La pillola del giorno dopo Latina-Potenza di Alfonso Pecoraro
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E’ da qualche tempo che continuiamo a ripetere che è giunto il momento di essere concreti e pratici. Ed è accaduto a Latina. Non possiamo certo dispiacerci perché si è vinto al 90’ su calcio di rigore (che oltretutto era evidentissimo – per dire che nessuno ti ha regalato niente). Parliamoci chiaro: quante volte ci si augura di arrivare ai tre punti in questo modo? E quante volte gli esteti del calcio restano con un pugno di mosche in mano, dopo aver dominato in lungo e in largo con giocate spettacolari? Ma poi, non si dice sei bella quanto un gol su rigore al 90’?

E’ la Serie C, signori. Campionato nel quale ci stanno partite maschie, brutte da vedersi, ma nelle quali conta soprattutto ed essenzialmente esserci, lottare, non perdere. E se poi ti capita pure di trovare il guizzo alla fine e vincere, possibile mai che si debbano fare i processi? Non mi stupisco di aver letto anche cose stupide, eccessivamente pesanti ed esagerate.

Da cronista non posso non dire che, sì, nel primo tempo era come se il Potenza non fosse sceso in campo e avesse deciso di assistere impotente a quello che facevano gli avversari. De Giorgio si è assunto i suoi rischi e la sua credibilità togliendo di mezzo Felippe. Decisione che ha fatto storcere il naso a tutti, ma che è stata ampiamente motivata dall’allenatore. Poi, al tirar delle somme, è andata benissimo. Ma non possiamo certo sottacere che questa squadra del brasiliano, anche solo su una gamba, non può mai fare a meno.

E do un’altra chiave di lettura, rispetto al brutto primo tempo: tutto sommato è una nota di merito per il lavoro fatto dal tecnico fino ad oggi. Quando il Potenza decide coscientemente di metterla sul piano della lotta della bagarre, rinunciando a far circolare il pallone, a creare occasioni da rete, fa notizia. Il Potenza ci ha abituato ad altro. Eppure, alla fine, il risultato (che è la cosa che conta) ha arriso ugualmente ai rossoblù. Quante volte abbiamo chiesto al tecnico di fare qualcosa per blindare la difesa: ebbene, sono due gare che non si prendono gol, si sono fatti sei punti, sia pure non giocando un calcio spettacolare, e c’è ancora qualcuno che non è soddisfatto. Davvero, non so più che pensare.

Non concordo con il mister solo su una cosa detta: “questo è il risultato più importante della stagione”. A mio avviso, non è così, ma è quello che potrebbe aiutare ad arrivare al risultato più importante della stagione. Chiaramente mi riferisco alla Coppa Italia, che potrebbe consentire al Potenza di entrare da terzi nella fase nazionale dei playoff. A proposito, per il prossimo 1 aprile (stesso campo orribile, non adattissimo a giocare a pallone, stesso avversario), nella finale di ritorno, in quanti pagherebbero per fare una prestazione così e così, vincere 1-0 al 90’ su calcio di rigore e portarsi a casa il trofeo?

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E’ da qualche tempo che continuiamo a ripetere che è giunto il momento di essere concreti e pratici. Ed è accaduto a Latina. Non possiamo certo dispiacerci perché si è vinto al 90’ su calcio di rigore (che oltretutto era evidentissimo – per dire che nessuno ti ha regalato niente). Parliamoci chiaro: quante volte ci si augura di arrivare ai tre punti in questo modo? E quante volte gli esteti del calcio restano con un pugno di mosche in mano, dopo aver dominato in lungo e in largo con giocate spettacolari? Ma poi, non si dice sei bella quanto un gol su rigore al 90’?

E’ la Serie C, signori. Campionato nel quale ci stanno partite maschie, brutte da vedersi, ma nelle quali conta soprattutto ed essenzialmente esserci, lottare, non perdere. E se poi ti capita pure di trovare il guizzo alla fine e vincere, possibile mai che si debbano fare i processi? Non mi stupisco di aver letto anche cose stupide, eccessivamente pesanti ed esagerate.

Da cronista non posso non dire che, sì, nel primo tempo era come se il Potenza non fosse sceso in campo e avesse deciso di assistere impotente a quello che facevano gli avversari. De Giorgio si è assunto i suoi rischi e la sua credibilità togliendo di mezzo Felippe. Decisione che ha fatto storcere il naso a tutti, ma che è stata ampiamente motivata dall’allenatore. Poi, al tirar delle somme, è andata benissimo. Ma non possiamo certo sottacere che questa squadra del brasiliano, anche solo su una gamba, non può mai fare a meno.

