martedì 9 Dicembre 2025

Spunti rossoblù dopo Cavese-Potenza di Fabio Ferrara
S

La sconfitta di Cava de’ Tirreni contro la Cavese (0-3) è una botta difficile da digerire: netta, senza attenuanti, che lascia amarezza in campo e sugli spalti. Non commenterò qui la chiusura del rapporto con il direttore sportivo De Vito: volutamente lascio da parte quella vicenda. Ciò che invece va detto con chiarezza è un altro punto, cruciale per il presente e il futuro del nostro club.

È bello sognare e fantasticare: il tifoso lucano ha diritto alle ambizioni, alle speranze e alle immaginazioni più audaci. Ma lo sport, e il calcio in particolare, richiede anche realismo e onestà intellettuale. La priorità oggi deve essere chiara per tutti: mantenere il Potenza Calcio stabilmente in Lega Pro. Non è una parola di ripiego, è un obiettivo di grande valore: non capitava da decenni che la nostra città avesse una squadra in grado di restare con continuità in un campionato professionistico. Questo traguardo va difeso, tutelato e consolidato.

Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo alimentare illusioni: non esistono oggi le condizioni per dichiarare, come progetto concreto, di puntare alle posizioni di vertice della classifica. Far percepire alla piazza che “un giorno” si contenderanno i posti alti senza averne i presupposti reali è ingeneroso e controproducente. I tifosi, il gruppo squadra, la società e la cittadinanza meritano verità, non promesse vaghe. Solo con chiarezza si evitano frustrazione e sconforto dopo ogni sconfitta pesante come quella di Cava: sapere dove si vuole andare, e come, dà serenità e compattezza.

Detto questo, la risposta non può essere rassegnazione. Serve lavorare, rimboccarsi le maniche e giocare con applicazione e orgoglio ogni partita che resta. L’obiettivo strategico è salvare la categoria con tranquillità: arrivare alla salvezza diretta o quantomeno giocarsi le chance ai playoff sarebbe un risultato significativo e realistico. Per raggiungerlo servono concentrazione, metodo, coesione di squadra e sostegno responsabile della tifoseria.

In conclusione: non si possono fare le nozze con i fichi secchi. La città, la società e la comunità tifosa non meritano illusioni vendute come programmi. Meritano onestà, lavoro quotidiano e un progetto credibile per consolidare il Potenza Calcio in Lega Pro. Solo così si potranno coltivare sogni futuri su basi solide, anziché nutrire false speranze che si trasformano in delusione. È il momento di guardare avanti con realismo e di lottare insieme per salvare e rinforzare il posto della nostra squadra nel calcio professionistico.

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La sconfitta di Cava de’ Tirreni contro la Cavese (0-3) è una botta difficile da digerire: netta, senza attenuanti, che lascia amarezza in campo e sugli spalti. Non commenterò qui la chiusura del rapporto con il direttore sportivo De Vito: volutamente lascio da parte quella vicenda. Ciò che invece va detto con chiarezza è un altro punto, cruciale per il presente e il futuro del nostro club.

È bello sognare e fantasticare: il tifoso lucano ha diritto alle ambizioni, alle speranze e alle immaginazioni più audaci. Ma lo sport, e il calcio in particolare, richiede anche realismo e onestà intellettuale. La priorità oggi deve essere chiara per tutti: mantenere il Potenza Calcio stabilmente in Lega Pro. Non è una parola di ripiego, è un obiettivo di grande valore: non capitava da decenni che la nostra città avesse una squadra in grado di restare con continuità in un campionato professionistico. Questo traguardo va difeso, tutelato e consolidato.

Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo alimentare illusioni: non esistono oggi le condizioni per dichiarare, come progetto concreto, di puntare alle posizioni di vertice della classifica. Far percepire alla piazza che “un giorno” si contenderanno i posti alti senza averne i presupposti reali è ingeneroso e controproducente. I tifosi, il gruppo squadra, la società e la cittadinanza meritano verità, non promesse vaghe. Solo con chiarezza si evitano frustrazione e sconforto dopo ogni sconfitta pesante come quella di Cava: sapere dove si vuole andare, e come, dà serenità e compattezza.

Detto questo, la risposta non può essere rassegnazione. Serve lavorare, rimboccarsi le maniche e giocare con applicazione e orgoglio ogni partita che resta. L’obiettivo strategico è salvare la categoria con tranquillità: arrivare alla salvezza diretta o quantomeno giocarsi le chance ai playoff sarebbe un risultato significativo e realistico. Per raggiungerlo servono concentrazione, metodo, coesione di squadra e sostegno responsabile della tifoseria.

In conclusione: non si possono fare le nozze con i fichi secchi. La città, la società e la comunità tifosa non meritano illusioni vendute come programmi. Meritano onestà, lavoro quotidiano e un progetto credibile per consolidare il Potenza Calcio in Lega Pro. Solo così si potranno coltivare sogni futuri su basi solide, anziché nutrire false speranze che si trasformano in delusione. È il momento di guardare avanti con realismo e di lottare insieme per salvare e rinforzare il posto della nostra squadra nel calcio professionistico.

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È bello sognare e fantasticare: il tifoso lucano ha diritto alle ambizioni, alle speranze e alle immaginazioni più audaci. Ma lo sport, e il calcio in particolare, richiede anche realismo e onestà intellettuale. La priorità oggi deve essere chiara per tutti: mantenere il Potenza Calcio stabilmente in Lega Pro. Non è una parola di ripiego, è un obiettivo di grande valore: non capitava da decenni che la nostra città avesse una squadra in grado di restare con continuità in un campionato professionistico. Questo traguardo va difeso, tutelato e consolidato.

Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo alimentare illusioni: non esistono oggi le condizioni per dichiarare, come progetto concreto, di puntare alle posizioni di vertice della classifica. Far percepire alla piazza che “un giorno” si contenderanno i posti alti senza averne i presupposti reali è ingeneroso e controproducente. I tifosi, il gruppo squadra, la società e la cittadinanza meritano verità, non promesse vaghe. Solo con chiarezza si evitano frustrazione e sconforto dopo ogni sconfitta pesante come quella di Cava: sapere dove si vuole andare, e come, dà serenità e compattezza.

Detto questo, la risposta non può essere rassegnazione. Serve lavorare, rimboccarsi le maniche e giocare con applicazione e orgoglio ogni partita che resta. L’obiettivo strategico è salvare la categoria con tranquillità: arrivare alla salvezza diretta o quantomeno giocarsi le chance ai playoff sarebbe un risultato significativo e realistico. Per raggiungerlo servono concentrazione, metodo, coesione di squadra e sostegno responsabile della tifoseria.

In conclusione: non si possono fare le nozze con i fichi secchi. La città, la società e la comunità tifosa non meritano illusioni vendute come programmi. Meritano onestà, lavoro quotidiano e un progetto credibile per consolidare il Potenza Calcio in Lega Pro. Solo così si potranno coltivare sogni futuri su basi solide, anziché nutrire false speranze che si trasformano in delusione. È il momento di guardare avanti con realismo e di lottare insieme per salvare e rinforzare il posto della nostra squadra nel calcio professionistico.

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