E sento ancora dire: l’attaccante, l’attaccante. Abbiamo il migliore attacco dei tre gironi della Serie C, con 9 giocatori diversi andati a segno, nonostante un calendario a dir poco difficile. E basta. Iniziamo a crederci, iniziamo a sognare, non costa nulla.
Anche ieri, al culmine di una partita difficile, di categoria, sporca, odiosa, torniamo a casa – noi che c’eravamo – con il sorriso stampato sulla faccia. Perché ieri è statio il classico giorno in cui puoi fare una valutazione completa: e ti rendi conto di avere a disposizione una squadra, un gruppo, fatto a mestiere, allenato ancora meglio, con il giusto mix di ragionamento e di esuberanza giovanile. Quello che ti fa resettare un passaggio a vuoto (da 2-0 a 2-2) e ti fa letteralmente inventare le due prodezze di Castorani e Selleri. Che, ovviamente, fanno il paio con l’instict killer di Murano e con l’altro capolavoro di Petrungaro.
Troppo facile trovare stimoli e motivazioni quando di fronte hai squadre di prestigio, molto più complicato quando in campo devi scendere contro un’avversaria evidentemente inferiore e subito dopo un pieno di complimenti da fare uscire matti. Ebbene, anche questa è una prova superata, con l’aggiunta di consapevolezze in più, ma anche – come ha detto Tisci – con alcune cose da correggere “perché partite come questa ne verranno fuori ancora tante”.
E nei suoi sviluppi, quella con la Cavese è stata decisamente una partita di categoria, ed il Potenza ha confermato di esserci mentalmente in questa categoria, con l’aggiunta della spensieratezza di non avere proprio nulla da perdere e una grandissima qualità che ti può consentire di vincere anche partite che si complicano. E’ troppo presto per dire dove si potrà arrivare. Nel frattempo godiamocela e, con un adeguato passaparola, iniziamo a far circolare l’invito: “Uagliò, scnnit au camb”.





