Spunti rossoblù dopo Sorrento-Potenza di Fabio Ferrara
S

Un pareggio che lascia interrogativi, ma non spegne la speranza

Il 2-2 di sabato scorso tra Sorrento e Potenza è un risultato interlocutorio: sul campo si è vista una squadra viva, capace di reagire e di creare occasioni, ma anche alla mercé di distrazioni che hanno impedito di portare a casa i tre punti. In campionato il pareggio può andare preso con filosofia, ma per una piazza ambiziosa come la nostra non può diventare abitudine.

Già da mercoledì non c’è tempo per recriminazioni: c’è il Crotone, nei quarti di finale di Coppa Italia, una gara che chiede grinta, attenzione e la voglia di osare. E poi, domenica 14, la prova più proibitiva: la partita interna contro la capolista Catania. Due impegni che richiedono al Potenza di provare ad ottenere il massimo, con coraggio e determinazione. Coach e giocatori sanno che ogni partita sarà una battaglia e che ora serve fare punti e mostrare carattere.

Parole dal cuore — di un vecchio tifoso


Lo dico con affetto e con la voce rotta dall’emozione: sono un vecchio tifoso, un ultras di questi colori. Vivo a mille chilometri dalla città che porto nel cuore, e il Potenza è per me più di una squadra: è gioia, è linfa quotidiana, è casa lontana. So che non si può sempre vincere; so che un pareggio, contro certi avversari, può essere un buon risultato. Eppure, quando il Potenza non vince, la settimana mia diventa cupa e faticosa: ogni minuto sembra più lento, ogni giornata meno luminosa. Questo affetto è romantico, puro, radicato nella memoria delle curve, nei cori sotto la pioggia, nelle speranze condivise.

Perciò, con tutto il cuore, chiedo alla squadra: trasformate questa nostalgia in forza. Affrontate il Crotone con fame, e la sfida contro il Catania con orgoglio. Noi, lontani ma vicini con il pensiero, vi siamo accanto — sempre. Forza Potenza, portaci gioia.

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Il 2-2 di sabato scorso tra Sorrento e Potenza è un risultato interlocutorio: sul campo si è vista una squadra viva, capace di reagire e di creare occasioni, ma anche alla mercé di distrazioni che hanno impedito di portare a casa i tre punti. In campionato il pareggio può andare preso con filosofia, ma per una piazza ambiziosa come la nostra non può diventare abitudine.

Già da mercoledì non c’è tempo per recriminazioni: c’è il Crotone, nei quarti di finale di Coppa Italia, una gara che chiede grinta, attenzione e la voglia di osare. E poi, domenica 14, la prova più proibitiva: la partita interna contro la capolista Catania. Due impegni che richiedono al Potenza di provare ad ottenere il massimo, con coraggio e determinazione. Coach e giocatori sanno che ogni partita sarà una battaglia e che ora serve fare punti e mostrare carattere.

Parole dal cuore — di un vecchio tifoso


Lo dico con affetto e con la voce rotta dall’emozione: sono un vecchio tifoso, un ultras di questi colori. Vivo a mille chilometri dalla città che porto nel cuore, e il Potenza è per me più di una squadra: è gioia, è linfa quotidiana, è casa lontana. So che non si può sempre vincere; so che un pareggio, contro certi avversari, può essere un buon risultato. Eppure, quando il Potenza non vince, la settimana mia diventa cupa e faticosa: ogni minuto sembra più lento, ogni giornata meno luminosa. Questo affetto è romantico, puro, radicato nella memoria delle curve, nei cori sotto la pioggia, nelle speranze condivise.

Perciò, con tutto il cuore, chiedo alla squadra: trasformate questa nostalgia in forza. Affrontate il Crotone con fame, e la sfida contro il Catania con orgoglio. Noi, lontani ma vicini con il pensiero, vi siamo accanto — sempre. Forza Potenza, portaci gioia.

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Già da mercoledì non c’è tempo per recriminazioni: c’è il Crotone, nei quarti di finale di Coppa Italia, una gara che chiede grinta, attenzione e la voglia di osare. E poi, domenica 14, la prova più proibitiva: la partita interna contro la capolista Catania. Due impegni che richiedono al Potenza di provare ad ottenere il massimo, con coraggio e determinazione. Coach e giocatori sanno che ogni partita sarà una battaglia e che ora serve fare punti e mostrare carattere.

Parole dal cuore — di un vecchio tifoso


Lo dico con affetto e con la voce rotta dall’emozione: sono un vecchio tifoso, un ultras di questi colori. Vivo a mille chilometri dalla città che porto nel cuore, e il Potenza è per me più di una squadra: è gioia, è linfa quotidiana, è casa lontana. So che non si può sempre vincere; so che un pareggio, contro certi avversari, può essere un buon risultato. Eppure, quando il Potenza non vince, la settimana mia diventa cupa e faticosa: ogni minuto sembra più lento, ogni giornata meno luminosa. Questo affetto è romantico, puro, radicato nella memoria delle curve, nei cori sotto la pioggia, nelle speranze condivise.

Perciò, con tutto il cuore, chiedo alla squadra: trasformate questa nostalgia in forza. Affrontate il Crotone con fame, e la sfida contro il Catania con orgoglio. Noi, lontani ma vicini con il pensiero, vi siamo accanto — sempre. Forza Potenza, portaci gioia.

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