Block notes di Rocco Sabatella dopo Sorrento-Potenza
B

Che cosa è successo al Potenza contro il Sorrento? Perché, nonostante tutte le condizioni favorevoli, grande momento di forma dei rossoblù, giocare nel proprio stadio pur trattandosi di una trasferta come da calendario e anche il cammino scadente dei campani nelle partite casalinghe, alla fine la squadra di De Giorgio non è andata oltre un pareggio che ha lasciato molto ma molto amaro in bocca? A questo interrogativo si può rispondere con il più semplice giudizio sul match: il Sorrento ha giocato la migliore partita del campionato mentre il Potenza non ha avuto la continuità di rendimento durante i 90 e passa minuti che era stato il leitmotiv delle gare con Trapani, Salernitana, Casarano e Cerignola in coppa Italia.  In pratica non ha ripetuto le super prestazioni delle precedenti quattro gare e ha giocato a sprazzi favorendo di fatto un avversario ben messo in campo dal suo allenatore Serpini. E comunque, nonostante le difficoltà incontrate, soprattutto nel primo tempo,  per fare il suo solito gioco efficace e anche spumeggiante, il Potenza è andato due volte in vantaggio ma non è riuscito a difendere il minimo vantaggio e ha perso, ancora una volta, due punti che sarebbero stati oro colato. Nella prima frazione  per un intervento scellerato e inutile di Ghisolfi su Paglino  che dopo la revisione al FVS, ha indotto l’arbitro a concedere un giusto rigore perché il fallo è avvenuto dentro l’area, Rigore trasformato da D’Ursi che ha permesso al Sorrento di riequilibrare il risultato dopo il vantaggio siglato da Petrungaro. Molto meglio nella ripresa il Potenza  che, dopo aver trovato il nuovo vantaggio con un gran gol di De Marco, ha avuto solo il torto di non aver chiuso la partita con il terzo gol e ha fatto l’errore, imperdonabile, di schiacciarsi troppo nella propria area con l’unico pensiero di difendere il vantaggio. Questo atteggiamento passivo ha  di fatto consentito alla formazione campana di avere ampia libertà di movimento a ridosso dell’area rossoblù. Libertà che ha permesso all’esterno Crecco di poter provare, senza essere contrastato, un tiro dai trenta metri che, complice una sfortunata deviazione di Riggio, ha ingannato Cucchietti per il pareggio del Sorrento. Che, dobbiamo riconoscere, è stato sicuramente meritato.   

ANALISI DELLA PARTITA

L’approccio del Potenza alla partita, con tre novità di formazione rispetto al turno precedente, è stato alquanto positivo perché per una decina di minuti la squadra di De Giorgio è sembrata ispirata facendo pensare ottimisticamente che  potesse  arrivare la svolta tanto attesa nelle gare in trasferta con la conquista di un successo che mancava e che manca ancora dal 24 agosto scorso quando il Potenza vinse a Giugliano. Congegnate buone azioni offensive ma nelle tre-quattro volte che si è arrivati al limite si è proseguito a fare ulteriori giri palla senza andare nemmeno una volta al tiro.

Poi è uscito fuori la squadra campana che è stata aggressiva, ha pressato alto i rossoblù e si è proposta anche al tiro con pericolosità. Il Potenza si è fatto irretire dall’atteggiamento del Sorrento e ha trovato non poche difficoltà ad organizzare il suo solito gioco. Bravo Cucchietti con due parate decisive ad evitare il vantaggio del Sorrento. E come succede spesso nel calcio, nel momento migliore degli avversari è stato Schimmenti, fino a quel momento poco servito, a propiziare, con un suo tiro rimpallato, la rete del vantaggio di Petrungaro. Rete che è stata accusata dalla squadra di Serpini che ha perso lucidità e non è stata capace di reagire con forza.

Ma ci ha pensato Ghisolfi a dare una mano al Sorrento con un intervento inutile su Paglino che ha causato il rigore poi trasformato da D’Ursi per il pari dei campani. L’errore grave di Ghisolfi ha impedito al Potenza di chiudere il primo tempo in vantaggio con tutte le conseguenze negative che ha causato. Nel senso che poteva esserci nella ripresa una più tranquilla gestione del match perchè il vantaggio dei lucani  avrebbe costretto il Sorrento a lasciare da parte ogni prudenza per attaccare e avrebbe aperto spazi invitanti in cui centrocampisti e attaccanti di De Giorgio si sarebbero potuti infilare facilmente per chiudere la gara. Sull’1 a 1 il Potenza ha sicuramente migliorato il rendimento rispetto al primo tempo ma ha dovuto fare un sforzo superiore per aggirare il dispositivo difensivo   dei campani e arrivare al vantaggio.

