martedì 21 Luglio 2026

Block notes di Rocco Sabatella dopo Potenza-Ascoli
B

Lo zero a zero finale tra il Potenza e l’Ascoli lascia ancora aperto il discorso qualificazione. E’ vero che i marchigiani hanno dalla loro il vantaggio di poter contare su due risultati su tre per arrivare alle semifinali, ma è altrettanto vero che nella partita di ritorno di mercoledi prossimo la pressione sarà tutta sulle spalle della squadra allenata dall’ex del Picerno Tomei.

Il Potenza, di conseguenza, avrà la possibilità di entrare in campo sapendo di non avere nulla da perdere e potrà puntare a fare l’impresa. Perché, diciamolo subito, bisognerà fare un’impresa titanica per soffiare all’Ascoli la qualificazione nel suo stadio e contro una formazione che anche al Viviani ha messo in mostra tutte le sue qualità indiscusse e che ne fanno la favorita principale per l’arrivo in serie B.

LA PARTITA DEL VIVIANI

Non abbiamo la certezza che la squadra di De Giorgio avrebbe potuto fare qualcosa di più sul proprio campo per conquistare un successo, anche di stretta misura, che avrebbe potuto mettere il Potenza in una condizione mentale più favorevole per la gara di ritorno.  Lo abbiamo chiesto al tecnico De Giorgio che ha risposto che la sua squadra ha avuto due momenti nella partita nei quali ha fatto i tentativi più importanti per superare l’attentissima disposizione difensiva dell’Ascoli.

Nella seconda parte del primo tempo quando sembrava che l’Ascoli fosse in leggera difficoltà fisica e poi all’inizio della ripresa quando forse lo stesso De Giorgio si aspettava dalla sua squadra una fase offensiva più insistita e intensa e più coraggio per cercare di sorprendere i marchigiani. Passato quel periodo, complice anche la stanchezza per gli impegni ravvicinati, il Potenza ha dovuto fare e anche bene gli straordinari nella fase difensiva per frenare l’impeto degli avversari e la loro volontà di arrivare alla vittoria. Alla quale sono andati vicinissimi con l’occasione del calcio di rigore, arrivato più per l’intervento scriteriato di Riggio in area ai danni di Gori che per un’azione davvero pericolosa costruita dalla formazione ospite. Per fortuna dei lucani Gori ha mandato il pallone sul palo esterno. Dopo il rigore il Potenza ha stretto ancora di più le maglie difensive e non ha concesso nulla ai tentativi dell’Ascoli portando a casa un pareggio prezioso che lascia ai lucani ancora la chances di  poter fare l’impresa mercoledi prossimo in cui bisognerà dare veramente tutto buttando il cuore oltre l’ostacolo.

Non è stato e non poteva essere un match spettacolare per l’alta posta in palio per tutte e due le squadre. Si è trattato di una gara prettamente tattica in cui ogni squadra si è preoccupata più di limitare l’avversario piuttosto che fare tutti gli sforzi per ottenere il successo. La lotta nella zona nevralgica del campo non ha visto vincitori e vinti perché i centrocampisti rossoblù e in particolare Felippe sono stati limitati molto bene dagli omologhi avversari, basti pensare che Rizzo Pinna marcava a uomo il brasiliano e di conseguenza si è pensato più a conservare il possesso palla con passaggi orizzontali insistiti piuttosto che verticalizzare subito il gioco. Si spiega in questo modo come gli attaccanti del Potenza abbiano avuto pochi rifornimenti per fare davvero male al pacchetto arretrato dell’Ascoli.   

E quindi è stato un pareggio giusto, con pochissime opportunità offensive vere sui due fronti che ovviamente lascia un po’ di rammarico ai marchigiani per il rigore sbagliato che sarebbe stato forse decisivo per tornare a casa con la vittoria. Anche nel duello tra i due allenatori De Giorgio e Tomei si può parlare di un risultato di parità sul piano tattico perché l’obiettivo di frenare gli avversari e di rischiare poco o niente nella fase di non possesso ha dato i risultati sperati. Anche i cambi operati dai due allenatori non hanno prodotto, come si poteva sperare, nessun miglioramento nell’aggiungere qualcosa di diverso per aumentare la spinta offensiva. Hanno destato un po’ di stupore le scelte di formazione iniziale di De Giorgio, in particolare di preferire Adjapong e Erradi al posto di Kirwan e Castorani che contro il Campobasso erano stati tra i migliori. Il difensore esterno, ex dell’Ascoli, è stato molto attento a presidiare la sua fascia di competenza nell’opporsi a Guiebre e a D’ Uffizi, ma quasi niente ha dato nella fase di spinta  per dare una mano con le sovrapposizioni a Schimmenti che è rimasto imbrigliato  quasi sempre dal raddoppio di marcatura ai suoi danni. Non a caso ha funzionato meglio la catena di sinistra dove Rocchetti è stato più intraprendente ed ha aiutato spesso D’Auria nell’attaccare Alagna e creare superiorità. Poco spettacolo in campo se non ammirare l’impostazione data dai due tecnici nel limitare gli avversari, ma grande festa sugli spalti dove i quasi cinquemila tifosi hanno sostenuto la squadra di De Giorgio in maniera incessante.

