La pillola del giorno dopo Potenza-Catania di Alfonso Pecoraro
L

Il Potenza è riuscito a superare un’altra prova: vincere una partita sporca. Fino a ieri era stato sempre dominante sugli avversari. Contro il Catania anche ma con quale legittima sofferenza in più, a dimostrazione e conferma del fatto che quella siciliana è squadra molto competitiva. Quanto appena detto non vuol dire che i tremendi ragazzi di Tisci non abbiano meritato i tre punti. Anzi, è proprio l’esatto contrario. La partita fin dall’avvio è stata chiara: al punto da dire che l’1-0 con il quale si è chiuso il primo tempo è stretto.

Una cosa, sui primi 45’, mi fa rabbia: quella macchia sul gol annullato a Cicerelli. Sacrosanto confermare la decisione del campo perché immagini chiare non ce ne sono. Qualcuno ha visibilmente modificato i video che circolano in rete, quelle più attendibili dicono  che il catanese sembra in gioco (c’era Russo a tenerlo dentro), ma non si vede quando parte il pallone. E’ l’unica cosa giusta che ha detto il tecnico Longo: “così il Fvs non serve”. Per il resto ho sentito dirgli che il Catania ha avuto le stesse occasioni del Potenza e che il pareggio sarebbe stato risultato giusto. Dai, per favore. Per questo dico che quella rete annullata resta una macchia su una vittoria ineccepibile. Gliel’avessero concessa, il Potenza avrebbe vinto lo stesso. Il migliore dei siciliani è stato il portiere: o dobbiamo negare anche questo?

Guardiamo avanti: Longo dice che a marzo, quando torneremo ad affrontarci, sarà sempre una partita da vertice. Intanto è a -9 e con la prospettiva dei punti di penalizzazione da scontare che non rende il futuro roseo per gli etnei. Poi si vedrà.

Parlo tanto del Catania solo ed esclusivamente perché sono sicuro che è tra le più forti, se non la più forte. Ma in questo gruppo c’è anche il Potenza, che ormai, proprio per i numeri prodotti, per la qualità del gioco, per l’entusiasmo che c’è, per la freschezza atletica, non può più essere considerata lì per caso. Ed allora dopo 10 giornate non c’è più bisogno di dimostrare niente a nessuno. Continuiamo a viverci questa goduria.

Reggeremo? Si chiedono tutti. Intanto cominciassero a interrogarsi su quanto loro ne sanno dei sogni. A Potenza siamo impegnati a farlo e a convincerci che “quelli son miei, non li vendo”.

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Il Potenza è riuscito a superare un’altra prova: vincere una partita sporca. Fino a ieri era stato sempre dominante sugli avversari. Contro il Catania anche ma con quale legittima sofferenza in più, a dimostrazione e conferma del fatto che quella siciliana è squadra molto competitiva. Quanto appena detto non vuol dire che i tremendi ragazzi di Tisci non abbiano meritato i tre punti. Anzi, è proprio l’esatto contrario. La partita fin dall’avvio è stata chiara: al punto da dire che l’1-0 con il quale si è chiuso il primo tempo è stretto.

Una cosa, sui primi 45’, mi fa rabbia: quella macchia sul gol annullato a Cicerelli. Sacrosanto confermare la decisione del campo perché immagini chiare non ce ne sono. Qualcuno ha visibilmente modificato i video che circolano in rete, quelle più attendibili dicono  che il catanese sembra in gioco (c’era Russo a tenerlo dentro), ma non si vede quando parte il pallone. E’ l’unica cosa giusta che ha detto il tecnico Longo: “così il Fvs non serve”. Per il resto ho sentito dirgli che il Catania ha avuto le stesse occasioni del Potenza e che il pareggio sarebbe stato risultato giusto. Dai, per favore. Per questo dico che quella rete annullata resta una macchia su una vittoria ineccepibile. Gliel’avessero concessa, il Potenza avrebbe vinto lo stesso. Il migliore dei siciliani è stato il portiere: o dobbiamo negare anche questo?

Guardiamo avanti: Longo dice che a marzo, quando torneremo ad affrontarci, sarà sempre una partita da vertice. Intanto è a -9 e con la prospettiva dei punti di penalizzazione da scontare che non rende il futuro roseo per gli etnei. Poi si vedrà.

Parlo tanto del Catania solo ed esclusivamente perché sono sicuro che è tra le più forti, se non la più forte. Ma in questo gruppo c’è anche il Potenza, che ormai, proprio per i numeri prodotti, per la qualità del gioco, per l’entusiasmo che c’è, per la freschezza atletica, non può più essere considerata lì per caso. Ed allora dopo 10 giornate non c’è più bisogno di dimostrare niente a nessuno. Continuiamo a viverci questa goduria.

Reggeremo? Si chiedono tutti. Intanto cominciassero a interrogarsi su quanto loro ne sanno dei sogni. A Potenza siamo impegnati a farlo e a convincerci che “quelli son miei, non li vendo”.

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Il Potenza è riuscito a superare un’altra prova: vincere una partita sporca. Fino a ieri era stato sempre dominante sugli avversari. Contro il Catania anche ma con quale legittima sofferenza in più, a dimostrazione e conferma del fatto che quella siciliana è squadra molto competitiva. Quanto appena detto non vuol dire che i tremendi ragazzi di Tisci non abbiano meritato i tre punti. Anzi, è proprio l’esatto contrario. La partita fin dall’avvio è stata chiara: al punto da dire che l’1-0 con il quale si è chiuso il primo tempo è stretto.

Una cosa, sui primi 45’, mi fa rabbia: quella macchia sul gol annullato a Cicerelli. Sacrosanto confermare la decisione del campo perché immagini chiare non ce ne sono. Qualcuno ha visibilmente modificato i video che circolano in rete, quelle più attendibili dicono  che il catanese sembra in gioco (c’era Russo a tenerlo dentro), ma non si vede quando parte il pallone. E’ l’unica cosa giusta che ha detto il tecnico Longo: “così il Fvs non serve”. Per il resto ho sentito dirgli che il Catania ha avuto le stesse occasioni del Potenza e che il pareggio sarebbe stato risultato giusto. Dai, per favore. Per questo dico che quella rete annullata resta una macchia su una vittoria ineccepibile. Gliel’avessero concessa, il Potenza avrebbe vinto lo stesso. Il migliore dei siciliani è stato il portiere: o dobbiamo negare anche questo?

Guardiamo avanti: Longo dice che a marzo, quando torneremo ad affrontarci, sarà sempre una partita da vertice. Intanto è a -9 e con la prospettiva dei punti di penalizzazione da scontare che non rende il futuro roseo per gli etnei. Poi si vedrà.

Parlo tanto del Catania solo ed esclusivamente perché sono sicuro che è tra le più forti, se non la più forte. Ma in questo gruppo c’è anche il Potenza, che ormai, proprio per i numeri prodotti, per la qualità del gioco, per l’entusiasmo che c’è, per la freschezza atletica, non può più essere considerata lì per caso. Ed allora dopo 10 giornate non c’è più bisogno di dimostrare niente a nessuno. Continuiamo a viverci questa goduria.

Reggeremo? Si chiedono tutti. Intanto cominciassero a interrogarsi su quanto loro ne sanno dei sogni. A Potenza siamo impegnati a farlo e a convincerci che “quelli son miei, non li vendo”.

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