Block notes di Rocco Sabatella dopo Crotone-Potenza
B

E sono otto. Purtroppo non le giornate di risultati positivi di fila da parte del Potenza. Otto sono le sconfitte rimediate in campionato dalla squadra di De Giorgio nelle dodici partite giocate in trasferta dove sembra una chimera riuscire a invertire questa disastrosa tendenza che il Potenza non riesce a scrollarsi di dosso. Anche a Crotone è continuata questa maledizione che non è dipesa dalla forza e dal valore della squadra avversaria. La sconfitta di ieri in Calabria, come era successo anche a Cerignola, è da addebitare solo ed esclusivamente alla squadra di De Giorgio che, nonostante le feste di Natale siano finite da un bel po’, ha voluto omaggiare il Crotone con un prezioso regalo in cui sono stati impacchettate le due reti dei calabresi e i tre punti in palio.

Quello che fa più rabbia, rispetto a Cerignola dove qualche merito i padroni di casa hanno avuto e dove in parte hanno pesato anche le dieci assenze tra i lucani, è che il Potenza a Crotone ha dominato in lungo e in largo gli avversari nel primo tempo  e ha fallito almeno quattro/cinque grandi occasioni, la più clamorosa delle quali con D’Auria che non si capisce come non  sia riuscito a segnare, colpendo il palo, praticamente a porta vuota, per passare meritatamente in vantaggio. Ovviamente il possibile vantaggio degli uomini di De Giorgio avrebbe cambiato il corso della partita e l’avrebbe incanalato sui binari più favorevoli ai lucani. Che per esercitare la loro supremazia sulla squadra di Longo non hanno avuto bisogno di ritmi elevati che, invece, erano serviti per stroncare la Casertana. Facendo pensare, per quello che si è visto nei primi 41 minuti, che i ritmi più cadenzati potessero bastare per avere la meglio sul Crotone.

Ma l’imponderabile era dietro l’angolo ed è arrivato al minuto 42 con un uscita dal basso del Potenza molto difficoltosa che ha costretto Camigliano a forzare un passaggio intercettato in mezzo al campo da Gomez che ha lanciato Maggio verso la porta del Potenza. Il tiro ciabattato dell’esterno calabrese ha superato Cucchieti per l’insperato e inaspettato vantaggio del Crotone. Notevole il concorso di colpe tra i rossoblù nel favorire il gol di Maggio: di De Marco e degli altri centrocampisti rossoblù che non erano al posto giusto nel momento giusto per aiutare Camigliano nell’uscita, di Bachini poco reattivo a fare fallo su Maggio e di Adjapong poco pronto a tentare di mettere in fuorigioco l’autore del gol. Il vantaggio è stata una mazzata psicologica incredibile per il Potenza  dalla quale non si è ripreso nemmeno all’inizio di ripresa nel quale ha subito anche l’evitabile raddoppio di Di Pasquale tutto solo in area di colpire a volo un angolo da sinistra. C’era il tempo per fare una reazione ma in quel momento, a gara del tutto compromessa,  il Potenza ha pensato bene di andare con la testa alla partita di mercoledi con la Ternana e in pratica non ci ha messo il furore agonistico necessario per riaprire la partita.

CONSIDERAZIONI FINALI

Resta il grande rammarico per aver buttato alle ortiche un ottimo primo tempo disputato a Crotone e aver favorito con distrazioni non giustificabili, ancora una volta, il vantaggio degli avversari. Analizzando la partita di ieri salta evidente un’altra considerazione: Schimmenti deve giocare sempre dall’inizio e mai quando il risultato è compromesso e gli avversari si mettono a difendere tutti dietro la linea del pallone. Giustifichiamo la scelta di De Giorgio, fatta in ottica Ternana, di tenere Schimmenti in panchina, ma allo stesso tempo siamo convinti che Schimmenti, in campo dall’inizio sulla fascia destra dove il Crotone era privo di marcature perché Groppelli era costantemente nella metà campo del Potenza, avrebbe potuto spaccare la partita sia a livello personale che con preziosi assist per i compagni. Se è riuscito a sfruttare gli spazi  a destra Maisto che non ha le caratteristiche di Schimmenti essendo un centrocampista, figuriamoci che cosa sarebbe successo con il velocissimo siciliano in campo.

