BLOCK NOTES di Rocco Sabatella post Cosenza-Potenza (3-0)
B

Di Rocco Sabatella

Forse la fiducia a tempo, fino alla partita con il Foggia di domenica prossima preceduta dalla gara di coppa Italia a Monopoli di mercoledi, concessa dalla dirigenza rossoblù al tecnico De Giorgio e al direttore sportivo De Vito, bisognava darla qualche tempo fa quando ci sono stati i primi scricchiolii nelle prestazioni della squadra. L’allarme era suonato già subito dopo la  partita  con il Crotone  quando la proprietà, ovviamente  non soddisfatta del comportamento della squadra contro i calabresi, aveva convocato tecnico e direttore sportivo in sede per avere le spiegazioni dello scialbo primo tempo della squadra rimasta in balia della compagine di Longo per tutti i primi quarantacinque minuti. La reazione veemente della ripresa che portò poi al pareggio e la fiducia che le cose si sarebbero aggiustate il turno successivo  con il Picerno, convinse forse il presidente e suo figlio a non preoccuparsi troppo. E infatti il franco successo nel derby sembrava avere sistemato ogni cosa. Con la possibilità che l’abbordabile trasferta successiva a Siracusa avrebbe lanciato definitivamente la corsa verso l’alto del Potenza. Nessuno avrebbe mai pensato che contro il fanalino di coda del girone C che aveva sempre perso, il Potenza si sarebbe clamorosamente inceppato favorendo il primo successo in campionato dei siciliani. E anche dopo il ko inaspettato in terra siciliana richiesta di spiegazioni e invito della proprietà a cambiare registro ma senza intimare ultimatum che forse dopo quella prova incolore, sarebbe stato necessario per abbandonare finalmente il periodo degli alti e dei bassi e della poca continuità di rendimento e di risultati che non permettevano al Potenza di diventare un sicuro protagonista del campionato. La vittoria di stretta misura con l’Atalanta under 23 aveva di nuovo rasserenato l’ambiente visto che anche la proprietà ha pensato, probabilmente, che i problemi erano stati risolti e che nelle due partite successive con Latina e Altamura la squadra si sarebbe finalmente, anche grazie alle rassicurazioni del tecnico De Giorgio, sbloccata per presentarsi ai due appuntamenti esterni di Benevento e Cosenza nella migliori condizioni psicologiche e anche di classifica. Così non è stato perché la situazione è precipitata con le due nette sconfitte di Benevento e Cosenza che hanno costretto la proprietà ad intervenire, forse con un po’ di ritardo.  Non per le sconfitte in sé che potevano anche starci considerato il valore tecnico molto alto degli avversari, ma per le prove incolori, scialbe, spente offerte dai giocatori rossoblù mai nelle condizioni di lottare e di creare problemi agli avversari. Non sappiamo che cosa è successo al Potenza e quali sono i motivi che hanno causato in queste prime undici giornate di torneo una preoccupante involuzione rispetto al gioco espresso la scorsa stagione. Di sicuro le responsabilità sono di tutte le componenti: la squadra che non ha fatto  registrare i miglioramenti attesi dopo le quaranta partite della scorsa stagione che avrebbero dovuto far aumentare l’esperienza, la maturità e una migliore gestione delle partite in questa stagione, l’allenatore che forse si sarebbe dovuto dimostrare più duttile e pronto a capire in fretta i problemi della squadra per affrontarli, con un po’ di umiltà in più,  in maniera diversa rispetto alla sua filosofia del calcio. E infine il direttore sportivo De Vito che, d’intesa con De Giorgio, ha fatto la campagna di rafforzamento che avrebbe dovuto eliminare del tutto le problematiche riscontrate la scorsa stagione, in primis l’accentuata perforabilità della difesa. E con tutta franchezza possiamo dire che la campagna di rafforzamento non si è dimostrata tale se andiamo ad analizzare il comportamento dei nuovi acquisti.  Quali sono, al netto della fiducia a tempo, concessa dalla società a tecnico e ds, i rimedi per riportare in carreggiata la squadra? Sicuramente la proprietà chiederà al tecnico di cambiare qualcosa a livello tattico, soprattutto in questo momento di difficoltà. In modo da far ritrovare fiducia e certezze al gruppo squadra, conquistare punti importanti per la classifica che si è fatta precaria rispetto ai programmi iniziali. Il ds De Vito dovrà stare molto vicino al tecnico e ai giocatori per capire quali sono le cause della regressione tecnica della squadra e trovare insieme i m odi per uscire al più presto da questa intricata situazione.       


