La pillola del giorno dopo Potenza-Ascoli di Alfonso Pecoraro
L

Abbiamo tutti percepito che il livello tecnico, tattico e agonistico, si è alzato in maniera importante. Il Potenza però è stato assolutamente all’altezza della situazione. E che non sia riuscito appieno a esprimere il suo potenziale offensivo, ritengo, sia stato più per merito degli avversari (appena 23 gol subiti in tutto l’anno) che per demeriti propri. L’Ascoli è una squadra molto forte, con un’identità chiara, che però ha rispettato il Potenza e l’ha studiato per un tempo intero, prima di alzare il baricentro e far valere una maggiore qualità. Non sottovaluterà l’impegno di mercoledì perché sa che partite equilibrate dal punto di vista tattico potrebbero anche essere decise da episodi. Ieri uno era per l’Ascoli e non è stato sfruttato, capitasse al Potenza e lo sfruttasse, il mondo cambierebbe colore.

Poi sulle scelte in sé potrei solo sottolineare che non ho assolutamente capito il perché non abbia giocato Kirwan dall’inizio. Magari non sarebbe cambiato niente, ma il neozelandese è stato preso per giocare proprio questo tipo di partite qui, come ampiamente dimostrato nella finale di Coppa tra andata e ritorno. La sua assenza e quella di Castorani hanno, a mio avviso, tolto qualcosa a un’identità già scritta e consolidata. Ripeto, non sarebbe cambiato nulla, ma senza due perni fondamentali contemporaneamente, qualcosa il Potenza ha perso.

Comunque nulla è compromesso, resta tutto aperto e anche l’Ascoli deve essersi reso conto che il Potenza c’è e può dar fastidio. Ed è questa la soddisfazione maggiore: sapere di poterci stare a certi livelli. Con l’organizzazione tecnica e con tutto quello che ruota attorno al campo, in termini di organizzazione societaria.

Adesso seppure l’ago della bilancia sia rivolto in maniera chiara verso i marchigiani, anche il peso è da quella parte. E l’impossibilità di sbagliare qualsiasi cosa, in molte occasioni fa la differenza. In negativo. E i rossoblù saranno lì con la voglia di approfittarne.

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Abbiamo tutti percepito che il livello tecnico, tattico e agonistico, si è alzato in maniera importante. Il Potenza però è stato assolutamente all’altezza della situazione. E che non sia riuscito appieno a esprimere il suo potenziale offensivo, ritengo, sia stato più per merito degli avversari (appena 23 gol subiti in tutto l’anno) che per demeriti propri. L’Ascoli è una squadra molto forte, con un’identità chiara, che però ha rispettato il Potenza e l’ha studiato per un tempo intero, prima di alzare il baricentro e far valere una maggiore qualità. Non sottovaluterà l’impegno di mercoledì perché sa che partite equilibrate dal punto di vista tattico potrebbero anche essere decise da episodi. Ieri uno era per l’Ascoli e non è stato sfruttato, capitasse al Potenza e lo sfruttasse, il mondo cambierebbe colore.

Poi sulle scelte in sé potrei solo sottolineare che non ho assolutamente capito il perché non abbia giocato Kirwan dall’inizio. Magari non sarebbe cambiato niente, ma il neozelandese è stato preso per giocare proprio questo tipo di partite qui, come ampiamente dimostrato nella finale di Coppa tra andata e ritorno. La sua assenza e quella di Castorani hanno, a mio avviso, tolto qualcosa a un’identità già scritta e consolidata. Ripeto, non sarebbe cambiato nulla, ma senza due perni fondamentali contemporaneamente, qualcosa il Potenza ha perso.

Comunque nulla è compromesso, resta tutto aperto e anche l’Ascoli deve essersi reso conto che il Potenza c’è e può dar fastidio. Ed è questa la soddisfazione maggiore: sapere di poterci stare a certi livelli. Con l’organizzazione tecnica e con tutto quello che ruota attorno al campo, in termini di organizzazione societaria.

Adesso seppure l’ago della bilancia sia rivolto in maniera chiara verso i marchigiani, anche il peso è da quella parte. E l’impossibilità di sbagliare qualsiasi cosa, in molte occasioni fa la differenza. In negativo. E i rossoblù saranno lì con la voglia di approfittarne.

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Poi sulle scelte in sé potrei solo sottolineare che non ho assolutamente capito il perché non abbia giocato Kirwan dall’inizio. Magari non sarebbe cambiato niente, ma il neozelandese è stato preso per giocare proprio questo tipo di partite qui, come ampiamente dimostrato nella finale di Coppa tra andata e ritorno. La sua assenza e quella di Castorani hanno, a mio avviso, tolto qualcosa a un’identità già scritta e consolidata. Ripeto, non sarebbe cambiato nulla, ma senza due perni fondamentali contemporaneamente, qualcosa il Potenza ha perso.

Comunque nulla è compromesso, resta tutto aperto e anche l’Ascoli deve essersi reso conto che il Potenza c’è e può dar fastidio. Ed è questa la soddisfazione maggiore: sapere di poterci stare a certi livelli. Con l’organizzazione tecnica e con tutto quello che ruota attorno al campo, in termini di organizzazione societaria.

Adesso seppure l’ago della bilancia sia rivolto in maniera chiara verso i marchigiani, anche il peso è da quella parte. E l’impossibilità di sbagliare qualsiasi cosa, in molte occasioni fa la differenza. In negativo. E i rossoblù saranno lì con la voglia di approfittarne.

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