Block Notes di Rocco Sabatella dopo Potenza-Altamura
B

Il Potenza, con il franco e anche agevole successo contro l’Altamura, ha scacciato via tutte le streghe che  avevano offuscato il suo cammino dall’inizio del girone di ritorno e fino al match di martedi scorso contro l’Atalanta che ha segnato il ritorno dei rossoblù al risultato positivo in trasferta che mancava dal 6 dicembre dello scorso anno quando arrivò il pari con il Sorrento. L’ottimo pareggio di Caravaggio ha avuto un effetto propedeutico molto importante, sotto l’aspetto psicologico, nel preparare il match con l’Altamura. E l’ottima prestazione contro i pugliesi ha avuto l’effetto di eliminare del tutto le residue scorie di negatività nel gruppo di De Giorgio. Anche grazie al contributo, determinante,  del recupero di tutti i giocatori che sono stati alle prese con infortuni vari. Questa situazione di normalità, nel senso di disponibilità di tutti i giocatori con la sola eccezione di Ghisolfi, ha confermato quanto abbiamo già scritto recentemente. Ossia che il Potenza, uscito  rafforzato dal mercato di gennaio, è diventato sicuramente più competitivo e in grado di recitare un ruolo da protagonista nelle rimanenti undici partite di campionato della stagione regolare. Oltre ad aumentare anche le chances di successo nella finale di coppa Italia contro il Latina. Adesso ci aspettiamo la conferma dei progressi fatti registrare contro l’Altamura nella prossima gara esterna di sabato a Latina che sarà un rilevante  antipasto  anche per le altre due partite, sicuramente più importanti, che attendono  lucani e laziali.

Alla fine la vittoria contro i pugliesi si è dimostrata più agevole del previsto considerando di dover trovarsi di fronte  avversari pericolosi e capaci di cinque vittorie ed un pareggio nelle ultime sei partite. E’ vero che il rigore, confermato dopo la revisione all’Fvs,  realizzato da Felippe e la contestuale espulsione di Falasca per il fallo da ultimo uomo  su Schimmenti hanno spianato la strada al Potenza, ma è altrettanto evidente che gli uomini di De Giorgio già avevano create le premesse ad inizio gara per andare in vantaggio con azioni molto pericolose. Con il vantaggio e l’uomo in più  non c’è stata più partita perché il Potenza ha avuto il facile sopravvento sugli avversari e ha chiuso il match con la perla di D’Auria che ha superato il suo ex compagno Alastra con un bellissimo tiro a giro.

Di totale controllo la ripresa che ha vissuto il suo momento clou con la conclusione dai venticinque metri di Felippe che ha trovato l’incrocio dei pali e ha chiuso definitivamente le ostilità. Si è giocato solo in mezzo al campo e il Potenza non ha voluto affondare ancora i colpi anche per rispettare gli avversari e il grande rapporto, confermato con gli striscioni esposti ieri, tra le due tifoserie. Soddisfazione, oltre che per i tre punti, anche per l’ottavo clean sheet  casalingo che ha fermato la striscia delle partite con tanti gol al passivo. Cucchietti, solo due parate importanti, è stato ben protetto dai più esperti Kirwan, Loiacono e Camigliano che hanno conservato attenzione e concentrazione  per tutta la gara mentre Balzano si è distinto in un lavoro egregio di marcatura e anche di proiezioni efficaci sulla sua corsia. Il migliore in campo è stato Felippe, ben supportato da Siatounis e Maisto, che si è assunto un duplice compito: assicurare la regia del gioco e anche quello, non proprio usuale, di goleador principe della partita. In attacco stranamente abulico Selleri mai al centro del gioco offensivo mentre  D’Auria si è dimostrato molto attivo e ha avuto il merito di mettere in ghiaccio la gara con il suo bellissimo quinto gol stagionale. 