E do un’altra chiave di lettura, rispetto al brutto primo tempo: tutto sommato è una nota di merito per il lavoro fatto dal tecnico fino ad oggi. Quando il Potenza decide coscientemente di metterla sul piano della lotta della bagarre, rinunciando a far circolare il pallone, a creare occasioni da rete, fa notizia. Il Potenza ci ha abituato ad altro. Eppure, alla fine, il risultato (che è la cosa che conta) ha arriso ugualmente ai rossoblù. Quante volte abbiamo chiesto al tecnico di fare qualcosa per blindare la difesa: ebbene, sono due gare che non si prendono gol, si sono fatti sei punti, sia pure non giocando un calcio spettacolare, e c’è ancora qualcuno che non è soddisfatto. Davvero, non so più che pensare.

Non concordo con il mister solo su una cosa detta: “questo è il risultato più importante della stagione”. A mio avviso, non è così, ma è quello che potrebbe aiutare ad arrivare al risultato più importante della stagione. Chiaramente mi riferisco alla Coppa Italia, che potrebbe consentire al Potenza di entrare da terzi nella fase nazionale dei playoff. A proposito, per il prossimo 1 aprile (stesso campo orribile, non adattissimo a giocare a pallone, stesso avversario), nella finale di ritorno, in quanti pagherebbero per fare una prestazione così e così, vincere 1-0 al 90’ su calcio di rigore e portarsi a casa il trofeo?

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E’ da qualche tempo che continuiamo a ripetere che è giunto il momento di essere concreti e pratici. Ed è accaduto a Latina. Non possiamo certo dispiacerci perché si è vinto al 90’ su calcio di rigore (che oltretutto era evidentissimo – per dire che nessuno ti ha regalato niente). Parliamoci chiaro: quante volte ci si augura di arrivare ai tre punti in questo modo? E quante volte gli esteti del calcio restano con un pugno di mosche in mano, dopo aver dominato in lungo e in largo con giocate spettacolari? Ma poi, non si dice sei bella quanto un gol su rigore al 90’?

E’ la Serie C, signori. Campionato nel quale ci stanno partite maschie, brutte da vedersi, ma nelle quali conta soprattutto ed essenzialmente esserci, lottare, non perdere. E se poi ti capita pure di trovare il guizzo alla fine e vincere, possibile mai che si debbano fare i processi? Non mi stupisco di aver letto anche cose stupide, eccessivamente pesanti ed esagerate.

Da cronista non posso non dire che, sì, nel primo tempo era come se il Potenza non fosse sceso in campo e avesse deciso di assistere impotente a quello che facevano gli avversari. De Giorgio si è assunto i suoi rischi e la sua credibilità togliendo di mezzo Felippe. Decisione che ha fatto storcere il naso a tutti, ma che è stata ampiamente motivata dall’allenatore. Poi, al tirar delle somme, è andata benissimo. Ma non possiamo certo sottacere che questa squadra del brasiliano, anche solo su una gamba, non può mai fare a meno.

E do un’altra chiave di lettura, rispetto al brutto primo tempo: tutto sommato è una nota di merito per il lavoro fatto dal tecnico fino ad oggi. Quando il Potenza decide coscientemente di metterla sul piano della lotta della bagarre, rinunciando a far circolare il pallone, a creare occasioni da rete, fa notizia. Il Potenza ci ha abituato ad altro. Eppure, alla fine, il risultato (che è la cosa che conta) ha arriso ugualmente ai rossoblù. Quante volte abbiamo chiesto al tecnico di fare qualcosa per blindare la difesa: ebbene, sono due gare che non si prendono gol, si sono fatti sei punti, sia pure non giocando un calcio spettacolare, e c’è ancora qualcuno che non è soddisfatto. Davvero, non so più che pensare.

Non concordo con il mister solo su una cosa detta: “questo è il risultato più importante della stagione”. A mio avviso, non è così, ma è quello che potrebbe aiutare ad arrivare al risultato più importante della stagione. Chiaramente mi riferisco alla Coppa Italia, che potrebbe consentire al Potenza di entrare da terzi nella fase nazionale dei playoff. A proposito, per il prossimo 1 aprile (stesso campo orribile, non adattissimo a giocare a pallone, stesso avversario), nella finale di ritorno, in quanti pagherebbero per fare una prestazione così e così, vincere 1-0 al 90’ su calcio di rigore e portarsi a casa il trofeo?

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