E chiaro che, dopo la gara di ritorno con la Ternana, ci sarà da fare, da parte di De Giorgio e del suo staff un’approfondita analisi sul cammino in trasferta del Potenza per trovare subito i rimedi per invertire la tendenza molto negativa nelle partite esterne. Per le quali sorge un interrogativo: come mai  la squadra di De Giorgio sia capace di offrire una super  prestazione a Terni, in una delle partite più importanti della stagione ma anche contro la Casertana e queste prestazioni,  condite di attenzione, concentrazione, riduzione degli errori a zero, fase di possesso e di non possesso quasi perfette per tutta la durata dei match, non sia stata ripetuta anche a Crotone? 

Passi per il periodo della vera emergenza cominciato alla fine del girone di andata e proseguito nell’inizio del girone di ritorno. Ma adesso la vera emergenza, ad eccezione del pacchetto offensivo dove non si può contare su Bruschi, Petrungaro e Mazzeo ma comunque quattro attaccanti in rosa ci sono, è finita finalmente. Per cui diamo un consiglio  a De Giorgio e facciamo un appello al Ds Di Bari. All’allenatore diciamo di finirla con le lamentele pubbliche sulle problematiche dell’organico perché involontariamente queste lamentele potrebbero ingenerare degli alibi alla squadra che va in campo. Mentre chiediamo a Di Bari di esaudire al più presto le giuste richieste di De Giorgio: ossia chiudere subito le operazioni in entrata per il difensore Kirwan e per un altro attaccante esterno. Perché dopo la coppa Italia ci sarà da pensare soprattutto al campionato per sistemare definitivamente un cammino che in trasferta sta riservando solo delusioni cocenti.  Ventinove punti in ventitre gare di campionato sono un bottino troppo magro per le potenzialità del Potenza.     

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E sono otto. Purtroppo non le giornate di risultati positivi di fila da parte del Potenza. Otto sono le sconfitte rimediate in campionato dalla squadra di De Giorgio nelle dodici partite giocate in trasferta dove sembra una chimera riuscire a invertire questa disastrosa tendenza che il Potenza non riesce a scrollarsi di dosso. Anche a Crotone è continuata questa maledizione che non è dipesa dalla forza e dal valore della squadra avversaria. La sconfitta di ieri in Calabria, come era successo anche a Cerignola, è da addebitare solo ed esclusivamente alla squadra di De Giorgio che, nonostante le feste di Natale siano finite da un bel po’, ha voluto omaggiare il Crotone con un prezioso regalo in cui sono stati impacchettate le due reti dei calabresi e i tre punti in palio.

Quello che fa più rabbia, rispetto a Cerignola dove qualche merito i padroni di casa hanno avuto e dove in parte hanno pesato anche le dieci assenze tra i lucani, è che il Potenza a Crotone ha dominato in lungo e in largo gli avversari nel primo tempo  e ha fallito almeno quattro/cinque grandi occasioni, la più clamorosa delle quali con D’Auria che non si capisce come non  sia riuscito a segnare, colpendo il palo, praticamente a porta vuota, per passare meritatamente in vantaggio. Ovviamente il possibile vantaggio degli uomini di De Giorgio avrebbe cambiato il corso della partita e l’avrebbe incanalato sui binari più favorevoli ai lucani. Che per esercitare la loro supremazia sulla squadra di Longo non hanno avuto bisogno di ritmi elevati che, invece, erano serviti per stroncare la Casertana. Facendo pensare, per quello che si è visto nei primi 41 minuti, che i ritmi più cadenzati potessero bastare per avere la meglio sul Crotone.

Ma l’imponderabile era dietro l’angolo ed è arrivato al minuto 42 con un uscita dal basso del Potenza molto difficoltosa che ha costretto Camigliano a forzare un passaggio intercettato in mezzo al campo da Gomez che ha lanciato Maggio verso la porta del Potenza. Il tiro ciabattato dell’esterno calabrese ha superato Cucchieti per l’insperato e inaspettato vantaggio del Crotone. Notevole il concorso di colpe tra i rossoblù nel favorire il gol di Maggio: di De Marco e degli altri centrocampisti rossoblù che non erano al posto giusto nel momento giusto per aiutare Camigliano nell’uscita, di Bachini poco reattivo a fare fallo su Maggio e di Adjapong poco pronto a tentare di mettere in fuorigioco l’autore del gol. Il vantaggio è stata una mazzata psicologica incredibile per il Potenza  dalla quale non si è ripreso nemmeno all’inizio di ripresa nel quale ha subito anche l’evitabile raddoppio di Di Pasquale tutto solo in area di colpire a volo un angolo da sinistra. C’era il tempo per fare una reazione ma in quel momento, a gara del tutto compromessa,  il Potenza ha pensato bene di andare con la testa alla partita di mercoledi con la Ternana e in pratica non ci ha messo il furore agonistico necessario per riaprire la partita.