Non si può definire questa la migliore partita di Schimmenti che, comunque, ha propiziato con il suo strappo a centro area il rigore che ha permesso a Felippe di portare avanti il Potenza.  Poi ha forse voluto strafare dimenticandosi, stranamente per lui, che in campo c’erano anche i compagni. La gran parte della ripresa gestita con il controllo totale del pallone ha permesso di vedere in campo i giocatori reduci da infortuni come Erradi, Mazzeo e Petrungaro bisognosi di minutaggio per mettere benzina nelle gambe dopo le lunghe assenze.  Con un’altra settimana standard di allenamenti potranno essere in grado di assicurare un contributo molto più lungo in termini di presenza in campo che permetterà a De Giorgio di avere a disposizione le alternative di livello superiore a gara in corso. Compreso Murano che, pur disponibile, non è dovuto andare in campo perché la partita era già in ghiaccio e quindi potrà, con un’altra settimana a disposizione di lavoro, essere pronto per tornare titolare.      

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Il Potenza, con il franco e anche agevole successo contro l’Altamura, ha scacciato via tutte le streghe che  avevano offuscato il suo cammino dall’inizio del girone di ritorno e fino al match di martedi scorso contro l’Atalanta che ha segnato il ritorno dei rossoblù al risultato positivo in trasferta che mancava dal 6 dicembre dello scorso anno quando arrivò il pari con il Sorrento. L’ottimo pareggio di Caravaggio ha avuto un effetto propedeutico molto importante, sotto l’aspetto psicologico, nel preparare il match con l’Altamura. E l’ottima prestazione contro i pugliesi ha avuto l’effetto di eliminare del tutto le residue scorie di negatività nel gruppo di De Giorgio. Anche grazie al contributo, determinante,  del recupero di tutti i giocatori che sono stati alle prese con infortuni vari. Questa situazione di normalità, nel senso di disponibilità di tutti i giocatori con la sola eccezione di Ghisolfi, ha confermato quanto abbiamo già scritto recentemente. Ossia che il Potenza, uscito  rafforzato dal mercato di gennaio, è diventato sicuramente più competitivo e in grado di recitare un ruolo da protagonista nelle rimanenti undici partite di campionato della stagione regolare. Oltre ad aumentare anche le chances di successo nella finale di coppa Italia contro il Latina. Adesso ci aspettiamo la conferma dei progressi fatti registrare contro l’Altamura nella prossima gara esterna di sabato a Latina che sarà un rilevante  antipasto  anche per le altre due partite, sicuramente più importanti, che attendono  lucani e laziali.

Alla fine la vittoria contro i pugliesi si è dimostrata più agevole del previsto considerando di dover trovarsi di fronte  avversari pericolosi e capaci di cinque vittorie ed un pareggio nelle ultime sei partite. E’ vero che il rigore, confermato dopo la revisione all’Fvs,  realizzato da Felippe e la contestuale espulsione di Falasca per il fallo da ultimo uomo  su Schimmenti hanno spianato la strada al Potenza, ma è altrettanto evidente che gli uomini di De Giorgio già avevano create le premesse ad inizio gara per andare in vantaggio con azioni molto pericolose. Con il vantaggio e l’uomo in più  non c’è stata più partita perché il Potenza ha avuto il facile sopravvento sugli avversari e ha chiuso il match con la perla di D’Auria che ha superato il suo ex compagno Alastra con un bellissimo tiro a giro.

Di totale controllo la ripresa che ha vissuto il suo momento clou con la conclusione dai venticinque metri di Felippe che ha trovato l’incrocio dei pali e ha chiuso definitivamente le ostilità. Si è giocato solo in mezzo al campo e il Potenza non ha voluto affondare ancora i colpi anche per rispettare gli avversari e il grande rapporto, confermato con gli striscioni esposti ieri, tra le due tifoserie. Soddisfazione, oltre che per i tre punti, anche per l’ottavo clean sheet  casalingo che ha fermato la striscia delle partite con tanti gol al passivo. Cucchietti, solo due parate importanti, è stato ben protetto dai più esperti Kirwan, Loiacono e Camigliano che hanno conservato attenzione e concentrazione  per tutta la gara mentre Balzano si è distinto in un lavoro egregio di marcatura e anche di proiezioni efficaci sulla sua corsia. Il migliore in campo è stato Felippe, ben supportato da Siatounis e Maisto, che si è assunto un duplice compito: assicurare la regia del gioco e anche quello, non proprio usuale, di goleador principe della partita. In attacco stranamente abulico Selleri mai al centro del gioco offensivo mentre  D’Auria si è dimostrato molto attivo e ha avuto il merito di mettere in ghiaccio la gara con il suo bellissimo quinto gol stagionale. 