L’ARBITRO

Questa volta l’ottimo direttore di gara Diop di Treviso non è stato all’altezza del compito assegnatogli delle sue indubbie qualità perché nelle due più importanti azioni della partita non ha visto bene la parte finale delle giocate : gli é sfuggito il fallo di Riggio ai danni di Gori ed è stato richiamato al Var per rivedere le immagini dalle quali è scaturita la decisione di accordare il rigore poi sbagliato e di ammonire Riggio. Nella seconda occasione lo stesso Riggio contrasta Gori al limite. Diop assegna punizione a favore dell’Ascoli e estrae il giallo per Riggio che avrebbe significato espulsione del difensore rossoblù. Ma anche in questo caso viene salvato dal Var che lo richiama di nuovo al Var per controllare dalle immagini cosa sia successo realmente tra Riggio e Gori. In questo caso c’è stata un’interpretazione del’azione che è andata oltre i regolamenti. Nel senso che il Var non sarebbe dovuto intervenire perché la decisione dell’arbitro di estrarre il giallo per Riggio non poteva essere cambiata per i vigenti regolamenti.

In pratica l’episodio di Potenza-Ascoli è stato simile a quello successo nella partita tra Inter e Juventus con Kalulu che pur non avendo commesso il fallo incappò nella decisione errata dell’arbitro che estrasse il secondo giallo e poi il rosso. Decisione che non venne cambiata perché il Var non poteva intervenire sul secondo giallo. Ricordiamo che le norme regolamentari sul gioco del calcio sono le stesse per tutte le categorie e possono subire qualsiasi modifica e innovazione a livello nazionale e internazionale ad opera esclusivamente dell’Ifab, ossia l’International Football Association Board. Norme che vincolano alla loro osservanza tutte le federazioni, organizzazioni e associazioni calcistiche che svolgono il calcio a livello professionistico e dilettantistico.  Infatti la norma sulla possibilità di cambiare la decisione sul cartellino giallo cambierà e troverà applicazione nei prossimi mondiali di calcio che si giocheranno tra Canada, Stati Uniti e Messico. Ritornando all’episodio accaduto al Viviani, il Var ha trovato l’escamotage di mandare il direttore di gara al monitor  per verificare se Riggio avesse commesso fallo da ultimo uomo che avrebbe comportato il rosso diretto.

Dalla visione delle immagini è risultato che Riggio non ha commesso fallo per cui è stato annullato il secondo giallo ed è stata cancellato anche il calcio di punizione.  Un intervento di buon senso del Var che ha permesso di sanare una situazione che avrebbe potuto falsare ingiustamente la partita a favore dell’Ascoli.

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Lo zero a zero finale tra il Potenza e l’Ascoli lascia ancora aperto il discorso qualificazione. E’ vero che i marchigiani hanno dalla loro il vantaggio di poter contare su due risultati su tre per arrivare alle semifinali, ma è altrettanto vero che nella partita di ritorno di mercoledi prossimo la pressione sarà tutta sulle spalle della squadra allenata dall’ex del Picerno Tomei.

Il Potenza, di conseguenza, avrà la possibilità di entrare in campo sapendo di non avere nulla da perdere e potrà puntare a fare l’impresa. Perché, diciamolo subito, bisognerà fare un’impresa titanica per soffiare all’Ascoli la qualificazione nel suo stadio e contro una formazione che anche al Viviani ha messo in mostra tutte le sue qualità indiscusse e che ne fanno la favorita principale per l’arrivo in serie B.

LA PARTITA DEL VIVIANI

Non abbiamo la certezza che la squadra di De Giorgio avrebbe potuto fare qualcosa di più sul proprio campo per conquistare un successo, anche di stretta misura, che avrebbe potuto mettere il Potenza in una condizione mentale più favorevole per la gara di ritorno.  Lo abbiamo chiesto al tecnico De Giorgio che ha risposto che la sua squadra ha avuto due momenti nella partita nei quali ha fatto i tentativi più importanti per superare l’attentissima disposizione difensiva dell’Ascoli.

