Continua il momento negativo del Potenza, sia per i risultati che per le prestazioni, che nelle ultime nove giornate, su 27 punti in palio, ne ha conquistati la miseria di soli sette frutto di 4 pari, un successo e quattro sconfitte. La squadra di De Giorgio non è riuscita a superare nemmeno il fanalino di coda Siracusa pur essendo andata due volte in vantaggio. Nessuno vuole negare che il pareggio dei siciliani arrivato alla fine di un lunghissimo recupero durato ben quattordici minuti vada ascritto alla disastrosa direzione di gara del signor Viapiana di Catanzaro che nella ripresa ha perso il controllo della partita e ha chiuso la sua infelice giornata regalando un rigore molto dubbio al Siracusa per un ipotetico fallo di Camigliano ai danni di un avversario.
Tra l’altro rigore rimasto dubbio anche dopo la revisione all’ Fvs chiesta dal Potenza visto che, in assenza di immagini chiare che potessero fare chiarezza su quanto accaduto in area di rigore, il signor Viapiana ha pensato bene che non era il caso di contraddirsi palesemente e ha confermato, dopo la revisione, la sua decisione presa sul campo. Anche sul primo pareggio del Siracusa protagonista in negativo l’arbitro per non aver fischiato un evidente fallo ai danni di Castorani nell’area rossoblù e accordato l’angolo dalla cui prosecuzione è arrivato il pari di Arditi. Al danno del pareggio del Siracusa con il rigore trasformato da Contini si è aggiunta la beffa delle decisioni prese dal direttore di gara che ha espulso nel primo tempo Selleri per doppio giallo, il primo dei quali assolutamente inspiegabile e nella ripresa Rocchetti e De Giorgio dalla panchina. In più il cartellino giallo sventolato a Siatounis porterà alla squalifica del greco che era diffidato. Di conseguenza nella partita di martedi prossimo contro l’Atalanta il Potenza sarà decimato e privo di altri tre titolari rendendo ancora il compito a De Giorgio, per la prima volta da allenatore squalificato, più problematico nel riuscire a schierare una formazione competitiva.
Con altrettanta onestà intellettuale, dopo aver messo in risalto la pessima prova dell’arbitro che ha in pratica indirizzato la partita verso il pareggio dei siciliani e che ha fatto intervenire in conferenza stampa l’amministratore delegato Nicola Macchia, non possiamo non rimarcare che il Potenza non ha fatto una prestazione da ricordare. E che si va a sommare alle altre precedenti allo stesso modo deludenti. Perché è vero che in inferiorità numerica non era facile tenere bene il campo, ma anche quando nei quaranta minuti le squadre erano in parità numerica il Potenza ha trovato molte difficoltà a fare gioco offensivo che è il fiore all’occhiello della formazione di De Giorgio. Cambiare il modo di giocare con palla a terra affidandosi a tanti lanci lunghi come mai si era visto in precedenza solo perché questo, secondo De Giorgio, era l’unico modo di aggirare gli avversari siciliani, ha snaturato lo sviluppo del gioco lineare ed efficace per linee laterali e centrali e ci è sembrato esagerato come esaltare le doti della formazione di Turati che rimane, come la classifica recita, una delle peggiori del raggruppamento meridionale e in odore di retrocessione, è apparso alquanto bizzarro e stupefacente.
Il risultato è stato che il Potenza nel primo tempo ha creato una sola occasione vera con Schimmenti e nulla più. E il concetto espresso in precedenza sul non eccelso valore del Siracusa ha trovato conferma nella ripresa quando, pur in inferiorità numerica, il Potenza ha cambiato atteggiamento ed è stato più propositivo fino araggiungere due vantaggi vanificati il primo dallo sciagurato errore di Adjapong che ha liberato la sua area nella maniera peggiore servendo sulla destra un avversario che è stato pronto a fare il cross per il colpo di testa vincente di Arditi e quello definitivo dall’errore del direttore di gara. E sull’errore di Adjapong peraltro poco attento e concentrato in generale, si innesta un doppio errore, a nostro giudizio e non solo, di De Giorgio, sul mancato utilizzo del difensore Nico Kirwan arrivato martedi scorso a Potenza e in una condizione di forma smagliante sia sul piano fisico che tecnico. Sbagliatissimo non farlo giocare dall’inizio a favore di Adjapong che ha fatto solo il compitino e non ha mai accompagnato l’azione di Schimmenti sulla destra con le sovrapposizioni.
Cosa che avrebbe fatto alla grandissima Kirwan che ha la capacità elevata di marcature molto aggressive e attente e che una volta conquistata palla ribalta l’azione e si fionda in avanti sulla corsia laterale. Oltre che essere un pericolo per gli avversari sulle palle inattive nell’area avversaria. Il secondo errore è arrivato al minuto 72 quando Loiacono è rimasto a terra e De Giorgio ha chiamato Kirwan per entrare. Anche in considerazione del fatto che Adjapong fosse affaticato e con i crampi. Ma Loiacono si è ripreso ed è rimasto in campo e Kirwan, purtroppo, è tornato a riscaldarsi. Poi Kirwan è entrato ma al novantesimo. Il neozelandese arrivato dal Trapani è, insieme a Murano, il miglior acquisto fatto dal Potenza. E’ uno dei migliori esterni bassi di tutta la serie C come certifica la sua carriera e doveva essere buttato subito nella mischia per una semplice ragione: non ha bisogno o ha bisogno relativamente di capire gli schemi difensivi perché un giocatore di questa elevata qualità sa quello che deve fare in campo e gli sarebbero bastati i cinque giorni di allenamento fatti da quando è arrivato per andare in campo subito e fare la differenza.
Perché questa è la caratteristica migliore dei giocatori di qualità superiore. Come è successo a Murano che, con pochi giorni di allenamento con il Potenza, è andato in campo a Terni e ha regalato la vittoria al Potenza. Del resto Kirwan è stato ingaggiato dal Potenza per una esigenza prioritaria: insieme a Loiacono e alla conferma di Camigliano deve rendere più affidale un pacchetto arretrato che continua imperterrito a prendere gol. Quindi, ripetiamo ancora, andava utilizzato subito senza aspettare inutilmente che fosse inserito negli schemi difensivi. Il Potenza, con i chiari di luna visti a livello difensivo anche con il Siracusa, non doveva indugiare a mandarlo in campo. Solo quando si può contare su reparti molto affidabili, si può inserire gradualmente un giocatore negli schemi. Non è il caso della difesa del Potenza che necessitava dell’inserimento di Kirwan con somma urgenza.
La società ha fatto investimenti economici importanti per risolvere i problemi difensivi e sicuramente è rimasta sorpresa nel non vedere in campo contro il Siracusa Kirwan. Un altro aspetto negativo riguarda la posizione di De Marco come attaccante esterno. Esperimento, come quello di Maisto a Picerno a destra, fallito e non per colpa dei giocatori. Nella situazione di emergenza in cui si trovava De Giorgio nel pacchetto offensivo non avendo altri attaccanti esterni da utilizzare, si sarebbe potuto ovviare anche con disposizioni tattiche diverse dal 4/3/3. Come si diceva in precedenza la disastrosa direzione di gara di Viapiana ha costretto l’amministratore delegato Nicola Macchia ad intervenire in sala stampa per annunciare che ci sarà anche questa volta un esposto della società al designatore arbitrale per chiedere rispetto, arbitraggi all’altezza di un campionato professionistico importante come la C.





