Spunti rossoblù di Fabio Ferrara
S

Il prato del Viviani è tornato a vibrare, e il boato che si è alzato dopo il fischio finale di questo esordio in Lega Pro è stato qualcosa di più di una semplice celebrazione: è stato un manifesto d’intenti. Quel 4-1 rifilato al Casarano non è solo un numero sul tabellino, è la firma indelebile di un Potenza che non ha intenzione di recitare un ruolo da comparsa.

Siamo partiti col passo giusto, e in questo momento di gioia, il richiamo per noi tifosi è chiaro: dobbiamo essere uniti in un abbraccio di fiducia, realismo e smisurato orgoglio. Essere onorati. Sì, dobbiamo sentirci profondamente onorati di poter ancora una volta difendere quella dignità calcistica che, nel corso del tempo, si è fatta roccia contro le intemperie della storia. Una dignità che ci permette di guardare al calcio professionistico non come un ospite di passaggio, ma come casa nostra.

La nostra forma mentis deve essere questa: un’ambizione nobile, fatta di piedi per terra ma cuore rivolto verso l’alto. L’orizzonte immediato è limpido: raggiungere quella salvezza che sa di ossigeno puro, quel porto sicuro che ci permetterebbe, finalmente, di osservare il prosieguo del campionato con la serenità dei forti, liberando le ali della mente per accarezzare, in fondo al cuore, quel sogno segreto che ogni tifoso custodisce gelosamente.

Ma il tempo delle celebrazioni è già alle spalle, perché il calendario non concede soste. Ora lo sguardo si sposta, vola verso la Calabria, verso la prossima battaglia a Cosenza. È una trasferta che ci chiama, che mette alla prova la nostra tempra. La fiducia che abbiamo costruito in questo debutto travolgente deve diventare benzina per il motore della squadra. Andiamo a Cosenza con la consapevolezza di chi sa chi è, di chi porta con sé il peso e la gloria di una maglia che non si arrende mai.

Ci aspettano novanta minuti di fuoco, ma il Potenza che abbiamo visto domenica ha dimostrato di non aver paura del destino. Siamo pronti. Siamo orgogliosi. Siamo carichi.

Che sia solo l’inizio di un cammino indimenticabile.

Sempre e comunque, Forza Potenza!

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Il prato del Viviani è tornato a vibrare, e il boato che si è alzato dopo il fischio finale di questo esordio in Lega Pro è stato qualcosa di più di una semplice celebrazione: è stato un manifesto d’intenti. Quel 4-1 rifilato al Casarano non è solo un numero sul tabellino, è la firma indelebile di un Potenza che non ha intenzione di recitare un ruolo da comparsa.

Siamo partiti col passo giusto, e in questo momento di gioia, il richiamo per noi tifosi è chiaro: dobbiamo essere uniti in un abbraccio di fiducia, realismo e smisurato orgoglio. Essere onorati. Sì, dobbiamo sentirci profondamente onorati di poter ancora una volta difendere quella dignità calcistica che, nel corso del tempo, si è fatta roccia contro le intemperie della storia. Una dignità che ci permette di guardare al calcio professionistico non come un ospite di passaggio, ma come casa nostra.

La nostra forma mentis deve essere questa: un’ambizione nobile, fatta di piedi per terra ma cuore rivolto verso l’alto. L’orizzonte immediato è limpido: raggiungere quella salvezza che sa di ossigeno puro, quel porto sicuro che ci permetterebbe, finalmente, di osservare il prosieguo del campionato con la serenità dei forti, liberando le ali della mente per accarezzare, in fondo al cuore, quel sogno segreto che ogni tifoso custodisce gelosamente.

Ma il tempo delle celebrazioni è già alle spalle, perché il calendario non concede soste. Ora lo sguardo si sposta, vola verso la Calabria, verso la prossima battaglia a Cosenza. È una trasferta che ci chiama, che mette alla prova la nostra tempra. La fiducia che abbiamo costruito in questo debutto travolgente deve diventare benzina per il motore della squadra. Andiamo a Cosenza con la consapevolezza di chi sa chi è, di chi porta con sé il peso e la gloria di una maglia che non si arrende mai.

Ci aspettano novanta minuti di fuoco, ma il Potenza che abbiamo visto domenica ha dimostrato di non aver paura del destino. Siamo pronti. Siamo orgogliosi. Siamo carichi.

Che sia solo l’inizio di un cammino indimenticabile.

Sempre e comunque, Forza Potenza!

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Siamo partiti col passo giusto, e in questo momento di gioia, il richiamo per noi tifosi è chiaro: dobbiamo essere uniti in un abbraccio di fiducia, realismo e smisurato orgoglio. Essere onorati. Sì, dobbiamo sentirci profondamente onorati di poter ancora una volta difendere quella dignità calcistica che, nel corso del tempo, si è fatta roccia contro le intemperie della storia. Una dignità che ci permette di guardare al calcio professionistico non come un ospite di passaggio, ma come casa nostra.

La nostra forma mentis deve essere questa: un’ambizione nobile, fatta di piedi per terra ma cuore rivolto verso l’alto. L’orizzonte immediato è limpido: raggiungere quella salvezza che sa di ossigeno puro, quel porto sicuro che ci permetterebbe, finalmente, di osservare il prosieguo del campionato con la serenità dei forti, liberando le ali della mente per accarezzare, in fondo al cuore, quel sogno segreto che ogni tifoso custodisce gelosamente.

Ma il tempo delle celebrazioni è già alle spalle, perché il calendario non concede soste. Ora lo sguardo si sposta, vola verso la Calabria, verso la prossima battaglia a Cosenza. È una trasferta che ci chiama, che mette alla prova la nostra tempra. La fiducia che abbiamo costruito in questo debutto travolgente deve diventare benzina per il motore della squadra. Andiamo a Cosenza con la consapevolezza di chi sa chi è, di chi porta con sé il peso e la gloria di una maglia che non si arrende mai.

Ci aspettano novanta minuti di fuoco, ma il Potenza che abbiamo visto domenica ha dimostrato di non aver paura del destino. Siamo pronti. Siamo orgogliosi. Siamo carichi.

Che sia solo l’inizio di un cammino indimenticabile.

Sempre e comunque, Forza Potenza!

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