Non si può definire questa la migliore partita di Schimmenti che, comunque, ha propiziato con il suo strappo a centro area il rigore che ha permesso a Felippe di portare avanti il Potenza.  Poi ha forse voluto strafare dimenticandosi, stranamente per lui, che in campo c’erano anche i compagni. La gran parte della ripresa gestita con il controllo totale del pallone ha permesso di vedere in campo i giocatori reduci da infortuni come Erradi, Mazzeo e Petrungaro bisognosi di minutaggio per mettere benzina nelle gambe dopo le lunghe assenze.  Con un’altra settimana standard di allenamenti potranno essere in grado di assicurare un contributo molto più lungo in termini di presenza in campo che permetterà a De Giorgio di avere a disposizione le alternative di livello superiore a gara in corso. Compreso Murano che, pur disponibile, non è dovuto andare in campo perché la partita era già in ghiaccio e quindi potrà, con un’altra settimana a disposizione di lavoro, essere pronto per tornare titolare.      

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Alla fine la vittoria contro i pugliesi si è dimostrata più agevole del previsto considerando di dover trovarsi di fronte  avversari pericolosi e capaci di cinque vittorie ed un pareggio nelle ultime sei partite. E’ vero che il rigore, confermato dopo la revisione all’Fvs,  realizzato da Felippe e la contestuale espulsione di Falasca per il fallo da ultimo uomo  su Schimmenti hanno spianato la strada al Potenza, ma è altrettanto evidente che gli uomini di De Giorgio già avevano create le premesse ad inizio gara per andare in vantaggio con azioni molto pericolose. Con il vantaggio e l’uomo in più  non c’è stata più partita perché il Potenza ha avuto il facile sopravvento sugli avversari e ha chiuso il match con la perla di D’Auria che ha superato il suo ex compagno Alastra con un bellissimo tiro a giro.

Di totale controllo la ripresa che ha vissuto il suo momento clou con la conclusione dai venticinque metri di Felippe che ha trovato l’incrocio dei pali e ha chiuso definitivamente le ostilità. Si è giocato solo in mezzo al campo e il Potenza non ha voluto affondare ancora i colpi anche per rispettare gli avversari e il grande rapporto, confermato con gli striscioni esposti ieri, tra le due tifoserie. Soddisfazione, oltre che per i tre punti, anche per l’ottavo clean sheet  casalingo che ha fermato la striscia delle partite con tanti gol al passivo. Cucchietti, solo due parate importanti, è stato ben protetto dai più esperti Kirwan, Loiacono e Camigliano che hanno conservato attenzione e concentrazione  per tutta la gara mentre Balzano si è distinto in un lavoro egregio di marcatura e anche di proiezioni efficaci sulla sua corsia. Il migliore in campo è stato Felippe, ben supportato da Siatounis e Maisto, che si è assunto un duplice compito: assicurare la regia del gioco e anche quello, non proprio usuale, di goleador principe della partita. In attacco stranamente abulico Selleri mai al centro del gioco offensivo mentre  D’Auria si è dimostrato molto attivo e ha avuto il merito di mettere in ghiaccio la gara con il suo bellissimo quinto gol stagionale. 

Non si può definire questa la migliore partita di Schimmenti che, comunque, ha propiziato con il suo strappo a centro area il rigore che ha permesso a Felippe di portare avanti il Potenza.  Poi ha forse voluto strafare dimenticandosi, stranamente per lui, che in campo c’erano anche i compagni. La gran parte della ripresa gestita con il controllo totale del pallone ha permesso di vedere in campo i giocatori reduci da infortuni come Erradi, Mazzeo e Petrungaro bisognosi di minutaggio per mettere benzina nelle gambe dopo le lunghe assenze.  Con un’altra settimana standard di allenamenti potranno essere in grado di assicurare un contributo molto più lungo in termini di presenza in campo che permetterà a De Giorgio di avere a disposizione le alternative di livello superiore a gara in corso. Compreso Murano che, pur disponibile, non è dovuto andare in campo perché la partita era già in ghiaccio e quindi potrà, con un’altra settimana a disposizione di lavoro, essere pronto per tornare titolare.      

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