Non essendo riuscito a fare il terzo gol, sfiorato diverse volte, il Potenza ha lasciato aperta la gara e negli ultimi 10 minuti si è praticamente arroccato nella propria gara non riuscendo più a ripartire e lasciando di fatto agli avversari grande libertà di azione al limite dell’area. E in una di queste Crecco, con un po’ di fortuna, ha trovato il pari con la complicità della involontaria deviazione di Riggio che ha messo Cucchietti fuori causa. Il pensiero rivolto alla gara dei quarti di finale di coppa Italia di mercoledi prossimo con il Crotone ha fatto il resto. Ossia pensare a non sprecare altre energie fisiche con la convinzione di riuscire a portare comunque a casa i tre punti. Per di più le ultime sostituzioni, Bachini per Schimmenti, Maisto per De Marco, Mazzeo per Petrungaro e Bruschi per Selleri non hanno portato i frutti sperati da De Giorgio. Ossia stringere le maglie della difesa passata a cinque e avere la freschezza per ripartire. Situazioni che non si sono verificate.  Detto che non si capisce il motivo per i quali il Potenza nel primo tempo è stato poco intenso, non concentrato al posto giusto e anche poco compatto subendo troppo l’avversario e commettendo anche tanti errori, De Giorgio deve lavorare sulla squadra per toglierle il difetto di correre il rischio di  abituarsi a schiacciarsi nella propria area e per farla rimanere anche nei momenti di difficoltà reattiva e non passiva.

Ci aspettavamo la sterzata tanto attesa del successo nelle gare in trasferta, ma pur avendo la squadra  proseguito la striscia dei risultati positivi, non si è scrollato di dosso questo percorso negativo fuori casa che dura da troppo tempo. Anche le assenze pesanti di Erradi, Castorani, Anatriello e D’Auria, quattro titolari, stanno limitando la varietà delle alternative a disposizione di De Giorgio. In attesa di tempi migliori, ossia la guarigione degli infortunati e anche la finestra di mercato di gennaio, bisogna che tutti si sacrifichino per affrontare al meglio le tre partite finali del 2026, Catania e Monopoli in campionato e soprattutto il quarto di finale di coppa Italia con il Crotone che il Potenza vuole e deve onorare per il traguardo storico dell’approdo nelle semifinali della manifestazione tricolore.

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Che cosa è successo al Potenza contro il Sorrento? Perché, nonostante tutte le condizioni favorevoli, grande momento di forma dei rossoblù, giocare nel proprio stadio pur trattandosi di una trasferta come da calendario e anche il cammino scadente dei campani nelle partite casalinghe, alla fine la squadra di De Giorgio non è andata oltre un pareggio che ha lasciato molto ma molto amaro in bocca? A questo interrogativo si può rispondere con il più semplice giudizio sul match: il Sorrento ha giocato la migliore partita del campionato mentre il Potenza non ha avuto la continuità di rendimento durante i 90 e passa minuti che era stato il leitmotiv delle gare con Trapani, Salernitana, Casarano e Cerignola in coppa Italia.  In pratica non ha ripetuto le super prestazioni delle precedenti quattro gare e ha giocato a sprazzi favorendo di fatto un avversario ben messo in campo dal suo allenatore Serpini. E comunque, nonostante le difficoltà incontrate, soprattutto nel primo tempo,  per fare il suo solito gioco efficace e anche spumeggiante, il Potenza è andato due volte in vantaggio ma non è riuscito a difendere il minimo vantaggio e ha perso, ancora una volta, due punti che sarebbero stati oro colato. Nella prima frazione  per un intervento scellerato e inutile di Ghisolfi su Paglino  che dopo la revisione al FVS, ha indotto l’arbitro a concedere un giusto rigore perché il fallo è avvenuto dentro l’area, Rigore trasformato da D’Ursi che ha permesso al Sorrento di riequilibrare il risultato dopo il vantaggio siglato da Petrungaro. Molto meglio nella ripresa il Potenza  che, dopo aver trovato il nuovo vantaggio con un gran gol di De Marco, ha avuto solo il torto di non aver chiuso la partita con il terzo gol e ha fatto l’errore, imperdonabile, di schiacciarsi troppo nella propria area con l’unico pensiero di difendere il vantaggio. Questo atteggiamento passivo ha  di fatto consentito alla formazione campana di avere ampia libertà di movimento a ridosso dell’area rossoblù. Libertà che ha permesso all’esterno Crecco di poter provare, senza essere contrastato, un tiro dai trenta metri che, complice una sfortunata deviazione di Riggio, ha ingannato Cucchietti per il pareggio del Sorrento. Che, dobbiamo riconoscere, è stato sicuramente meritato.   