Nella seconda parte del primo tempo quando sembrava che l’Ascoli fosse in leggera difficoltà fisica e poi all’inizio della ripresa quando forse lo stesso De Giorgio si aspettava dalla sua squadra una fase offensiva più insistita e intensa e più coraggio per cercare di sorprendere i marchigiani. Passato quel periodo, complice anche la stanchezza per gli impegni ravvicinati, il Potenza ha dovuto fare e anche bene gli straordinari nella fase difensiva per frenare l’impeto degli avversari e la loro volontà di arrivare alla vittoria. Alla quale sono andati vicinissimi con l’occasione del calcio di rigore, arrivato più per l’intervento scriteriato di Riggio in area ai danni di Gori che per un’azione davvero pericolosa costruita dalla formazione ospite. Per fortuna dei lucani Gori ha mandato il pallone sul palo esterno. Dopo il rigore il Potenza ha stretto ancora di più le maglie difensive e non ha concesso nulla ai tentativi dell’Ascoli portando a casa un pareggio prezioso che lascia ai lucani ancora la chances di  poter fare l’impresa mercoledi prossimo in cui bisognerà dare veramente tutto buttando il cuore oltre l’ostacolo.

Non è stato e non poteva essere un match spettacolare per l’alta posta in palio per tutte e due le squadre. Si è trattato di una gara prettamente tattica in cui ogni squadra si è preoccupata più di limitare l’avversario piuttosto che fare tutti gli sforzi per ottenere il successo. La lotta nella zona nevralgica del campo non ha visto vincitori e vinti perché i centrocampisti rossoblù e in particolare Felippe sono stati limitati molto bene dagli omologhi avversari, basti pensare che Rizzo Pinna marcava a uomo il brasiliano e di conseguenza si è pensato più a conservare il possesso palla con passaggi orizzontali insistiti piuttosto che verticalizzare subito il gioco. Si spiega in questo modo come gli attaccanti del Potenza abbiano avuto pochi rifornimenti per fare davvero male al pacchetto arretrato dell’Ascoli.   

E quindi è stato un pareggio giusto, con pochissime opportunità offensive vere sui due fronti che ovviamente lascia un po’ di rammarico ai marchigiani per il rigore sbagliato che sarebbe stato forse decisivo per tornare a casa con la vittoria. Anche nel duello tra i due allenatori De Giorgio e Tomei si può parlare di un risultato di parità sul piano tattico perché l’obiettivo di frenare gli avversari e di rischiare poco o niente nella fase di non possesso ha dato i risultati sperati. Anche i cambi operati dai due allenatori non hanno prodotto, come si poteva sperare, nessun miglioramento nell’aggiungere qualcosa di diverso per aumentare la spinta offensiva. Hanno destato un po’ di stupore le scelte di formazione iniziale di De Giorgio, in particolare di preferire Adjapong e Erradi al posto di Kirwan e Castorani che contro il Campobasso erano stati tra i migliori. Il difensore esterno, ex dell’Ascoli, è stato molto attento a presidiare la sua fascia di competenza nell’opporsi a Guiebre e a D’ Uffizi, ma quasi niente ha dato nella fase di spinta  per dare una mano con le sovrapposizioni a Schimmenti che è rimasto imbrigliato  quasi sempre dal raddoppio di marcatura ai suoi danni. Non a caso ha funzionato meglio la catena di sinistra dove Rocchetti è stato più intraprendente ed ha aiutato spesso D’Auria nell’attaccare Alagna e creare superiorità. Poco spettacolo in campo se non ammirare l’impostazione data dai due tecnici nel limitare gli avversari, ma grande festa sugli spalti dove i quasi cinquemila tifosi hanno sostenuto la squadra di De Giorgio in maniera incessante.

L’ARBITRO

Questa volta l’ottimo direttore di gara Diop di Treviso non è stato all’altezza del compito assegnatogli delle sue indubbie qualità perché nelle due più importanti azioni della partita non ha visto bene la parte finale delle giocate : gli é sfuggito il fallo di Riggio ai danni di Gori ed è stato richiamato al Var per rivedere le immagini dalle quali è scaturita la decisione di accordare il rigore poi sbagliato e di ammonire Riggio. Nella seconda occasione lo stesso Riggio contrasta Gori al limite. Diop assegna punizione a favore dell’Ascoli e estrae il giallo per Riggio che avrebbe significato espulsione del difensore rossoblù. Ma anche in questo caso viene salvato dal Var che lo richiama di nuovo al Var per controllare dalle immagini cosa sia successo realmente tra Riggio e Gori. In questo caso c’è stata un’interpretazione del’azione che è andata oltre i regolamenti. Nel senso che il Var non sarebbe dovuto intervenire perché la decisione dell’arbitro di estrarre il giallo per Riggio non poteva essere cambiata per i vigenti regolamenti.

