Ve la racconto per bene, perché quello che abbiamo passato al Comunale di Caravaggio contro l’Atalanta Under 23 è stato qualcosa di epico, nel bene e nel male.
Allora, come sapete ero lì, uno dei circa 150 irriducibili del Potenza. C’era un freddo che tagliava la faccia e, peggio ancora, ha piovuto dall’inizio alla fine. Non una pausa, non un attimo di tregua. Una roba da lupi, ma noi eravamo lì, pronti a cantare sotto l’acqua. Nonostante il nostro numero esiguo, ci siamo fatti sentire eccome.
La partita? Un’agonia, amici, ve lo giuro. Sembrava di stare sulle montagne russe del dolore. Loro, i ragazzini dell’Atalanta, giocavano bene, veloci, senza troppe paure. E noi… noi eravamo lì, a soffrire. Eravamo sotto, un gol preso che ci aveva gelato ancora di più, e lì pensi: “Ok, anche stasera finisce così, una trasferta da dimenticare sotto la pioggia”.
Ma sapete cosa? I ragazzi, e noi con loro, non ci siamo arresi. Loro in campo hanno tirato fuori una gara che non vedevo da tempo. E noi sugli spalti, inzuppati fino alle ossa, continuavamo a spingere, a urlare, a far sentire che il Potenza non era solo in quel catino fradicio. E quando è arrivato il primo pareggio, è stata un’esplosione! Un respiro profondo, una speranza riaccesa. Ma la gioia è durata poco, perché, da copione, poco dopo siamo andati di nuovo sotto! Altro gol, altra mazzata. Lì la sofferenza si è moltiplicata, il morale era sotto i tacchi, ti passa per la testa l’idea della nottataccia, del ritorno a casa con l’amaro in bocca e la rabbia che non ti fa dormire.
Invece, incredibilmente, siamo riusciti a riprenderli di nuovo! Il secondo pareggio, arrivato verso la fine, è stato liberatorio.
Abbiamo sofferto tantissimo, forse troppo, in mezzo a quella pioggia incessante e a quelle due rimonte. Però, almeno un punto ce lo siamo portato a casa. E quel punto, credetemi, ha fatto la differenza tra una nottata in bianco con il rimorso e la rabbia, e un sonno, seppur breve, un po’ più sereno. È un campionato difficile, lo sappiamo, ma ieri abbiamo dimostrato che il cuore c’è. Due volte sotto, due volte recuperati. Questo significa tanto. Non sarà la vittoria che tutti sogniamo, ma dopo una partita così, con quel meteo, contro una squadra giovane e scattante, e con quella doppia rimonta, quel pareggio ha il sapore di una piccola grande impresa.
Alla prossima, ragazzi, e speriamo nel sole!