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Forse la fiducia a tempo, fino alla partita con il Foggia di domenica prossima preceduta dalla gara di coppa Italia a Monopoli di mercoledi, concessa dalla dirigenza rossoblù al tecnico De Giorgio e al direttore sportivo De Vito, bisognava darla qualche tempo fa quando ci sono stati i primi scricchiolii nelle prestazioni della squadra. L’allarme era suonato già subito dopo la  partita  con il Crotone  quando la proprietà, ovviamente  non soddisfatta del comportamento della squadra contro i calabresi, aveva convocato tecnico e direttore sportivo in sede per avere le spiegazioni dello scialbo primo tempo della squadra rimasta in balia della compagine di Longo per tutti i primi quarantacinque minuti. La reazione veemente della ripresa che portò poi al pareggio e la fiducia che le cose si sarebbero aggiustate il turno successivo  con il Picerno, convinse forse il presidente e suo figlio a non preoccuparsi troppo. E infatti il franco successo nel derby sembrava avere sistemato ogni cosa. Con la possibilità che l’abbordabile trasferta successiva a Siracusa avrebbe lanciato definitivamente la corsa verso l’alto del Potenza. Nessuno avrebbe mai pensato che contro il fanalino di coda del girone C che aveva sempre perso, il Potenza si sarebbe clamorosamente inceppato favorendo il primo successo in campionato dei siciliani. E anche dopo il ko inaspettato in terra siciliana richiesta di spiegazioni e invito della proprietà a cambiare registro ma senza intimare ultimatum che forse dopo quella prova incolore, sarebbe stato necessario per abbandonare finalmente il periodo degli alti e dei bassi e della poca continuità di rendimento e di risultati che non permettevano al Potenza di diventare un sicuro protagonista del campionato. La vittoria di stretta misura con l’Atalanta under 23 aveva di nuovo rasserenato l’ambiente visto che anche la proprietà ha pensato, probabilmente, che i problemi erano stati risolti e che nelle due partite successive con Latina e Altamura la squadra si sarebbe finalmente, anche grazie alle rassicurazioni del tecnico De Giorgio, sbloccata per presentarsi ai due appuntamenti esterni di Benevento e Cosenza nella migliori condizioni psicologiche e anche di classifica. Così non è stato perché la situazione è precipitata con le due nette sconfitte di Benevento e Cosenza che hanno costretto la proprietà ad intervenire, forse con un po’ di ritardo.  Non per le sconfitte in sé che potevano anche starci considerato il valore tecnico molto alto degli avversari, ma per le prove incolori, scialbe, spente offerte dai giocatori rossoblù mai nelle condizioni di lottare e di creare problemi agli avversari. Non sappiamo che cosa è successo al Potenza e quali sono i motivi che hanno causato in queste prime undici giornate di torneo una preoccupante involuzione rispetto al gioco espresso la scorsa stagione. Di sicuro le responsabilità sono di tutte le componenti: la squadra che non ha fatto  registrare i miglioramenti attesi dopo le quaranta partite della scorsa stagione che avrebbero dovuto far aumentare l’esperienza, la maturità e una migliore gestione delle partite in questa stagione, l’allenatore che forse si sarebbe dovuto dimostrare più duttile e pronto a capire in fretta i problemi della squadra per affrontarli, con un po’ di umiltà in più,  in maniera diversa rispetto alla sua filosofia del calcio. E infine il direttore sportivo De Vito che, d’intesa con De Giorgio, ha fatto la campagna di rafforzamento che avrebbe dovuto eliminare del tutto le problematiche riscontrate la scorsa stagione, in primis l’accentuata perforabilità della difesa. E con tutta franchezza possiamo dire che la campagna di rafforzamento non si è dimostrata tale se andiamo ad analizzare il comportamento dei nuovi acquisti.  Quali sono, al netto della fiducia a tempo, concessa dalla società a tecnico e ds, i rimedi per riportare in carreggiata la squadra? Sicuramente la proprietà chiederà al tecnico di cambiare qualcosa a livello tattico, soprattutto in questo momento di difficoltà. In modo da far ritrovare fiducia e certezze al gruppo squadra, conquistare punti importanti per la classifica che si è fatta precaria rispetto ai programmi iniziali. Il ds De Vito dovrà stare molto vicino al tecnico e ai giocatori per capire quali sono le cause della regressione tecnica della squadra e trovare insieme i m odi per uscire al più presto da questa intricata situazione.       


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