CONSIDERAZIONI FINALI

Resta il grande rammarico per aver buttato alle ortiche un ottimo primo tempo disputato a Crotone e aver favorito con distrazioni non giustificabili, ancora una volta, il vantaggio degli avversari. Analizzando la partita di ieri salta evidente un’altra considerazione: Schimmenti deve giocare sempre dall’inizio e mai quando il risultato è compromesso e gli avversari si mettono a difendere tutti dietro la linea del pallone. Giustifichiamo la scelta di De Giorgio, fatta in ottica Ternana, di tenere Schimmenti in panchina, ma allo stesso tempo siamo convinti che Schimmenti, in campo dall’inizio sulla fascia destra dove il Crotone era privo di marcature perché Groppelli era costantemente nella metà campo del Potenza, avrebbe potuto spaccare la partita sia a livello personale che con preziosi assist per i compagni. Se è riuscito a sfruttare gli spazi  a destra Maisto che non ha le caratteristiche di Schimmenti essendo un centrocampista, figuriamoci che cosa sarebbe successo con il velocissimo siciliano in campo.

E chiaro che, dopo la gara di ritorno con la Ternana, ci sarà da fare, da parte di De Giorgio e del suo staff un’approfondita analisi sul cammino in trasferta del Potenza per trovare subito i rimedi per invertire la tendenza molto negativa nelle partite esterne. Per le quali sorge un interrogativo: come mai  la squadra di De Giorgio sia capace di offrire una super  prestazione a Terni, in una delle partite più importanti della stagione ma anche contro la Casertana e queste prestazioni,  condite di attenzione, concentrazione, riduzione degli errori a zero, fase di possesso e di non possesso quasi perfette per tutta la durata dei match, non sia stata ripetuta anche a Crotone? 

Passi per il periodo della vera emergenza cominciato alla fine del girone di andata e proseguito nell’inizio del girone di ritorno. Ma adesso la vera emergenza, ad eccezione del pacchetto offensivo dove non si può contare su Bruschi, Petrungaro e Mazzeo ma comunque quattro attaccanti in rosa ci sono, è finita finalmente. Per cui diamo un consiglio  a De Giorgio e facciamo un appello al Ds Di Bari. All’allenatore diciamo di finirla con le lamentele pubbliche sulle problematiche dell’organico perché involontariamente queste lamentele potrebbero ingenerare degli alibi alla squadra che va in campo. Mentre chiediamo a Di Bari di esaudire al più presto le giuste richieste di De Giorgio: ossia chiudere subito le operazioni in entrata per il difensore Kirwan e per un altro attaccante esterno. Perché dopo la coppa Italia ci sarà da pensare soprattutto al campionato per sistemare definitivamente un cammino che in trasferta sta riservando solo delusioni cocenti.  Ventinove punti in ventitre gare di campionato sono un bottino troppo magro per le potenzialità del Potenza.     

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Quello che fa più rabbia, rispetto a Cerignola dove qualche merito i padroni di casa hanno avuto e dove in parte hanno pesato anche le dieci assenze tra i lucani, è che il Potenza a Crotone ha dominato in lungo e in largo gli avversari nel primo tempo  e ha fallito almeno quattro/cinque grandi occasioni, la più clamorosa delle quali con D’Auria che non si capisce come non  sia riuscito a segnare, colpendo il palo, praticamente a porta vuota, per passare meritatamente in vantaggio. Ovviamente il possibile vantaggio degli uomini di De Giorgio avrebbe cambiato il corso della partita e l’avrebbe incanalato sui binari più favorevoli ai lucani. Che per esercitare la loro supremazia sulla squadra di Longo non hanno avuto bisogno di ritmi elevati che, invece, erano serviti per stroncare la Casertana. Facendo pensare, per quello che si è visto nei primi 41 minuti, che i ritmi più cadenzati potessero bastare per avere la meglio sul Crotone.

