold-out, la stessa passione, la stessa determinazione. Non sarà una trasferta ordinaria. Sarà il momento in cui accenderemo la miccia definitiva. I nostri leoni devono sentire che dietro di loro non c’è solo supporto, ma una forza incandescente che li spinge oltre il limite. Pensiamo a loro con intensità. Gridiamo il loro nome con passione. Trasmettiamo loro questa determinazione che deve diventare la colonna vertebrale di questa seconda metà di campionato.

C’è però una verità che non possiamo ignorare: il fuoco senza controllo brucia anche noi stessi.
L’episodio di Demarco – l’espulsione contro il Picerno e la squalifica per tre turni – è un monito cruciale. Non si deve mai cadere nelle provocazioni degli avversari, perché ogni rosso è una fiamma che consuma il nostro calcio, non quello dell’avversario. La rabbia deve essere consapevole, la passione deve avere disciplina, l’intensità deve convivere con la lucidità tattica.
Demarco tornerà e sarà ancora importante per questa squadra. Ma tutti dobbiamo capire: il fuoco che vogliamo accendere è quello della lotta, della determinazione collettiva, non quello della sventatezza individuale. La vera forza nasce dalla consapevolezza, dal controllo, dalla capacità di canalizzare tutta l’energia verso un unico obiettivo. Da questa trasferta in poi, il Potenza deve diventare una forza della natura. Senza pause, senza ripensamenti, senza tornare indietro.
Foggia è il banco di prova. Se sappiamo accendere quel fuoco qui, sullo stadio di Zaccheria, se riusciamo a portare a casa un risultato positivo in una trasferta così complicata, allora avremo trovato la chiave. La consapevolezza che siamo forti, che siamo capaci, che possiamo stare dove vogliamo stare.

E quando torneremo a casa, che il Viviani ci aspetti ancora sold-out. Che diventi la nostra arma decisiva. Che noi e la squadra ci facciamo guerra insieme, in armonia totale, per raggiungere l’obiettivo. Guardare sempre e solo avanti. Con gli occhi infuocati. Con il cuore che batte all’unisono. Con la certezza che da qui alla fine, niente ci fermerà. Accendiamo il fuoco, Potenza. Deve ardere senza tregua. Fino alla fine. Il Viviani sold-out, sempre. Questo è il nostro potere. Forza Rossoblu. Noi vi portiamo nel fuoco fino a Foggia e oltre.

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Finalmente. Domenica il Viviani ha parlato come deve parlare uno stadio del Potenza: sold-out. Non posti vuoti, non settori semipieni, ma uno stadio gremito, pulsante, vibrante di energia. La vittoria contro il Picerno (4-2) non ha riacceso gli animi: ha consolidato gli ardori dell’animo del tifoso del Potenza.

Questo è il segnale che aspettavamo. La piazza ha capito che è il momento, che questa squadra merita tutto il supporto possibile, che il Viviani deve diventare una fortezza inespugnabile. E così sia da qui alla fine del campionato: ogni partita in casa deve registrare il sold-out. Non è una richiesta, è un auspicio, è una necessità. Perché quando lo stadio è pieno, quando la gente crede, quando il calore del Viviani diventa aria irrespirabile per gli avversari, allora noi siamo veramente incontestabili.
Ma non è il momento di accontentarsi di una fiamma tremolante. È il momento di accendere definitivamente quel fuoco che deve ardere sempre e senza tregua da qui alla fine del campionato.

Questo è il momento della consacrazione, della svolta, del punto di non ritorno. Foggia rappresenta il crocevia: da qui in poi, niente più alti e bassi, niente più cali di tensione. Solo fuoco. Solo determinazione assoluta. Ogni partita deve essere una battaglia totale, ogni minuto una sfida alla nostra capacità di resistenza e sacrificio. Una sfida complicata, difficile, su un campo dove è facile perdersi. Ma è proprio qui, in queste prove cruciali, che si costruisce la mentalità di chi vuole vincere. Il Potenza deve andare a Foggia consapevole che da quella partita in poi, il fuoco non si spegnerà più.

Non è retorica: è consapevolezza. Ogni vittoria deve alimentare il prossimo assalto. Ogni pareggio deve trasformarsi in rabbia costruttiva. Ogni sconfitta, se arrivasse, non deve mai fermare la nostra marcia.
Cari tifosi del Potenza, noi siamo la benzina di questo fuoco. Domenica abbiamo riempito il Viviani e abbiamo sentito tutti la differenza. Ora l’impegno è di mantenerlo: ogni partita in casa deve essere affollata, ogni settore deve essere occupato, ogni voce deve echeggiare dentro gli spalti.

Da Potenza a Foggia porteremo il calore delle nostre voci, l’intensità dei nostri cuori, l’energia positiva di una piazza che ha scelto di credere fino in fondo. Ma al ritorno, quando torneremo al Viviani, aspettiamo di nuovo lo stesso sold-out, la stessa passione, la stessa determinazione. Non sarà una trasferta ordinaria. Sarà il momento in cui accenderemo la miccia definitiva. I nostri leoni devono sentire che dietro di loro non c’è solo supporto, ma una forza incandescente che li spinge oltre il limite. Pensiamo a loro con intensità. Gridiamo il loro nome con passione. Trasmettiamo loro questa determinazione che deve diventare la colonna vertebrale di questa seconda metà di campionato.

C’è però una verità che non possiamo ignorare: il fuoco senza controllo brucia anche noi stessi.
L’episodio di Demarco – l’espulsione contro il Picerno e la squalifica per tre turni – è un monito cruciale. Non si deve mai cadere nelle provocazioni degli avversari, perché ogni rosso è una fiamma che consuma il nostro calcio, non quello dell’avversario. La rabbia deve essere consapevole, la passione deve avere disciplina, l’intensità deve convivere con la lucidità tattica.
Demarco tornerà e sarà ancora importante per questa squadra. Ma tutti dobbiamo capire: il fuoco che vogliamo accendere è quello della lotta, della determinazione collettiva, non quello della sventatezza individuale. La vera forza nasce dalla consapevolezza, dal controllo, dalla capacità di canalizzare tutta l’energia verso un unico obiettivo. Da questa trasferta in poi, il Potenza deve diventare una forza della natura. Senza pause, senza ripensamenti, senza tornare indietro.
Foggia è il banco di prova. Se sappiamo accendere quel fuoco qui, sullo stadio di Zaccheria, se riusciamo a portare a casa un risultato positivo in una trasferta così complicata, allora avremo trovato la chiave. La consapevolezza che siamo forti, che siamo capaci, che possiamo stare dove vogliamo stare.

E quando torneremo a casa, che il Viviani ci aspetti ancora sold-out. Che diventi la nostra arma decisiva. Che noi e la squadra ci facciamo guerra insieme, in armonia totale, per raggiungere l’obiettivo. Guardare sempre e solo avanti. Con gli occhi infuocati. Con il cuore che batte all’unisono. Con la certezza che da qui alla fine, niente ci fermerà. Accendiamo il fuoco, Potenza. Deve ardere senza tregua. Fino alla fine. Il Viviani sold-out, sempre. Questo è il nostro potere. Forza Rossoblu. Noi vi portiamo nel fuoco fino a Foggia e oltre.

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