ANALISI DELLA PARTITA

L’approccio del Potenza alla partita, con tre novità di formazione rispetto al turno precedente, è stato alquanto positivo perché per una decina di minuti la squadra di De Giorgio è sembrata ispirata facendo pensare ottimisticamente che  potesse  arrivare la svolta tanto attesa nelle gare in trasferta con la conquista di un successo che mancava e che manca ancora dal 24 agosto scorso quando il Potenza vinse a Giugliano. Congegnate buone azioni offensive ma nelle tre-quattro volte che si è arrivati al limite si è proseguito a fare ulteriori giri palla senza andare nemmeno una volta al tiro.

Poi è uscito fuori la squadra campana che è stata aggressiva, ha pressato alto i rossoblù e si è proposta anche al tiro con pericolosità. Il Potenza si è fatto irretire dall’atteggiamento del Sorrento e ha trovato non poche difficoltà ad organizzare il suo solito gioco. Bravo Cucchietti con due parate decisive ad evitare il vantaggio del Sorrento. E come succede spesso nel calcio, nel momento migliore degli avversari è stato Schimmenti, fino a quel momento poco servito, a propiziare, con un suo tiro rimpallato, la rete del vantaggio di Petrungaro. Rete che è stata accusata dalla squadra di Serpini che ha perso lucidità e non è stata capace di reagire con forza.

Ma ci ha pensato Ghisolfi a dare una mano al Sorrento con un intervento inutile su Paglino che ha causato il rigore poi trasformato da D’Ursi per il pari dei campani. L’errore grave di Ghisolfi ha impedito al Potenza di chiudere il primo tempo in vantaggio con tutte le conseguenze negative che ha causato. Nel senso che poteva esserci nella ripresa una più tranquilla gestione del match perchè il vantaggio dei lucani  avrebbe costretto il Sorrento a lasciare da parte ogni prudenza per attaccare e avrebbe aperto spazi invitanti in cui centrocampisti e attaccanti di De Giorgio si sarebbero potuti infilare facilmente per chiudere la gara. Sull’1 a 1 il Potenza ha sicuramente migliorato il rendimento rispetto al primo tempo ma ha dovuto fare un sforzo superiore per aggirare il dispositivo difensivo   dei campani e arrivare al vantaggio.

Non essendo riuscito a fare il terzo gol, sfiorato diverse volte, il Potenza ha lasciato aperta la gara e negli ultimi 10 minuti si è praticamente arroccato nella propria gara non riuscendo più a ripartire e lasciando di fatto agli avversari grande libertà di azione al limite dell’area. E in una di queste Crecco, con un po’ di fortuna, ha trovato il pari con la complicità della involontaria deviazione di Riggio che ha messo Cucchietti fuori causa. Il pensiero rivolto alla gara dei quarti di finale di coppa Italia di mercoledi prossimo con il Crotone ha fatto il resto. Ossia pensare a non sprecare altre energie fisiche con la convinzione di riuscire a portare comunque a casa i tre punti. Per di più le ultime sostituzioni, Bachini per Schimmenti, Maisto per De Marco, Mazzeo per Petrungaro e Bruschi per Selleri non hanno portato i frutti sperati da De Giorgio. Ossia stringere le maglie della difesa passata a cinque e avere la freschezza per ripartire. Situazioni che non si sono verificate.  Detto che non si capisce il motivo per i quali il Potenza nel primo tempo è stato poco intenso, non concentrato al posto giusto e anche poco compatto subendo troppo l’avversario e commettendo anche tanti errori, De Giorgio deve lavorare sulla squadra per toglierle il difetto di correre il rischio di  abituarsi a schiacciarsi nella propria area e per farla rimanere anche nei momenti di difficoltà reattiva e non passiva.

Ci aspettavamo la sterzata tanto attesa del successo nelle gare in trasferta, ma pur avendo la squadra  proseguito la striscia dei risultati positivi, non si è scrollato di dosso questo percorso negativo fuori casa che dura da troppo tempo. Anche le assenze pesanti di Erradi, Castorani, Anatriello e D’Auria, quattro titolari, stanno limitando la varietà delle alternative a disposizione di De Giorgio. In attesa di tempi migliori, ossia la guarigione degli infortunati e anche la finestra di mercato di gennaio, bisogna che tutti si sacrifichino per affrontare al meglio le tre partite finali del 2026, Catania e Monopoli in campionato e soprattutto il quarto di finale di coppa Italia con il Crotone che il Potenza vuole e deve onorare per il traguardo storico dell’approdo nelle semifinali della manifestazione tricolore.