In pratica l’episodio di Potenza-Ascoli è stato simile a quello successo nella partita tra Inter e Juventus con Kalulu che pur non avendo commesso il fallo incappò nella decisione errata dell’arbitro che estrasse il secondo giallo e poi il rosso. Decisione che non venne cambiata perché il Var non poteva intervenire sul secondo giallo. Ricordiamo che le norme regolamentari sul gioco del calcio sono le stesse per tutte le categorie e possono subire qualsiasi modifica e innovazione a livello nazionale e internazionale ad opera esclusivamente dell’Ifab, ossia l’International Football Association Board. Norme che vincolano alla loro osservanza tutte le federazioni, organizzazioni e associazioni calcistiche che svolgono il calcio a livello professionistico e dilettantistico.  Infatti la norma sulla possibilità di cambiare la decisione sul cartellino giallo cambierà e troverà applicazione nei prossimi mondiali di calcio che si giocheranno tra Canada, Stati Uniti e Messico. Ritornando all’episodio accaduto al Viviani, il Var ha trovato l’escamotage di mandare il direttore di gara al monitor  per verificare se Riggio avesse commesso fallo da ultimo uomo che avrebbe comportato il rosso diretto.

Dalla visione delle immagini è risultato che Riggio non ha commesso fallo per cui è stato annullato il secondo giallo ed è stata cancellato anche il calcio di punizione.  Un intervento di buon senso del Var che ha permesso di sanare una situazione che avrebbe potuto falsare ingiustamente la partita a favore dell’Ascoli.

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Il Potenza, di conseguenza, avrà la possibilità di entrare in campo sapendo di non avere nulla da perdere e potrà puntare a fare l’impresa. Perché, diciamolo subito, bisognerà fare un’impresa titanica per soffiare all’Ascoli la qualificazione nel suo stadio e contro una formazione che anche al Viviani ha messo in mostra tutte le sue qualità indiscusse e che ne fanno la favorita principale per l’arrivo in serie B.

LA PARTITA DEL VIVIANI

Non abbiamo la certezza che la squadra di De Giorgio avrebbe potuto fare qualcosa di più sul proprio campo per conquistare un successo, anche di stretta misura, che avrebbe potuto mettere il Potenza in una condizione mentale più favorevole per la gara di ritorno.  Lo abbiamo chiesto al tecnico De Giorgio che ha risposto che la sua squadra ha avuto due momenti nella partita nei quali ha fatto i tentativi più importanti per superare l’attentissima disposizione difensiva dell’Ascoli.

Nella seconda parte del primo tempo quando sembrava che l’Ascoli fosse in leggera difficoltà fisica e poi all’inizio della ripresa quando forse lo stesso De Giorgio si aspettava dalla sua squadra una fase offensiva più insistita e intensa e più coraggio per cercare di sorprendere i marchigiani. Passato quel periodo, complice anche la stanchezza per gli impegni ravvicinati, il Potenza ha dovuto fare e anche bene gli straordinari nella fase difensiva per frenare l’impeto degli avversari e la loro volontà di arrivare alla vittoria. Alla quale sono andati vicinissimi con l’occasione del calcio di rigore, arrivato più per l’intervento scriteriato di Riggio in area ai danni di Gori che per un’azione davvero pericolosa costruita dalla formazione ospite. Per fortuna dei lucani Gori ha mandato il pallone sul palo esterno. Dopo il rigore il Potenza ha stretto ancora di più le maglie difensive e non ha concesso nulla ai tentativi dell’Ascoli portando a casa un pareggio prezioso che lascia ai lucani ancora la chances di  poter fare l’impresa mercoledi prossimo in cui bisognerà dare veramente tutto buttando il cuore oltre l’ostacolo.

Non è stato e non poteva essere un match spettacolare per l’alta posta in palio per tutte e due le squadre. Si è trattato di una gara prettamente tattica in cui ogni squadra si è preoccupata più di limitare l’avversario piuttosto che fare tutti gli sforzi per ottenere il successo. La lotta nella zona nevralgica del campo non ha visto vincitori e vinti perché i centrocampisti rossoblù e in particolare Felippe sono stati limitati molto bene dagli omologhi avversari, basti pensare che Rizzo Pinna marcava a uomo il brasiliano e di conseguenza si è pensato più a conservare il possesso palla con passaggi orizzontali insistiti piuttosto che verticalizzare subito il gioco. Si spiega in questo modo come gli attaccanti del Potenza abbiano avuto pochi rifornimenti per fare davvero male al pacchetto arretrato dell’Ascoli.   