Ma l’imponderabile era dietro l’angolo ed è arrivato al minuto 42 con un uscita dal basso del Potenza molto difficoltosa che ha costretto Camigliano a forzare un passaggio intercettato in mezzo al campo da Gomez che ha lanciato Maggio verso la porta del Potenza. Il tiro ciabattato dell’esterno calabrese ha superato Cucchieti per l’insperato e inaspettato vantaggio del Crotone. Notevole il concorso di colpe tra i rossoblù nel favorire il gol di Maggio: di De Marco e degli altri centrocampisti rossoblù che non erano al posto giusto nel momento giusto per aiutare Camigliano nell’uscita, di Bachini poco reattivo a fare fallo su Maggio e di Adjapong poco pronto a tentare di mettere in fuorigioco l’autore del gol. Il vantaggio è stata una mazzata psicologica incredibile per il Potenza  dalla quale non si è ripreso nemmeno all’inizio di ripresa nel quale ha subito anche l’evitabile raddoppio di Di Pasquale tutto solo in area di colpire a volo un angolo da sinistra. C’era il tempo per fare una reazione ma in quel momento, a gara del tutto compromessa,  il Potenza ha pensato bene di andare con la testa alla partita di mercoledi con la Ternana e in pratica non ci ha messo il furore agonistico necessario per riaprire la partita.

CONSIDERAZIONI FINALI

Resta il grande rammarico per aver buttato alle ortiche un ottimo primo tempo disputato a Crotone e aver favorito con distrazioni non giustificabili, ancora una volta, il vantaggio degli avversari. Analizzando la partita di ieri salta evidente un’altra considerazione: Schimmenti deve giocare sempre dall’inizio e mai quando il risultato è compromesso e gli avversari si mettono a difendere tutti dietro la linea del pallone. Giustifichiamo la scelta di De Giorgio, fatta in ottica Ternana, di tenere Schimmenti in panchina, ma allo stesso tempo siamo convinti che Schimmenti, in campo dall’inizio sulla fascia destra dove il Crotone era privo di marcature perché Groppelli era costantemente nella metà campo del Potenza, avrebbe potuto spaccare la partita sia a livello personale che con preziosi assist per i compagni. Se è riuscito a sfruttare gli spazi  a destra Maisto che non ha le caratteristiche di Schimmenti essendo un centrocampista, figuriamoci che cosa sarebbe successo con il velocissimo siciliano in campo.

E chiaro che, dopo la gara di ritorno con la Ternana, ci sarà da fare, da parte di De Giorgio e del suo staff un’approfondita analisi sul cammino in trasferta del Potenza per trovare subito i rimedi per invertire la tendenza molto negativa nelle partite esterne. Per le quali sorge un interrogativo: come mai  la squadra di De Giorgio sia capace di offrire una super  prestazione a Terni, in una delle partite più importanti della stagione ma anche contro la Casertana e queste prestazioni,  condite di attenzione, concentrazione, riduzione degli errori a zero, fase di possesso e di non possesso quasi perfette per tutta la durata dei match, non sia stata ripetuta anche a Crotone? 

Passi per il periodo della vera emergenza cominciato alla fine del girone di andata e proseguito nell’inizio del girone di ritorno. Ma adesso la vera emergenza, ad eccezione del pacchetto offensivo dove non si può contare su Bruschi, Petrungaro e Mazzeo ma comunque quattro attaccanti in rosa ci sono, è finita finalmente. Per cui diamo un consiglio  a De Giorgio e facciamo un appello al Ds Di Bari. All’allenatore diciamo di finirla con le lamentele pubbliche sulle problematiche dell’organico perché involontariamente queste lamentele potrebbero ingenerare degli alibi alla squadra che va in campo. Mentre chiediamo a Di Bari di esaudire al più presto le giuste richieste di De Giorgio: ossia chiudere subito le operazioni in entrata per il difensore Kirwan e per un altro attaccante esterno. Perché dopo la coppa Italia ci sarà da pensare soprattutto al campionato per sistemare definitivamente un cammino che in trasferta sta riservando solo delusioni cocenti.  Ventinove punti in ventitre gare di campionato sono un bottino troppo magro per le potenzialità del Potenza.     

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