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ANALISI DELLA PARTITA

L’approccio del Potenza alla partita, con tre novità di formazione rispetto al turno precedente, è stato alquanto positivo perché per una decina di minuti la squadra di De Giorgio è sembrata ispirata facendo pensare ottimisticamente che  potesse  arrivare la svolta tanto attesa nelle gare in trasferta con la conquista di un successo che mancava e che manca ancora dal 24 agosto scorso quando il Potenza vinse a Giugliano. Congegnate buone azioni offensive ma nelle tre-quattro volte che si è arrivati al limite si è proseguito a fare ulteriori giri palla senza andare nemmeno una volta al tiro.

Poi è uscito fuori la squadra campana che è stata aggressiva, ha pressato alto i rossoblù e si è proposta anche al tiro con pericolosità. Il Potenza si è fatto irretire dall’atteggiamento del Sorrento e ha trovato non poche difficoltà ad organizzare il suo solito gioco. Bravo Cucchietti con due parate decisive ad evitare il vantaggio del Sorrento. E come succede spesso nel calcio, nel momento migliore degli avversari è stato Schimmenti, fino a quel momento poco servito, a propiziare, con un suo tiro rimpallato, la rete del vantaggio di Petrungaro. Rete che è stata accusata dalla squadra di Serpini che ha perso lucidità e non è stata capace di reagire con forza.

Ma ci ha pensato Ghisolfi a dare una mano al Sorrento con un intervento inutile su Paglino che ha causato il rigore poi trasformato da D’Ursi per il pari dei campani. L’errore grave di Ghisolfi ha impedito al Potenza di chiudere il primo tempo in vantaggio con tutte le conseguenze negative che ha causato. Nel senso che poteva esserci nella ripresa una più tranquilla gestione del match perchè il vantaggio dei lucani  avrebbe costretto il Sorrento a lasciare da parte ogni prudenza per attaccare e avrebbe aperto spazi invitanti in cui centrocampisti e attaccanti di De Giorgio si sarebbero potuti infilare facilmente per chiudere la gara. Sull’1 a 1 il Potenza ha sicuramente migliorato il rendimento rispetto al primo tempo ma ha dovuto fare un sforzo superiore per aggirare il dispositivo difensivo   dei campani e arrivare al vantaggio.

Non essendo riuscito a fare il terzo gol, sfiorato diverse volte, il Potenza ha lasciato aperta la gara e negli ultimi 10 minuti si è praticamente arroccato nella propria gara non riuscendo più a ripartire e lasciando di fatto agli avversari grande libertà di azione al limite dell’area. E in una di queste Crecco, con un po’ di fortuna, ha trovato il pari con la complicità della involontaria deviazione di Riggio che ha messo Cucchietti fuori causa. Il pensiero rivolto alla gara dei quarti di finale di coppa Italia di mercoledi prossimo con il Crotone ha fatto il resto. Ossia pensare a non sprecare altre energie fisiche con la convinzione di riuscire a portare comunque a casa i tre punti. Per di più le ultime sostituzioni, Bachini per Schimmenti, Maisto per De Marco, Mazzeo per Petrungaro e Bruschi per Selleri non hanno portato i frutti sperati da De Giorgio. Ossia stringere le maglie della difesa passata a cinque e avere la freschezza per ripartire. Situazioni che non si sono verificate.  Detto che non si capisce il motivo per i quali il Potenza nel primo tempo è stato poco intenso, non concentrato al posto giusto e anche poco compatto subendo troppo l’avversario e commettendo anche tanti errori, De Giorgio deve lavorare sulla squadra per toglierle il difetto di correre il rischio di  abituarsi a schiacciarsi nella propria area e per farla rimanere anche nei momenti di difficoltà reattiva e non passiva.

Ci aspettavamo la sterzata tanto attesa del successo nelle gare in trasferta, ma pur avendo la squadra  proseguito la striscia dei risultati positivi, non si è scrollato di dosso questo percorso negativo fuori casa che dura da troppo tempo. Anche le assenze pesanti di Erradi, Castorani, Anatriello e D’Auria, quattro titolari, stanno limitando la varietà delle alternative a disposizione di De Giorgio. In attesa di tempi migliori, ossia la guarigione degli infortunati e anche la finestra di mercato di gennaio, bisogna che tutti si sacrifichino per affrontare al meglio le tre partite finali del 2026, Catania e Monopoli in campionato e soprattutto il quarto di finale di coppa Italia con il Crotone che il Potenza vuole e deve onorare per il traguardo storico dell’approdo nelle semifinali della manifestazione tricolore.

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