E quindi è stato un pareggio giusto, con pochissime opportunità offensive vere sui due fronti che ovviamente lascia un po’ di rammarico ai marchigiani per il rigore sbagliato che sarebbe stato forse decisivo per tornare a casa con la vittoria. Anche nel duello tra i due allenatori De Giorgio e Tomei si può parlare di un risultato di parità sul piano tattico perché l’obiettivo di frenare gli avversari e di rischiare poco o niente nella fase di non possesso ha dato i risultati sperati. Anche i cambi operati dai due allenatori non hanno prodotto, come si poteva sperare, nessun miglioramento nell’aggiungere qualcosa di diverso per aumentare la spinta offensiva. Hanno destato un po’ di stupore le scelte di formazione iniziale di De Giorgio, in particolare di preferire Adjapong e Erradi al posto di Kirwan e Castorani che contro il Campobasso erano stati tra i migliori. Il difensore esterno, ex dell’Ascoli, è stato molto attento a presidiare la sua fascia di competenza nell’opporsi a Guiebre e a D’ Uffizi, ma quasi niente ha dato nella fase di spinta  per dare una mano con le sovrapposizioni a Schimmenti che è rimasto imbrigliato  quasi sempre dal raddoppio di marcatura ai suoi danni. Non a caso ha funzionato meglio la catena di sinistra dove Rocchetti è stato più intraprendente ed ha aiutato spesso D’Auria nell’attaccare Alagna e creare superiorità. Poco spettacolo in campo se non ammirare l’impostazione data dai due tecnici nel limitare gli avversari, ma grande festa sugli spalti dove i quasi cinquemila tifosi hanno sostenuto la squadra di De Giorgio in maniera incessante.

L’ARBITRO

Questa volta l’ottimo direttore di gara Diop di Treviso non è stato all’altezza del compito assegnatogli delle sue indubbie qualità perché nelle due più importanti azioni della partita non ha visto bene la parte finale delle giocate : gli é sfuggito il fallo di Riggio ai danni di Gori ed è stato richiamato al Var per rivedere le immagini dalle quali è scaturita la decisione di accordare il rigore poi sbagliato e di ammonire Riggio. Nella seconda occasione lo stesso Riggio contrasta Gori al limite. Diop assegna punizione a favore dell’Ascoli e estrae il giallo per Riggio che avrebbe significato espulsione del difensore rossoblù. Ma anche in questo caso viene salvato dal Var che lo richiama di nuovo al Var per controllare dalle immagini cosa sia successo realmente tra Riggio e Gori. In questo caso c’è stata un’interpretazione del’azione che è andata oltre i regolamenti. Nel senso che il Var non sarebbe dovuto intervenire perché la decisione dell’arbitro di estrarre il giallo per Riggio non poteva essere cambiata per i vigenti regolamenti.

In pratica l’episodio di Potenza-Ascoli è stato simile a quello successo nella partita tra Inter e Juventus con Kalulu che pur non avendo commesso il fallo incappò nella decisione errata dell’arbitro che estrasse il secondo giallo e poi il rosso. Decisione che non venne cambiata perché il Var non poteva intervenire sul secondo giallo. Ricordiamo che le norme regolamentari sul gioco del calcio sono le stesse per tutte le categorie e possono subire qualsiasi modifica e innovazione a livello nazionale e internazionale ad opera esclusivamente dell’Ifab, ossia l’International Football Association Board. Norme che vincolano alla loro osservanza tutte le federazioni, organizzazioni e associazioni calcistiche che svolgono il calcio a livello professionistico e dilettantistico.  Infatti la norma sulla possibilità di cambiare la decisione sul cartellino giallo cambierà e troverà applicazione nei prossimi mondiali di calcio che si giocheranno tra Canada, Stati Uniti e Messico. Ritornando all’episodio accaduto al Viviani, il Var ha trovato l’escamotage di mandare il direttore di gara al monitor  per verificare se Riggio avesse commesso fallo da ultimo uomo che avrebbe comportato il rosso diretto.

Dalla visione delle immagini è risultato che Riggio non ha commesso fallo per cui è stato annullato il secondo giallo ed è stata cancellato anche il calcio di punizione.  Un intervento di buon senso del Var che ha permesso di sanare una situazione che avrebbe potuto falsare ingiustamente la partita a favore dell’Ascoli.

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