Per la seconda volta al Viviani l’attacco del Potenza si inceppa e rimane all’asciutto regalando al Latina un comodo pareggio che era poi il risultato a cui puntavano i laziali. Era già successo alla seconda giornata contro il Cerignola capace di uscire dallo stadio potentino con un pari a reti inviolate. Perché ricordiamo questo risultato? Per mettere in risalto un dato che accomuna la partita di ieri con il Latina e il secondo tempo giocato con il Cerignola. Tatticamente pugliesi e laziali si sono schierati con un atteggiamento più che prudente sistemandosi con tutti gli effettivi nella loro metà campo e riuscendo a chiudere tutti gli spazi al Potenza. Con la conseguenza che la squadra di De Giorgio non è riuscita a trovare le giuste giocate per aggirare il sistema difensivo del Latina e la conferma che Castorani e compagni trovano più di qualche difficoltà nell’organizzare la fase offensiva quando si trovano formazioni così organizzate a livello difensivo. Un evento strano per una squadra che ha il suo punto di forza nel gioco di attacco. Non è servito a sbloccare la gara e a far mutare atteggiamento agli avversari nemmeno un rigore che D’Auria ha calciato davvero male visto che il portiere del Latina Mastrantonio è riuscito addirittura a bloccare il tiro rasoterra del 10 rossoblù. Certo è innegabile che l’eventuale vantaggio del Potenza, in caso di trasformazione del rigore, avrebbe cambiato il corso della partita e avrebbe costretto il Latina a cambiare decisamente atteggiamento per raddrizzare la partita.
DE GIORGIO
La differenza sostanziale c’è stata tra il primo tempo e la ripresa, decisamente da dimenticare, in quanto a costruzione di occasioni da gol. Tutto sommato nel primo tempo qualche opportunità in più, oltre al rigore, la squadra lucana è riuscita a confezionarla ma non a concretizzarla. Ma a nostro parere sempre meno di quante il Potenza potenzialmente può avere nelle sue corde. De Giorgio nel post gara, a precisa domanda, ha detto che il Potenza ha fatto la partita che aveva preparato in considerazione del valore difensivo degli avversari. Questo può essere vero, almeno in parte, per il primo tempo. Decisamente un passo indietro si è visto nella ripresa con il Potenza che avrebbe dovuto fare molto di più di quanto realmente ha fatto ma è stato irretito dalla perfetta organizzazione degli ospiti e non è stato capace di liberare mai l’uomo nell’area di rigore. Basti dire che il portiere del Latina non ha dovuto fare nessun intervento e nell’unica occasione di rischio su un tiro di Felippe dal limite è stato aiutato dall’intervento di un difensore che ha messo in angolo. Se proprio vogliamo essere onesti è andato più vicino al gol il Latina rispetto ai rossoblù. Purtroppo ci ha, ancora una volta, stupito in negativo De Giorgio sui momenti e sulle scelte delle sostituzioni. Nel primo tempo la squadra non ha brillato anche se poteva trovarsi in vantaggio. Particolarmente in difficoltà D’Auria e l’evanescente Selleri mai in grado di farsi trovare al posto giusto nell’area di rigore avversaria. Più attivo Petrungaro anche se non al meglio delle sue possibilità. Selleri meritava di essere sostituito già nel corso del primo tempo. Incredibile che De Giorgio lo abbia tenuto in campo per la bellezza di ottanta minuti. Il tecnico lo ha giustificato per l’impegno profuso. Ma un centravanti, oltre che ad impegnarsi, deve aggiungere qualità al suo modo di stare in area e deve farsi trovare pronto quando il pallone arriva nella sua zona di competenza. Sul momento delle sostituzioni De Giorgio è in palese contraddizione. Se ad Altamura ha tolto dal campo troppo presto Castorani e Petrungaro, erano passati 17 minuti della ripresa e dopo sei minuti anche Siatounis che erano stati tra i migliori in campo, contro il Latina ha aspettato venti minuti per fare le sostituzioni. Che erano necessarie già dall’inizio del secondo tempo per cercare di far cambiare passo alla squadra. Oltre alla tempistica, sbagliate ancora le scelte. Bruschi e Maisto sono entrati male e non hanno dato il minimo contributo ai compagni mentre va giustificato Schimmenti che è andato in campo dopo un periodo molto complicato causa infortuni e non ha ancora il passo devastante che lo ha reso protagonista indiscusso della scorsa stagione. Solo Adjapong, protagonista negativo al rientro, meritava la sostituzione. Assurdo mettere in campo Anatriello solo al minuto 81 quando tutti gli attaccanti in campo stavano incontrando grandi difficoltà contro la difesa del Latina. L’ex del Trapani doveva essere mandato in campo ad inizio ripresa per lo spento Selleri invece che nel momento in cui il Potenza era stanco e nervoso per la piega, ossia il pari, che stava prendendo la partita. Le sostituzioni stanno mettendo in risalto tanti aspetti negativi che forse non erano previsti e che attengono alle scelte fatte nel mercato tra luglio e agosto.
IL MERCATO ESTIVO E DE VITO
Abbiamo già affrontato questo argomento la settimana scorsa per dire che i nuovi finora hanno deluso. E’ stata fatta una campagna di rafforzamento che avrebbe dovuto migliorare le deficienze dell’organico emerse la stagione scorsa, ma non ci pare che ciò sia avvento. Gradiremmo un confronto con il direttore sportivo De Vito che ha il dovere di mettere la faccia per un’analisi, alla luce delle prime nove giornate, dei motivi per i quali gran parte dei nuovi acquisti non sta rendendo come era nelle aspettative generali. Tante volte De Giorgio ci ha detto in conferenza che avrebbe incontrato difficoltà a fare le formazioni e che per l’abbondanza delle alternative sarebbe stato costretto a cambiare spesso formazione. Purtroppo quanto immaginato e desiderato dall’allenatore finora non si è verificato. Nel senso che stanno giocando di più i “vecchi” e poco i nuovi, ad eccezione di Camigliano titolare dalla prima giornata e di Rocchetti da tre giornate. Allo stato Anatriello e Selleri sono un problema perché sono a quota zero in fatto di gol e fanno rimpiangere oltremodo la partenza di Caturano e il mancato arrivo di un’altra prima punta strutturata fisicamente, De Marco che era stato dipinto come il colpo grosso della campagna di rafforzamento vede poco il campo e quando lo vede non riesce ad incidere, Bruschi, sesto attaccante esterno per due posti, sta facendo rimpiangere Rosafio che ormai sapeva a memoria che cosa voleva De Giorgio da lui, Adjapong che doveva portare esperienza e qualità in difesa ha giocato meno di Novella anche a causa di un infortunio muscolare mentre Maisto non sembra granchè migliorato rispetto alla sua prima esperienza a Potenza. I dati statistici parlano molto chiaro. Due punti in meno rispetto alle prime nove giornate della scorsa stagione che è sicuramente un dato negativo che non può fare contenta la famiglia Macchia che ha dato carta bianca a direttore sportivo e allenatore per migliorare il settimo posto dello scorso anno. E che l’umore del presidente del Potenza non tenda al meglio dopo questa prima parte di campionato è dimostrato dalle due parole pronunciata ai nostri microfoni dopo la fine del match con il Latina “ sono incazzato”. Che, probabilmente, non si riferiva solo alla delusione per il mancato successo sui laziali, ma anche ad aver visto altre prestazioni non proprio in linea con quelli che erano i programmi e le aspettative per la nuova stagione. Prestazioni inspiegabili perché, dopo la buona stagione scorsa, ci si aspettava un netto miglioramento del gruppo squadra e un deciso contributo, in termini di qualità ed esperienza, dai nuovi giocatori.





